Dal Mondo

Ha preso il via dalla Striscia di Gaza la visita in Terra Santa dei vescovi di Usa, Canada, Ue e Sud Africa (Holy Land Coordination). Nella parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, composta da solo 138 fedeli, i vescovi hanno ascoltato le parole del parroco, padre Mario Da Silva, e il grido dei giovani locali, desiderosi di restare nella loro terra ma spinti a lasciarla dalle sempre più gravi e disagiate condizioni di vita e dalle crescenti pressioni fondamentaliste.

Il Paese balcanico, entrato nella comunità nel 2007, inaugura oggi e domani, 11 e 12 gennaio, la presidenza di turno dell'Unione europea. Sofia accoglie i vertici Ue per alcune manifestazioni ufficiali e gli incontri di lavoro attorno al programma politico e legislativo che il governo bulgaro intende realizzare da qui al 30 giugno. Sul tavolo difficili dossier, mentre le spinte dei populismi mettono a rischio il processo di integrazione.

Sul Corriere Cesenate di domani, giovedì 11 gennaio, torniamo a raccontare di romagnoli all’estero. Tutta gente che continua a farsi onore lontano da casa, grazie soprattutto al genio italico, alla capacità di adattamento, alla volontà e alla passione tipiche della nostra terra.

Non c'è pace in Nigeria, dove continuano gli attacchi alle chiese e alle moschee, le rapine a mano armata e i rapimenti, tra cui sei religiose nigeriane di cui non si hanno più notizie da un mese e mezzo. La desolazione e gli appelli del card. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja: "Siamo tutti sotto attacco, cristiani, musulmani, gente di altre tribù. Tutti soffriamo a causa della scarsa sicurezza".

Un conflitto israelo-palestinese ancora più avvitato su se stesso, dopo l’annuncio di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele. “E il futuro non promette nulla di buono”, dichiara Riccardo Redaelli, docente ordinario di geopolitica alla Facoltà di scienze politiche e sociali dell'Università Cattolica di Milano.

Il presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani al Sir: “I cristiani nel mondo sono perseguitati e uccisi non perché cattolici o ortodossi, protestanti o luterani ma perché cristiani. Il loro sangue ci unisce e i martiri nel Cielo hanno già trovato quella unità che noi cerchiamo sulla terra”.

Da Sarsina ad Amman, capitale della Giordania, per insegnare l’arte del confezionamento delle cravatte in maniera artigianale. Dal laboratorio di piazza San Francesco, che proprio quest’anno ha chiuso la produzione dopo una storia pluridecennale, la qualità e lo stile Made in Italy, che da sempre hanno caratterizzato Regal Cravatte di Viletta Righi, sono sbarcate in Medio Oriente.

"L'Onnipotente che si fa piccolo nel bambino di Betlemme": è questo il significato profondo del Natale per il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Un evento che interpella anche i non credenti e che provoca ricadute concrete nella vita di tutti. In Terra Santa e in Medio Oriente questo vuol dire lavorare per il dialogo e la pace. Un appello ai pellegrini: "Non spaventatevi! Venite in pellegrinaggio e state vicino ai cristiani di Terra Santa".

"I cristiani non devono tradire la loro fede. Sono chiamati a condurre l’umanità alla fratellanza universale". Così il cardinale Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, a margine di un summit ecumenico in Vaticano per parlare di xenofobia e populismo. L'intento delle Chiese è preparare il terreno per una Conferenza mondiale sugli stessi temi, in programma dal 21 al 24 maggio 2018

Macfrut si è presentato in Tanzania, Etiopia e Uganda

L’annuncio ufficiale è atteso per oggi, 6 dicembre, ma la notizia è già di dominio pubblico ed è quella che i palestinesi, e la comunità internazionale, temevano: il presidente Usa, Donald Trump, sposterà l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Le reazioni palestinesi, le prime voci dei cristiani, e la preoccupazione della comunità internazionale. L'appello di Papa Francesco al termine dell'udienza generale

I primi 25 profughi del Corno d'Africa, tutti in condizioni di vulnerabilità, sono arrivati oggi a Roma, all'aeroporto di Fiumicino, dopo aver vissuto anni duri e drammatici nei campi per rifugiati in Etiopia. Entrano regolarmente in Italia tramite i corridoi umanitari, nell’ambito del protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Cei – che agisce attraverso Caritas italiana e Fondazione Migrantes – e dalla Comunità di Sant’Egidio.

Prosegue il viaggio di papa Francesco in Oriente. Dopo il Myanmar è ora la volta del Bangladesh. “Nei mesi scorsi, lo spirito di generosità e di solidarietà che caratterizza la società del Bangladesh si è manifestato molto chiaramente nel suo slancio umanitario a favore dei rifugiati affluiti in massa dallo Stato di Rakhine, provvedendoli di un riparo temporaneo e delle necessità primarie per la vita”. Il Pontefice ha parlato dei rifugiati, in gran parte di etnia rohingya.

La pena capitale non è la cura per una società violenta, non è una medicina ma un veleno. Attenzione a non “normalizzare” la morte. Essere contrari alla pena di morte significa riaffermare le ragioni della vita. Intervista con Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, a margine dell’Incontro internazionale dei ministri della Giustizia e alla vigilia di “Città per la vita, città contro la pena di morte”, che il 30 novembre a Roma vedrà più di duemila città nel mondo coinvolte per l’abolizione della pena capitale

Questa mattina papa Francesco, prima della celebrazione della Santa Messa in privato, ha incontrato in arcivescovado i leader religiosi del Myanmar. Lo riferisce la sala stampa vaticana, informando che dopo il pranzo, il Papa si è trasferito in auto all’aeroporto internazionale di Yangon da dove, alle 14 locali (8,30 ora di Roma), è decollato a bordo di un B737 della MAI (Myanmar Airways International) alla volta di Nay Pyi Taw.

Visita di un gruppo di giornalisti della Fisc nella valle della Bekaa dove è fiorente la coltivazione dichiarata illegale della cannabis. Qui la Cei, con i fondi del'8x1000, ha finanziato un progetto di Osad per la realizzazione di 16 laghetti artificiali necessari alla coltivazione di uva, tabacco, frutta e verdura, in alternativa alla cannabis.