Editoriale

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L'editoriale della settimana

La storia la conosciamo. Racconta di un uomo che, scendendo da Gerusalemme a Gerico, incappa nei briganti che gli portano via tutto, lo percuotono a sangue e lo lasciano mezzo morto sul ciglio della strada. Oggi quell’uomo ha anche un volto: è quello – e sono milioni – dei siriani sfollati nei Paesi confinanti o costretti a farsi profughi interni; di quanti sono privi dell’acqua, del cibo e dell’accesso alle cure sanitarie essenziali; dei 27mila bambini uccisi senza un perché e di tutti gli altri privati degli affetti di una famiglia, del calore di un’aula scolastica, della stessa possibilità di avere un’infanzia.

È uscita in questi giorni la terza esortazione apostolica di Papa Francesco dal titolo “Gaudete et Exsultate”. Il filo rosso della gioia continua a rappresentare l’elemento che unifica il magistero del Papa che vuole cristiani gioiosi che mostrino di aver incontrato il Risorto e in lui il segreto di una vita pacificata, realizzata, piena.

Qualcuno si chiederà perché? Per quale motivo il Corriere Cesenate si deve spendere per pubblicare sia sull’edizione cartacea sia su quella online tante foto di alberi in fiore? Perché dà spazio alla rinascita della primavera, a un tramonto mozzafiato o a un arcobaleno che compare dopo un temporale?

Non c’è pace per Francesco. Non si placano le polemiche, le ultime in ordine di tempo, sulla lettera di Benedetto XVI diffusa, in maniera parziale, in occasione della presentazione degli 11 volumetti “La teologia di papa Francesco”.

Alla fine è dovuto intervenire persino il Papa emerito. “Tra i due pontificati c’è una continuità interiore”, ha scritto in una lettera lunedì scorso Benedetto XVI.

È la nuova realtà con la quale siamo chiamati a confrontarci. Le elezioni politiche di domenica scorsa hanno modificato in maniera radicale la geografia politica italiana. Non esiste più nulla di precostituito. Non esistono più le regioni ‘rosse’.

“Non balconate”. Ce lo ha ricordato il vescovo Douglas con la Nota pastorale in vista delle elezioni di domenica prossima. Già il titolo, ripreso dalla felice espressione usata da papa Francesco in piazza del Popolo a Cesena lo scorso primo ottobre, costituisce un programma di lavoro.

Ci stiamo infilando sempre di più in un tunnel, ma ormai le famiglie italiane, bastonate da ogni parte, non se la sentono di mettere al mondo molti figli. Uno, spesso, basta e avanza.