Dal Mondo

La pena capitale non è la cura per una società violenta, non è una medicina ma un veleno. Attenzione a non “normalizzare” la morte. Essere contrari alla pena di morte significa riaffermare le ragioni della vita. Intervista con Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, a margine dell’Incontro internazionale dei ministri della Giustizia e alla vigilia di “Città per la vita, città contro la pena di morte”, che il 30 novembre a Roma vedrà più di duemila città nel mondo coinvolte per l’abolizione della pena capitale

Questa mattina papa Francesco, prima della celebrazione della Santa Messa in privato, ha incontrato in arcivescovado i leader religiosi del Myanmar. Lo riferisce la sala stampa vaticana, informando che dopo il pranzo, il Papa si è trasferito in auto all’aeroporto internazionale di Yangon da dove, alle 14 locali (8,30 ora di Roma), è decollato a bordo di un B737 della MAI (Myanmar Airways International) alla volta di Nay Pyi Taw.

Visita di un gruppo di giornalisti della Fisc nella valle della Bekaa dove è fiorente la coltivazione dichiarata illegale della cannabis. Qui la Cei, con i fondi del'8x1000, ha finanziato un progetto di Osad per la realizzazione di 16 laghetti artificiali necessari alla coltivazione di uva, tabacco, frutta e verdura, in alternativa alla cannabis.

L'attesa sentenza, giunta dopo oltre vent'anni, benché considerata "parziale" potrebbe segnare una svolta nella storia dei martoriati Paesi balcanici. I commenti al Sir della giornalista Nikolay Krastev e del segretario della Conferenza episcopale bosniaca mons. Ivo Tomasevic. Che afferma: "Ora affrontiamo i problemi della vita quotidiana"

Ha aperto con il pieno di pubblico la prima edizione di Mac Fruit Attraction China, ospitata fino a venerdì 24 novembre al Convention and Exhibition Centre di Shanghai nell’ambito di Horti Cina. Inaugurata quest’oggi (mercoledì 22 novembre) alla presenza delle principali autorità cinesi, il primo giorno ha registrato una grande affluenza di pubblico professionale interessato alle proposte del mondo ortofrutticolo italiano.

"La visita del Papa rappresenta una chance per tutti noi, è una grande fortuna per il successo della pace in questo Paese”. A pochi giorni dalla visita di Francesco in Myanmar, abbiamo incontrato il monaco buddista Ashin Pyin Nyaw Bha Tha, capo del monastero buddista (Theverada) di Pann Pyo Let. “Sono sicuro - dice - che se il Papa ha deciso di venire qui, c’è sicuramente una ragione che lo ha spinto a farlo. Vuol dire che c’è una speranza che lui intravede per noi, che c’è un dono di bene che può portare”

Il Sottosegretario per le Politiche e gli Affari europei, Sandro Gozi, ha ricevuto questa mattina il titolo di dottore Honoris Causa dell'Università di Friburgo, in Svizzera.

"Percorso a ostacoli tra libertà della rete e diritti dei cittadini". Per constrastare la disinformazione, la Ue chiede un parere agli europei e istituisce un gruppo di studio per giungere alle prime conclusioni entro la prossima primavera

“Anche considerando il rischio di una detonazione accidentale di tali armi per un errore di qualsiasi genere, è da condannare con fermezza la minaccia del loro uso, nonché il loro stesso possesso, proprio perché la loro esistenza è funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l’intero genere umano”. Lo ha detto poco fa papa Francesco in Vaticano, a margine di un simposio internazionale sul disarmo in corso fino a domani.

Si è aperta ieri, lunedì 6 novembre a Bonn, la 23ª conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop23). I leader mondiali stentano a prendere decisioni in grado di fermare il riscaldamento climatico nonostante gli uragani, la siccità endemica, l'innalzamento degli oceani.

Stallo politico e militare tra i curdi e il Governo centrale di Baghdad, dopo il referendum per l'indipendenza del 25 settembre scorso. In mancanza di un accordo, i due contendenti si fronteggiano dalle rispettive posizioni nella Piana di Ninive, tradizionalmente abitata dai cristiani. Instabilità politica e insicurezza rischiano così di vanificare gli sforzi dei cristiani di rientrare nei villaggi e di riedificare le loro abitazioni, distrutte durante gli oltre tre anni di occupazione dello Stato Islamico. Un conflitto adesso tra i due contendenti potrebbe dare il colpo di grazia alla presenza cristiana nel Paese. Le testimonianze dei sacerdoti Paolo Mekko e Benham Benoka e la speranza di vedere presto il Papa in Iraq.

“La nostra città e la nostra nazione sono stordite da un altro atto di violenza senza senso”. Lo ha dichiarato il cardinale di New York, Timothy Dolan, commentando l’attacco terroristico che il 31 ottobre a Downtown Manhattan ha provocato la morte di 8 persone e il ferimento di altre 11.

Un uomo di 29 anni, Sayfullo Saipov di nazionalità uzbeca, residente in New Jersey, ha falciato con un pick-up della nota ditta Home Depot, alcuni ciclisti proprio sulla pista a loro riservata, prima di schiantarsi contro uno scuolabus. L’aggressore, colpito all’addome dalla polizia, mentre agitava una pistola ad aria compressa e un’altra arma giocattolo è stato sottoposto ad intervento chirurgico e al momento sembra fuori pericolo.

Rottura finale in Catalogna. Venerdì 27 ottobre il parlamento di Barcellonaha ha dichiarato l'indipendenza da Madrid e ha dato il via al processo costituente della Repubblica. Nel frattempo il Senato di Madrid ha approvato l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, che di fatto porterà ad esautorare le istituzioni catalane, mentre Madrid assumerà la guida del governo regionale, delle forze dell’ordine e della tv catalana.

Nella missione diocesana di Playa Grande, a Carupano in Venezuela, opera don Derno Giorgetti, sacerdote fidei donum della nostra Diocesi, per tanti anni in missione. In occasione della visita di papa Francesco è tornato a casa, ma poi è subito rientrato nel Paese sudamericano dove si vive una situazione ormai drammatica.

"Di fronte ad un attentato così grave non bisogna abbassare le braccia ma guardare in faccia la situazione e vedere come si può rispondere, nel migliore dei modi. Oltre alle vittime che piangiamo, non bisogna rendere vittima anche la nostra speranza". È l'appello lanciato da monsignor Giorgio Bertin, amministratore apostolico di Gibuti e Mogadiscio, dopo l'attentato terroristico in Somalia, con oltre 300 vittime.

Il Papa chiede alla Fao di "cambiare rotta", superando i conflitti e i cambiamenti climatici, le due cause della relazione tra fame e migrazioni. "Introdurre nel linguaggio della cooperazione internazionale la categoria dell'amore", la proposta. Appello per il disarmo e per fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa. "La gestione della mobilità umana richiede un'azione intergovernativa coordinata e sistematica"