Dalla Chiesa

È dal 1908 che i cattolici d'Inghilterra e Galles non possono portare in processione il Santissimo Sacramento: si temeva di fomentare disordini. Ma “oggi viviamo in tempi molto diversi”, spiega il vescovo ausiliario di Birmingham Robert Byrne, presidente di “Adoremus”, il congresso eucaristico che si terrà a Liverpool dal 7 al 9 settembre prossimi, dove 5mila persone sfileranno durante la processione che concluderà il congresso.

Sono 2mila i giovani dalle 15 diocesi dell’Emilia-Romagna pronti a mettersi in cammino “Per mille strade”, la fase di avvicinamento alla due giorni di Roma con papa Francesco l’11 e 12 agosto. Tra questi ragazzi, 11 provengono dalla Tanzania e sono accompagnati dai Missionari del Preziosissimo Sangue che hanno una loro comunità a Cesena.

L’ecumenismo sarà uno dei tratti caratteristici della seconda tappa del pontefice negli Stati che si affacciano sul mar Baltico. 340mila i cattolici su una popolazione totale di due milioni. La direttrice del centro per l’informazione della Chiesa locale descrive il programma. Numerosi gli incontri per conoscere più da vicino la figura del Santo Padre

Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace. Come Pastori della Chiesa non pretendiamo di offrire soluzioni a buon mercato. Rispetto a quanto accade non intendiamo, però, né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi

Manca meno di un mese all’incontro dei giovani italiani con papa Francesco a Roma, l’11 e il 12 agosto, dal titolo “Siamo qui”. Nella Capitale sono attesi, dopo una settimana di cammino sulle vie dei pellegrini delle loro terre d’origine, almeno 50mila giovani da quasi 200 diocesi. Con don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg), abbiamo parlato del significato dell'incontro e degli scopi che si prefigge.

"Autorità" come servizio, riforma della Chiesa come missione. Nel suo quinto Concistoro, il Papa ha chiesto ai 14 nuovi cardinali di "servire Cristo nel popolo fedele di Dio" tramite la capacità di "accompagnare e accogliere tutti e ciascuno", senza trasformarsi in "ottimi respingenti". No agli "intrighi asfissianti di palazzo", sì al primato della povertà, come quello testimoniato da San Giovanni XXIII. "Nessuno di noi deve sentirsi superiore ad alcuno. Nessuno di noi deve guardare gli altri dall'alto in basso"

Il 28 giugno si terrà il quinto Concistoro indetto da Francesco in cinque anni di pontificato. Ecco il "volto" delle nuove porpore, che faranno salire a 227 cardinali, di cui 125 elettori e 102 non elettori, il Collegio cardinalizio. 53 provengono dell’Europa, 17 dall’America del Nord, 5 dall’America Centrale, 13 dall’America del Sud, 16 dall’ Africa, 17 dall’Asia e 4 dall’Oceania.

“Da ricco che era...”: l'eloquente espressione di Paolo nella seconda Lettera ai Corinzi ci parla ancora di un "segreto" nel cuore della vita cristiana, e lo fa con l'energia della prima ora: è Cristo che “si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi”. 

Ricevendo oggi, nella Sala Clementina, il Forum delle associazioni familiari, il Papa ha lasciato da parte il testo scritto per parlare "con il cuore" a 360°, per quasi mezz'ora: "Non stancatevi di sostenere la crescita della natalità in Italia, sensibilizzando le istituzioni e l’opinione pubblica sull'importanza di dar vita a politiche e strutture più aperte al dono dei figli"

Dare corpo a un "sistema italiano" di "fidei donum" e ridurre il numero delle diocesi. Sono due delle proposte di Papa Francesco alla Chiesa italiana, riunita in questi giorni in Vaticano per l'assemblea generale. Crisi delle vocazioni, povertà evangelica e trasparenza, riduzione delle diocesi, le tre "preoccupazioni" attorno a cui si è articolato il suo discorso a braccio, prima dell'incontro "a porte chiuse" con i vescovi