Pochi metri di distanza e per Davide non c’è posto a scuola

La lettera di una famiglia il cui figlio è l'unico escluso dalla scuola media accanto alle elementari

La scuola primaria "De Amicis" di San Giorgio (foto: Google maps)

Caro direttore, inviamo una lettera che spiega le vicissitudini che abbiamo affrontato per l’iscrizione di nostro figlio Davide alla scuola media, a cui ci piacerebbe venisse data risonanza per evitare che in futuro altri bambini e famiglie possano trovarsi in questa situazione difficile e dolorosa.

Siamo i genitori di Davide

Siamo Federica Turci e Fabio Scarpellini, genitori di Davide Scarpellini frequentante la classe quinta delle scuola primaria “Edmondo De Amicis” di San Giorgio di Cesena. Per il prossimo anno scolastico 2025-2026 abbiamo proceduto all”iscrizione di Davide presso la scuola secondaria di primo grado “Oddo Biasini” di San Giorgio che si trova a fianco della primaria che lui ha frequentato fino a pochi giorni addietro.

Per nostro figlio niente iscrizione alle Medie di San Giorgio

Qualche settimana fa la dirigente della scuola media ci ha convocato per comunicarci che per nostro figlio non è confermata l’iscrizione alla scuola media “Oddo Biasini” in quanto c’è stato un esubero di iscrizioni e Davide, nonostante noi abitiamo all’interno del bacino di questa scuola, è rimasto fuori poiché risiede a una maggiore distanza rispetto a quelli accettati. Precisiamo che noi abitiamo a Martorano di Cesena, a cinque minuti da San Giorgio di Cesena. 

Un bambino sensibile

Il percorso educativo di Davide si è svolto interamente a San Giorgio proprio per scelta di noi genitori che abbiamo desiderato sin dai primi anni continuità e stabilità per nostro figlio che è sempre stato estremamente sensibile, introverso e restio ai cambiamenti. Dapprima a San Giorgio Davide ha frequentato la scuola dell’infanzia “Don Augusto Vaienti”, poi la scuola primaria “Edmondo De Amicis”; in ultimo la scelta della scuola media “Oddo Biasini” di San Giorgio ci rassicurava per l’ambiente più intimo e familiare che caratterizza una scuola media di borgata. 

L’unico escluso della sua classe

Invece, proprio in questo delicato momento di passaggio, in piena fase preadolescenziale, Davide si troverebbe a essere l’unico ragazzino della sua classe ad essere escluso ed essere inserito in una scuola di città che sorge in un quartiere diverso sia da quello in cui ha effettuato il suo percorso educativo finora sia da quello in cui è cresciuto e abita tuttora.

Abbiamo fatto proposte diverse

Abbiamo proposto alla dirigente di chiedere alle famiglie delle scuole primarie delle frazioni vicine, Ronta e Martorano, che hanno scelto il plesso di San Giorgio pur non avendo al momento nessun contatto con San Giorgio stesso, di modificare la loro scelta verso un plesso diverso ma ugualmente vicino, così da permettere a Davide di proseguire nella realtà in cui ha vissuto ed è cresciuto per anni creando rapporti stabili e sinceri. La dirigente ci ha risposto che poteva essere un buon suggerimento di cui avrebbe tenuto conto nel prossimo consiglio di istituto a dicembre, non prendendo minimamente in considerazione la possibilità di farlo adesso.

La continuità del percorso educativo

Siamo perfettamente consapevoli che uno dei criteri di precedenza per l’ammissione al plesso “Oddo Biasini” sia la vicinanza della residenza dell’alunno alla scuola. Invece non ci spieghiamo come nel regolamento non sia inserito il criterio di precedenza degli alunni della scuola primaria accanto per garantire stabilità e continuità del percorso educativo.

Perché non è stata assunta una decisione in deroga?

Abbiamo raccolto le firme delle classi quinte della scuola primaria affinché potesse essere presa una decisione in deroga a quanto previsto dal regolamento, così da garantire a nostro figlio una continuità del percorso scolastico e relazionale (Linee Guida Miur) all’interno della stessa comunità poiché serenità e stabilità sono necessari per il suo sviluppo armonico in un’età così sensibile. 

Proposta la modifica a un regolamento lacunoso

Sempre nella stessa richiesta alla dirigente abbiamo chiesto di modificare questo regolamento lacunoso inserendo la precedenza della scuola primaria accanto prima del criterio della distanza della residenza. Purtroppo ci è stato comunicato che la nostra richiesta non è stata accolta e quindi Davide verrà estromesso da una comunità in cui è cresciuto, creando un’importante rete di legami con coetanei e adulti per essere catapultato in una realtà completamente estranea, solo, lontano anche dal suo quartiere.

Non possono essere più importanti pochi metri di distanza

Noi crediamo che l’attenzione al bambino e alla sua sensibilità debbano essere tutelati e non possano essere calpestati per una questione di metri di distanza. Non possono essere più importanti pochi metri di distanza rispetto al legame creato con compagni di classe, amici e famiglie, al senso di appartenenza e al desiderio di essere parte di una comunità. Non possono essere più importanti pochi metri di distanza rispetto alla continuità e stabilità scolastica che sono fortemente sostenuti dal Miur. Non possono essere più importanti pochi metri di distanza rispetto alla sensibilità e al benessere emotivo di un bambino, proprio in una fase di transizione così delicata com’è il passaggio alla scuola media.

Speriamo in un cambiamento in favore di altri bambini

Con grande disappunto e dolore, prendiamo atto di questa decisione. Siamo convinti che per Davide ci sarà qualcosa di meglio altrove. Siamo consapevoli che questa lettera non servirà per Davide. Speriamo però che possa servire affinché ci sia un cambiamento ed altri bambini e famiglie in futuro non si trovino a vivere questa situazione difficile e dolorosa. 

Federica Turci e Fabio Scarpellini – Martorano di Cesena

Cari genitori di Davide, cerco di comprendere il vostro disappunto per una decisione che forse, e dico forse, si sarebbe potuta gestire con meno rigidità e un po’ più di buon senso. Lo dico da esterno e non vorrei intromettermi in vicende di scuola che so complesse e volte anche un po’ inamovibili. Forse una maggiore comunicazione avrebbe potuto favorire un percorso diverso. Non lo so, ma magari si poteva provare? Si può ancora tentare? Noi ci abbiamo provato e abbiamo posto alcune domande alla preside che gentilmente ha risposto. Per questo motivo abbiamo aspettato a pubblicare la lettera. Non so se davvero possono rimanere margini di manovra. In ogni caso, io ci proverei ancora.

Se posso permettermi, aggiungo un altro forse. È vero che voi mamma e babbo di Davide vi preoccupate giustamente vista la sua sensibilità e la sua ritrosia. Provo ad abbozzare uno scenario: può darsi che questa decisione diventi lo stimolo giusto per Davide per uscire dal bozzolo di se stesso e del paese. A volte certi cambiamenti possono essere salutari. Mi ricordo molto bene di un bambino che a 11 anni, da un paesino della campagna cesenate venne iscritto, nei primi anni ’70, in una scuola media a Cesena. Nessun compagno di classe della scuolina di paese, nessun fratello maggiore, in quel nuovo edificio dove si cambiavano i professori a ogni ora. Nessuno. Da solo, con amici tutti da scoprire, con la corriera da aspettare, allora alla Barriera, anche per oltre un’ora prima di potervi salire per tornare a casa. Fu un’avventura che aprì un mondo e rese la città familiare, non più una realtà lontana, con tanti amici nuovi conosciuti nel giro di due o tre giorni. Poi, sembrava si fossero conosciuti da sempre.

Ecco, questo mi auguro per voi e per vostro figlio Davide. Sostenetelo nel suo percorso educativo, nel tirare fuori da lui tutto quello che di meglio può avere. E ogni ostacolo superato, piccolo o grande non importa, sarà una vittoria per lui e per voi.

In bocca al lupo.

Francesco Zanotti

zanotti@corrierecesenate.it