Lettere
Oggi si ricorda san Leonardo di Noblac, l’eremita
Nell'Ottavario dei defunti non è sconsigliato parlare di santità. Anzi
Il 6 ottobre, nel pieno dell’Ottavario dei defunti. Un bassorilievo in Cattedrale, a Cesena
San Leonardo ricordato in Cattedrale, a Cesena
Caro direttore, durante l’Ottavario di preghiera per tutti i fedeli defunti, non è proibito o sconsigliato parlare di santità, anzi… Oggi 6 novembre, tra gli altri santi del Martirologio Romano, spicca il nome di san Leonardo di Noblac, l’eremita. A parte il fatto della bellezza di questo nome che oggi è uno di quelli più gettonati per chiamare i maschi nati alla vita ed è risaputo che nel medioevo era uno dei santi più ricercati. Anche nella nostra Cattedrale di Cesena nella parete a sinistra (nei pressi della cappella della Madonna del Popolo) vi è un bassorilievo (foto qui sopra) che mostra un trittico di santi: san Leonardo l’Eremita è insieme a san Cristoforo e sant’Eustachio (o sant’Uberto secondo le diverse ipotesi) che si convertì dopo aver avuto una visione di un cervo con una croce tra le corna.
Di nobile famiglia romana
Torniamo al santo di oggi. Il nostro santo nacque nel V secolo da una nobile famiglia romana stabilitasi nelle Gallie. Ebbe la fortuna di essere educato alla religione cristiana dal santo vescovo Remigio di Reims che lo crebbe e lo fece discepolo. Leonardo si sentì chiamato alla vita contemplativa rinunciando così agli onori della carriera militare tanto sperata dalla famiglia e si ritirò a vita eremitica.
L’incontro con il re Clodoveo
Di san Leonardo (che in latino e in tedesco significa “forte come un leone”), si sa veramente poco. Si racconta nella sua leggenda che un giorno nei pressi della sua cella nella foresta incontrò il re Clodoveo, suo padrino di battesimo, impegnato in una battuta di caccia accompagnato dalla moglie Clotilde, incinta, che fu colta dalle doglie del parto: il fulmineo intervento di Leonardo e la sua preghiera fecero sì che tutto si risolse in modo positivo. La regina dopo aver ricevuta la grazia si convertì a una vita santa e secondo la tradizione divenne santa.
L’invocazione a san Leonardo
Il re, per ringraziarlo, gli donò parte di quel terreno presso Noblac, vicino alla città di Limoges, ove eresse un monastero di cui il futuro santo fu abate fino alla morte avvenuta nel 559 circa. La fama di san Leonardo si diffuse rapidamente anche fuori confine: Inghilterra, Germania… I prigionieri, ovunque lo invocassero, si vedevano miracolosamente spezzare le catene e quindi correvano da lui per ringraziarlo e, spesso, restavano in monastero come monaci. Siamo incatenati od ossessionati da un male spirituale o da un vizio, un limite, una debolezza che ci tiene incatenati e prigionieri e lontani da Dio di cui non siamo capaci di liberarci? Invochiamo con fiducia san Leonardo eremita.
Grazie Francesco per lo spazio e l’attenzione.
Massimo Pieri (Pepe) – Cesena