“Cantare in coro diventa un’educazione alla vita, alla pace, al camminare insieme”. I cori parrocchiali in Cattedrale con il vescovo Caiazzo

In tanti all'incontro di ieri sera. "L'importanza di proporre brani adeguati, teologicamente fondati. Senza cedere alla tentazione di fare un concerto"

Cattedrale di Cesena, giovedì 13 novembre: i cori delle varie parrocchie all'incontro con il vescovo Caiazzo

Direttori, coristi, animatori e strumentisti ieri sera all’incontro promosso dall’Ufficio liturgico diocesano

Il significato del canto nella celebrazione

 “Nell’assemblea, con l’assemblea, per l’assemblea: questo è uno dei punti fondamentali affinché il coro liturgico in parrocchia compia al meglio la sua opera. “È una delle indicazioni che l’arcivescovo, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, ha sottolineato ieri, giovedì 13 novembre, ai cori parrocchiali riuniti in Cattedrale a Cesena per il primo degli incontri programmati dall’Ufficio Liturgico diocesano sul tema del canto nella celebrazione.

L’appuntamento, dal titolo “Formazione alla liturgia: riflessione sul senso e il significato del canto nella celebrazione”, arriva proprio nei giorni che precedono a Roma il Giubileo dei cori e delle corali.

Ad affiancare l’arcivescovo in Duomo c’erano don Simone Farina, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano e don Luca Baiardi, cerimoniere.

Il vescovo: “Non cedere alla tentazione di fare un concerto”

Nel suo intervento, l’arcivescovo ha richiamato più volte la costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, nella quale si sottolinea l’importanza della partecipazione dell’assemblea all’Eucaristia: “Il coro liturgico ha il compito di introdurre, sostenere, alternare e animare il canto di tutta l’assemblea. Fornisce un aiuto a livello ritmico e melodico, offre sicurezza e precisione nell’esecuzione. Un coro che si prepara adeguatamente può intervenire anche con più voci per rendere nuovi e interessanti canti che altrimenti rischierebbero di diventare scontati e quindi abusati. Ma non deve cedere alla tentazione di fare un concerto”.

Ha poi ricordato che, quando possibile, è opportuno proporre musica polifonica, sempre favorendo la partecipazione e rispettando il contesto liturgico. Momenti adatti a questo, ha osservato, possono essere la processione dei doni o quella della comunione.

“Come diceva Benedetto XVI – ha citato l’arcivescovo – ‘Cantare insieme, in coro e tutti i cori insieme, esige attenzione al dato, al compositore, al maestro, a questa totalità che chiamiamo musica e cultura. E così il cantare in coro diventa un’educazione alla vita, alla pace, al camminare insieme”. Monsignor Caiazzo ha evidenziato l’importanza di proporre brani adeguati, teologicamente fondati e approvati dalla Commissione di Musica Sacra della Diocesi.


Il vescovo: “L’assemblea non ascolta soltanto, ma partecipa”

Ci sono canti bellissimi e biblici, ma non liturgici. Altri appartengono alla storia di movimenti e associazioni, ma non sono liturgici. Un bravo direttore di coro liturgico, insieme al coro, prepara i canti partendo dalle letture. I canti delle celebrazioni si scelgono in base ai contenuti e al tempo liturgico. L’animazione liturgica non può essere uno spettacolo, o peggio un concerto: l’assemblea non ascolta soltanto, l’assemblea partecipa. I brani sono a servizio della liturgia e devono accompagnarla. Canti di inizio troppo lunghi o brani che non seguono il ritmo della processione non sono coerenti”. Il Vescovo ha richiamato attenzione anche sulla scelta dei canti nelle Messe solenni:

“Anche quando si celebra una festività mariana o del Patrono, la Messa resta quella che Gesù ha istituito e che si perpetua nel tempo. Il centro è Cristo. Per questo non è opportuno iniziare con canti rivolti alla Vergine Maria o ai Santi: non perché non siano importanti, ma perché anche Maria, quando ci mostra Gesù Bambino, orienta l’attenzione verso di Lui e non verso se stessa. È la prima a essere felice se invochiamo Gesù all’inizio della Messa”.

A servizio del coro della Cattedrale

In chiusura dell’incontro, il vescovo ha invitato i coristi a mettersi a servizio anche del coro della Cattedrale, dedicato a Santa Cecilia, una realtà significativa della Chiesa locale che necessita di essere rafforzata per rendere ancora più belle le celebrazioni diocesane. Ha auspicato la nascita di un grande coro diocesano.

Una rappresentanza del coro parrocchiale di San Mauro in Valle (Cesena)
L’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo e don Luca Baiardi