Cesena
Assemblea Banco di solidarietà. Bonaldo (presidente): “Grazie ai nostri 150 volontari”
Pranzo e incontro nei locali parrocchiali a San Rocco per i tanti che due volte al mese si fanno prossimi a numerose famiglie
Diverse le testimonianze ascoltate: “Le persone vanno guardate negli occhi”
Sono 150 i volontari, alcuni attivi da 25 anni. Pochi smettono
Assemblea per quasi un centinaio di volontari del Banco di solidarietà. Si è svolta oggi all’ora di pranzo nei locali della parrocchia di San Rocco. Durante il momento conviviale c’è stata l’opportunità di ascoltare le esperienze di alcuni dei 150 che ogni due settimane portano il pacco alle famiglie seguite. Il presidente, Alessio Bonaldo, ha ringraziato tutti gli intervenuti e quanti, alcuni da 25 anni, si adoperano per chi si trovano in situazioni di difficoltà. “E sono pochi coloro che smettono”, aggiunge Bonaldo in modo da fare comprendere la passione con cui viene svolto questo servizio che spesso si risolve in una ricerca di se stessi.
Le persone vanno guardate negli occhi
“Con Lele e Chiara – dice Alberto, uno dei veterani – vado a conoscere le nuove famiglie cui stare vicini. Una persona la devi guardare negli occhi, anche se devi compilare moduli con dei numeri. Sono sempre persone da accogliere come è stato accolto ognuno di noi”. Poi ricorda: “Ero in crisi e mi venne proposto di portare il pacco a una persona detenuta a casa agli arresti domiciliari…”. Il resto appare chiaro a tutti. L’importante, rimane per Alberto, porsi questa domanda: ho guardato in faccia quella persona?
Un luogo in cui Cristo è presente
Per Lidia che con Elena da 25 anni svolge questo servizio “non importa se non ci fanno entrare. Sento di avere già ricevuto tutto lo stesso. E questo mi basta”. Per Susanna, anima del magazzino che si trova a Villa Calabra, “quello è un luogo in cui Cristo è presente”. Per Paola l’incontro è stato quello con una famiglia di russi e poi con un sordomuto. Farsi capire dagli uni e dall’altro non è stato semplice, ma alla fine l’intesa si è concretizzata su un livello che va oltre le parole.

Un gesto che risponde a un’esigenza del cuore
Curare le ferite degli altri aiuta a curare le proprie, Bonaldo legge le parole del cardinale Matteo Zuppi contenute nella prefazione del libro “Amati” che mette insieme le esperienze dei Banchi di tutta Italia. “Grazie a questo impegno – aggiunge Nicoletta – ho avuto la possibilità di scoprire una parte di me che non conoscevo”. Per Pierpaolo si può durare nella fedeltà a questo gesto perché “si risponde a un’esigenza del cuore”. Poi cita l’omelia di questa mattina di Leone XIV in cui il Papa richiama a condividere con i più poveri e gli ultimi (oggi è la Giornata mondiale dei poveri) la propria persona. “La fede senza la carità è solo parole”, conclude Pierpaolo.
Ci accoglie in una casa minuscola
Per Francesca “il magazzino è simbolo dell’accoglienza. Quando si arriva c’è sempre qualcuno che ti fa festa. La solitudine oggi è un problema enorme”. Le fanno eco Gianni e Roberta parlando della signora cui portano il pacco. “Ci accoglie in una casa minuscola, ma ce la fa sentire nostra. È lei che si interessa a noi”. In questo intreccio di cuori e di esperienze, tutti ci guadagnano.