Il ritorno di Serra in Malatestiana

Carte ritrovate, Benedetto Croce e Rudyard Kipling

Un momento della conferenza stampa di ieri pomeriggio in Biblioteca Malatestiana. Nella foto, da sinistra: Monica Turci, Marino Biondi e Paolo Zanfini
Un momento della conferenza stampa di ieri pomeriggio in Biblioteca Malatestiana. Nella foto, da sinistra: Monica Turci, Marino Biondi e Paolo Zanfini

Durante la conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio, domenica 30 novembre, presso la Biblioteca Malatestiana, sono state presentate le 72 carte manoscritte di Renato Serra. L’approfondimento sulla corrispondenza con Benedetto Croce e il testo su Rudyard Kipling.

In Malatestiana le 72 carte manoscritte di Serra

Pomeriggio denso di impegni, quello di domenica 30 novembre. Nell’aula magna della Biblioteca Malatestiana sono state presentate le 72 carte manoscritte di Renato Serra acquistate di recente dalla biblioteca per ampliare il Fondo serriano. Si tratta del manoscritto della commemorazione che Serra tenne il 20 aprile 1912 al Teatro comunale in memoria di Giovanni Pascoli, più altre carte che conservano annotazioni personali. Alla presenza di Renato Serra junior, erede della famiglia Serra, dopo i saluti del direttore della Malatestiana Paolo Zanfini e dell’assessore alla cultura Camillo Acerbi, Marino Biondi ha presentato le ricerche legate all’epistolario che sta curando con Roberto Greggi.

La corrispondenza con Benedetto Croce

L’epistolario fra Renato Serra e Benedetto Croce è uno dei più importanti, fra quelli serriani. Il dialogo fra il cesenate e il più importante filosofo italiano segna l’importanza che Serra aveva agli occhi di Croce, che non era solito aprirsi, né di persona né per lettera come invece ha fatto con Renato Serra. Il corpus, di prossima pubblicazione, copre gli anni dal 1909 al 1915, e attraverso le lettere si può osservare come Benedetto Croce dialoghi con il cesenate, tanto più giovane di lui. Serra era nato nel 1884, mentre Croce nel 1866. Croce, negli anni del carteggio, era legato sentimentalmente a Angela Zampanelli di Savignano, una donna bellissima, minata però da un problema cardiaco che la portò a morte precoce il 23 settembre 1913. È proprio in questo contesto che Croce apre il suo cuore al giovane corrispondente, invitandolo a non sprecare il tempo e il suo ingegno, vista la brevità della vita. È significativo che Serra non abbia risposto a questa lettera: la sua quotidianità, legata soprattutto alle donne e al gioco delle carte, non rispondeva a ciò che Croce si aspettava da lui.

Il rapporto si rompe con la Grande guerra. Renato Serra era interventista, Croce neutralista, e l’“Esame di coscienza di un letterato” che Serra pubblica sulla “Voce” viene aspramente criticato dal filosofo, che ritiene il cesenate perduto in un dannunzianesimo estetizzante. La frattura non si ricomporrà più, ed anche dopo la morte di Serra il giudizio crociano sugli ultimi tempi di Serra resterà del tutto negativo.

Il testo su Kipling

Dopo la presentazione dell’epistolario fra Serra e Croce, la professoressa Monica Turci dell’Università di Bologna ha raccontato la sua opera di traduzione in inglese del testo che Renato Serra, nel 1907, dedicò a Rudyard Kipling, sua massima passione inglese. Monica Turci, anglista specializzata proprio su Kipling, ha sottolineato come la lettura del breve ma denso saggio serriano sia stata un’esperienza affascinante, perché Serra in quelle pagine intuisce, decenni prima di tutti i biografi di Kipling, l’importanza che per lui ebbe l’infanzia passata in India. Addirittura ci sono dei dettagli biografici che furono resi noti solo molti anni dopo il testo di Serra. La studiosa ha infatti affermato che cercherà di scoprire attraverso quali fonti il cesenate sia riuscito ad essere così bene informato sul grande autore inglese. L’opera di traduzione, con testo a fronte, note esplicative e introduzione critica, permetterà al saggio serriano di uscire dai confini nazionali per essere noto al grande pubblico mondiale degli appassionati lettori e commentatori di Kipling.

Un evento per chiudere l’anno serriano del Comune

Con questa manifestazione si è concluso l’anno serriano del Comune di Cesena, per commemorare, fra 2024 e 2025, i 140 anni dalla nascita e i 110 dalla morte di Serra: la speranza, per i cesenati e per gli appassionati del massimo intellettuale cittadino, è che non ci sia un termine al lavoro su Renato Serra, ma che si cerchi ancora di valorizzare e rendere sempre più noto uno scrittore così importante. Potrebbe essere l’occasione, ad esempio, di ripensare all’Edizione nazionale delle opere, ferma da decenni: che sia giunto il momento di farla ripartire?