Cesenatico
La cooperativa culturale e ricreativa “Adamo Brina” confluisce in Ccils
Dopo 53 anni la cultura si sposa con l'inclusione
La firma nello studio del notaio Marco Gori
La fusione al termine di un percorso condiviso
La cooperativa culturale e ricreativa “Adamo Brina” si è fusa con la cooperativa sociale Ccils di Cesenatico, realtà impegnata nell’inserimento lavorativo e sociale. L’atto ufficiale è stato sottoscritto nello studio del notaio Marco Gori (foto qui sotto) al termine di un percorso condiviso, che ha visto esprimersi in maniera unanime i consigli direttivi e, successivamente, i soci di entrambe le cooperative.

Fusione per incorporazione
Dal punto di vista tecnico si tratta di una fusione per incorporazione: tutti i beni e il patrimonio della cooperativa Adamo Brina confluiscono nella Ccils. Con questa operazione si chiude un capitolo lungo 53 anni di vita associativa e partecipazione, iniziato nel 1972, quando un gruppo di amici decise di acquistare un immobile da destinare a sede sociale, allora situato al civico 31 di via Marino Moretti (l’ex via Mazzoni).
Sandro Brina fu il primo presidente
Presidente del primo consiglio di amministrazione fu Sandro Brina e, negli anni, la cooperativa ha promosso e sostenuto iniziative ricreative e culturali con l’obiettivo di rafforzare i legami sociali e rendere più viva la comunità.
Giovanna Coppo ha spiegato le attuali difficoltà
A spiegare le ragioni della scelta è l’attuale presidente di “Adamo Brina”, Giovanna Coppo: la decisione nasce dalla difficoltà, sempre più evidente, di reperire risorse umane sufficienti per portare avanti la gestione della cooperativa. Da qui l’opzione, approvata all’unanimità, di unire il proprio patrimonio a una realtà considerata solida e radicata sul territorio, capace di offrire occasioni di lavoro e percorsi di inclusione a persone diversamente abili.
Un valore per la comunità
Soddisfazione anche da parte della presidente di Ccils, Fiorella Casali, che definisce la firma “un momento di valore per la comunità”: l’incontro tra una cooperativa dedicata alla cultura e una impegnata nel sostegno alle fragilità conferma che solidarietà e conoscenza non sono mondi separati, ma parti dello stesso impegno per una società più giusta, partecipata e umana.