Cesena. Il Gruppo Hera festeggia i suoi vent’anni nel segno della fisica astro particellare

Martedì 20 gennaio collegamento straordinario per 20 classi romagnole

Con un progetto gratuito di divulgazione scientifica rivolto agli studenti delle scuole superiori il Gruppo Hera festeggia i suoi vent’anni. Un viaggio straordinario e irripetibile nel più importante centro di ricerca sotterraneo al mondo, situato a 1,4 km di profondità e utilizzato da oltre mille ricercatori di 30 Paesi. Appuntamento on line per gli studenti il 20 gennaio.

Appuntamento con i segreti di materia oscura, neutrini ed evoluzione stellare

Materia oscura, neutrini ed evoluzione stellare: con ‘un pozzo di scienza’ la scuola entra nei Laboratori nazionali del Gran Sasso. L’evento si svolgerà online dalle 10 alle 12 di martedì 20 gennaio (iscrizioni ancora aperte) e rappresenta il primo appuntamento di ‘un pozzo di scienza’. Per l’occasione saranno coinvolte simultaneamente una ventina di classi del biennio e triennio superiore: ad oggi sono 16 le classi romagnole che hanno aderito: tre di Cesena (65 alunni); nove di Forlì (200 alunni), due di Ravenna (38 alunni) e una classe di Rimini (26 alunni).

Studenti collegati con il centro di ricerca situato a 1,4 km di profondità

L’appuntamento vedrà protagonista il più importante centro di ricerca sotterraneo al mondo dedicato alla fisica astroparticellare, situato a 1,4 km di profondità e utilizzato da oltre mille ricercatori di 30 Paesi. Grazie alla visita online, studenti e docenti potranno conoscere da vicino alcuni esperimenti di rilevanza internazionale in questo campo di ricerca. Si tratta di un’occasione unica per esplorare da vicino le strutture sotterranee, impegnate nello studio di fenomeni che spaziano dalla materia oscura all’asimmetria tra materia e antimateria.

Il collegamento diretto permetterà agli studenti di conoscere i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare Infn, il più importante e avanzato centro di ricerca sotterraneo al mondo dedicato alla fisica astroparticellare.

Laboratori nati da un’idea di Antonino Zichichi

Nati alla fine degli anni Settanta da un’idea di Antonino Zichichi e situati sotto 1,4 km di roccia del massiccio del Gran Sasso, i laboratori sono così schermati dai raggi cosmici, condizione che permette di osservare fenomeni rarissimi e impossibili da rilevare in superficie, e per questo rappresentano oggi un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale, dove si indagano alcuni dei misteri più profondi dell’Universo. È qui che le scienziate e gli scienziati studiano i neutrini, particelle fondamentali per comprendere la struttura e l’evoluzione dell’Universo. Negli ultimi anni, proprio grazie agli esperimenti dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, è stato possibile, ad esempio, analizzare in dettaglio tutte le reazioni nucleari che avvengono nel Sole e contribuire a confermare che i neutrini hanno massa, esistono in tre diverse “famiglie” e possono trasformarsi passando da una all’altra.

Il centro del Gran Sasso fondamentale per il progresso della conoscenza

Quella che si fa al Gran Sasso, infatti, è ricerca fondamentale, che nasce per il progresso della conoscenza: ed è proprio questo il suo valore. Le tecnologie sviluppate per costruire rivelatori sempre più sensibili, sistemi di misura estremamente precisi e strumenti di analisi avanzati spesso trovano, nel tempo, applicazioni anche in ambito medico, industriale, informatico e tecnologico. Un esempio concreto di questo legame tra ricerca, tecnologia e società è il Consorzio HPC4DR (High-Performance Computing for Disaster Resilience), un centro di competenze per la riduzione dei rischi derivanti da disastri naturali e di origine antropica. Oltretutto gli esperimenti di fisica fondamentale, cui contribuisce l’Infn, producono enormi quantità di dati, che vengono immagazzinati e analizzati dal Cnaf, il Centro nazionale di calcolo dell’Infn che ha sede a Bologna al Dama Tecnopolo.

Iscrizioni aperte per capire come funziona l’Universo

“I nostri Laboratori nazionali del Gran Sasso sono un luogo unico al mondo per studiare i segreti dell’universo da una prospettiva che forse pochi immaginerebbero – afferma Antonio Zoccoli, presidente dell’Infn e professore di fisica sperimentale all’Università degli Studi di Bologna-. Aprirli agli studenti significa offrire loro un’occasione concreta di entrare in un grande laboratorio scientifico e scoprire come nasce e funziona la ricerca di frontiera. Qui, da sottoterra, studiamo i neutrini, le reazioni nucleari all’interno del Sole e fenomeni fondamentali ancora non compresi come la natura della materia oscura portando avanti una tradizione scientifica in cui l’Italia con l’Infn è un riferimento internazionale. Ai giovani studenti e studentesse dico di credere nei propri sogni e lavorare per realizzarli e, se la loro passione è capire come funziona l’universo, l’Infn è il posto giusto!”.

Per entrare nei Laboratori nazionali del Gran Sasso insieme al Gruppo Hera, è possibile iscriversi collegandosi a questa pagina: www.gruppohera.it/scuole/pozzo-eventi, dove sono disponibili  anche gli altri eventi proposti dal programma di ‘un pozzo di scienza’, per i quali è ancora possibile prenotarsi.