Missione pro Ucraina. Conclusi i lavori di scarico e partiti gli aiuti. Le foto, gli incontri e la Messa

Tutte a destinazione le 100 tonnellate di merce che nei prossimi giorni arriveranno alla popolazione che ormai da quattro anni si trova in guerra

Nella foto di Israel De Vito, le operazioni di carico a mano su un mezzo diretto nel cuore dell'Ucraina condotto dal sacerdote locale, don Alessandro, cappellano militare
Nella foto di Israel De Vito, le operazioni di carico a mano su un mezzo diretto nel cuore dell'Ucraina condotto dal sacerdote locale, don Alessandro, cappellano militare

Ottavo viaggio sotto l’egida della Misericordia Valle del Savio. Un ponte di solidarietà Basilicata-Romagna giunto fino all’Europa orientale, coordinato dall’imprenditore cesenate Valchirio Piraccini

La merce è a destinazione

Tutte a destinazione le 100 tonnellate di merce pro Ucraina. Sono state scaricate fra venerdì e ieri, nel magazzino messo a disposizione dalla Caritas polacca nella cittadina di Lezajsk, a una cinquantina di chilometri dal confine con l’Ucraina. È qui sono sempre stati portati gli aiuti giunti dalla Romagna, fin dal primo viaggio effettuato nel marzo 2022, a poche settimane dall’inizio della guerra scoppiata il 24 febbraio dello stesso anno.

Nella foto, le operazioni di scarico. Le immagini sono di Israel De Vito

Sotto l’egida della Misericordia Valle del Savio. L’amicizia con la Basilicata. Diocesi in campo

Tutte le missioni sono state realizzate sotto l’egida della Misericordia Valle del Savio, del presidente Israel De Vito. Dopo i primi viaggi, a coordinare le operazioni è entrato in campo l’imprenditore cesenate del settore ortofrutticolo, Valchirio Piraccini. Con lui si è creato un ponte di solidarietà, grazie alla sua esperienza di decenni di lavoro, con la Basilica. Il rettore del seminario maggiore della regione, don Antonio Polidoro, si è fatto parte attiva e molta merce, in particolare agrumi, arrivano da quelle zone. In quest’ultima missione sono entrate in maniera ufficiale anche la Diocesi di Cesena-Sarsina e quella di San Marino-Montefeltro. Numerosi i sostenitori, come si può leggere nei pezzi richiamati. Non è mai mancato in queste missioni umanitarie l’operatore della Caritas diocesana, Andrea Casadei, un collante per il gruppo che di volta in volta si è formato, tra volontari e autisti degli autoarticolati. E anche con gli ospiti polacchi, ormai diventati un’unica famiglia con i romagnoli.

I volontari sul posto, i famosi Straz

Ieri mattina si sono concluse le operazioni di scarico, con l’intervento di tanti operatori locali, in particolare gli ormai famosi Straz, i Vigili del fuoco volontari, che in breve hanno permesso la conclusione del lavoro. In parte la merce è già ripartita per l’Ucraina (foto qui sotto). Altra verrà recapitata all’inizio della settimana entrante.

La festa con l’arcivescovo Szal. Temperature da brivido

Il momento del pranzo è stato condiviso con centinaia di persone che si sono ritrovate per l’annuale festa degli auguri per il nuovo anno, svoltasi in una cittadina non distante da Lezajsk, alla presenza di numerose autorità locali e dell’arcivescovo di Prezmyl, monsignor Adam Szal (foto di gruppo qui sotto). Calorosa è stata l’accoglienza riservata al gruppo degli italiani, nonostante le temperature da brivido di questi giorni, in una Polonia innevata. Questa mattina il termometro segna -14, ma i gradi percepiti, dicono le previsioni meteo, sarebbero -22.

La Messa con don Antonio: “Dio vuol venire nella nostra vita”

Nel pomeriggio il gruppo ha partecipato alla Messa vespertina celebrata da don Antonio Polidoro, nel giorno del suo onomastico (foto qui sotto). Nell’omelia, il sacerdote ha ricordato che “Dio è strano: vuole venire nella nostra vita per darci la vita. Gesù è venuto nel mondo per stare dalla nostra parte. Il nostro Dio non è un dio che sta su, in alto, e non partecipa alle nostre vicende. Tocca a noi aprire la porta del nostro cuore. Ha la maniglia solo dall’interno”.

Gesù ha lavato i piedi per primo

È Gesù che insegna agli uomini ad amare, ha aggiunto il don. “Vuole che noi combattiamo il disamore con l’amore. Lui per primo, oltre ad avere dato la vita per noi, si è inginocchiato e ha lavato i piedi. Questo Dio che si è fatto piccolo, avrebbe potuto stupire con effetti speciali, invece si è fatto bambino, può dare un senso alla nostra vita. È Cristo che svela all’uomo la pienezza dell’uomo. Umano e cristiano coincidono”.

“Torniamo a casa più ricchi. La bellezza del Paradiso è già qui”

Don Antonio ha anche commentato il viaggio. “Ce ne torniamo a casa più ricchi. Siamo noi che abbiamo ricevuto da questo viaggio. Non è tanto quello che abbiamo portato che ci rende felici. Per noi è stata una boccata d’ossigeno. Seguire Gesù ci fa rinascere, perché la bellezza del Paradiso è già qui, sulla terra”. E il suo nome, come diceva papa Francesco, è Misericordia. “Perché Dio non dovrebbe volere la nostra felicità? Lui ci accoglie sempre”.

Una serata in amicizia

Nella serata si è svolta e la festa finale con la quale si è ancora più cementata l’unione tra i due gruppi grazie anche allo scambio di doni con il sindaco Krzysztof Sobejko e a un momento di convivialità vissuto in allegria e amicizia. E, come assicurano tutti i partecipanti, non è di certo finita qui.