Romagna
A Forlì-Cesena nasce il Comitato “Meglio dire no” contro la Riforma costituzionale della Giustizia
Riuniti numerosi sindacati e associazioni del territorio
Numerose realtà del territorio aderiscono al Comitato della società civile per il no alla riforma Nordio.
Il Comitato “Meglio dire no”
La scorsa settimana si è costituito, anche a Forlì-Cesena, il Comitato della società civile per il no alla Riforma costituzionale della Giustizia che, a livello locale, ha assunto il nome “Meglio dire no“. Carlo Sorgi, già magistrato, è stato nominato coordinatore, affiancato da Vincenzo Andreucci.
Le realtà aderenti
Il Comitato locale riunisce molte realtà del territorio e collaborerà con il Comitato a difesa della Costituzione per il no al referendum, nato su iniziativa dell’Associazione nazionale magistrati. Hanno aderito al Comitato locale della società civile per il no Anpi Cesena, Cesenatico, Forlì, Forlì-Cesena, Arci Forlì e Romagna Cesena Rimini, l’associazione “La parola” di Cesena, l’associazione “Luciano Lama”, Auser Forlì, Cgil Forlì-Cesena, il Comitato “No megastore” di Forlì, Costituzione e democrazia Forlì, Europa verde Forlì-Cesena, Federconsumatori Forlì-Cesena, Fondamenta Avs, Gd Cesena e Forlì, Giovani europeisti verdi Forlì-Cesena, Libera Forlì-Cesena, Legambiente Forlì-Cesena, il movimento “Cinque stelle” di Forlì e di Cesena, il partito democratico “Federazione cesenate” e “Federazione forlivese”, la rete democratica e antifascista di Cesenatico, la rete degli studenti medi e la rete “Stop Rearm Europe” di Cesena, rifondazione comunista di Forlì e di Cesena, la federazione “Sinistra italiana” di Forlì e di cesena, Sunia Forlì-Cesena, Udu Forlì e Ugs Forlì-Cesena.
L’obiettivo
L’obiettivo del Comitato è far conoscere a tutti la natura della riforma proposta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. La parte fondamentale della riforma Nordio riguarda la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura. Oggi il Csm è formato da magistrati, eletti dai colleghi, e da tecnici, eletti dal Parlamento in seduta comune tra avvocati e professori di diritto. Il nuovo testo prevede il sorteggio puro per i magistrati mentre la componente politica avrà un sorteggio temperato, con nomi indicati dal Parlamento.
Il Comitato sostiene che il meccanismo del sorteggio sia una mortificazione per la magistratura, perché la scelta dei propri rappresentanti costituisce un principio fondamentale della democrazia ed estrarli a sorte vuole dire perdere rappresentatività ed indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura.