Cesena
Romagna protagonista fra le 1.200 etichette top di “Cesena in bolla”
A Cesena Fiera torna l'evento per addetti ai lavori. L'organizzatore Tesei: "Bianchi fermi e rossi con bassa gradazione alcolica i vini del momento"
Torna “Cesena in bolla”, da quest’anno con sottotitolo “Taste & wine festival” a evidenziare la volontà di andare oltre le semplici bollicine.
I numeri dell’edizione 2026
L’evento si terrà lunedì 9 e martedì 10 febbraio, dalle 11 alle 18, nei padiglioni di Cesena Fiera, a Pievesestina. “Quest’anno – ha anticipato oggi alla stampa Ivan Tesei, presidente di Taste Production e organizzatore dell’evento – avremo 153 produttori per complessive 1.200 etichette, da cinque a otto referenze per azienda”. Saranno presenti 17 regioni italiane, ma anche Champagne e Cremant francesi e Cava spagnoli. “Nutritissima – rileva Tesei – la rappresentanza romagnola con 43 cantine, il doppio degli altri anni, grazie alla delegazione Romagna di Fivi (Federazione locale dei vignaioli indipendenti). A seguire, Veneto con 18 e Marche con 15″. In abbinamento al vino, assaggi di qualità di formaggi, prosciutti e salumi emiliani, cioccolato e due food truck: il “Raviolo quadrato” di Piacenza e la “Stracotteria Abruzzo”.
Gusto e solidarietà
L’appuntamento è per gli addetti al settore del canale Horeca, ristoratori, sommelier e winelovers con accrediti gratuiti previa registrazione sul sito www.cesenainbolla.com. A disposizione anche cento biglietti per il pubblico generico a 30 euro l’uno, acquistabili online sullo stesso sito o in cassa nei giorni della fiera. “Quest’anno il calice per gli assaggi – fa sapere Tesei – sarà in vendita per tutti a 5 euro e il ricavato andrà in parte in beneficenza, a sostegno del progetto “La bellezza che cura”, in collaborazione con l’Istituto oncologico romagnolo (Ior), per rendere più accoglienti gli spazi della Cardiologia dell’Ospedale Bufalini di Cesena diretta dal professor Andrea Santarelli“.
Un format in espansione
“Cesena in bolla”, nonostante l’attuale crisi del vino, è una manifestazione che cresce. “Abbiamo iniziato nel 2014 a Forlì – ricorda Tesei – poi ci siamo spostati a Cesena, al Teatro Verdi. A causa del Covid e delle norme sulle distanze, dopo lo stop forzato del 2021, nel 2022 ci siamo spostati a Cesena Fiera e lì siamo rimasti. Il brand negli anni si è affermato. Sempre più aziende vogliono partecipare all’evento, perché desiderano entrare nella carta dei vini dei ristoranti di questo territorio in cui credono. Ogni anno c’è un ricambio e oltre il 60 per cento degli espositori è rappresentato da aziende nuove. Per costi e spazi, nel 2026 abbiamo dovuto dire di no a 48 produttori”. Riguardo alle presenze, “nel 2025 sono state quasi cinquemila, di cui il 90 per cento dal canale Horeca”.
“I giovani bevono sempre meno vino”
Da Tesei anche una riflessione su dove sta andando il mercato di rossi e bianchi in un momento in cui “le cantine sono piene di prodotto invenduto”. Per l’esperto “il consumo del vino in Italia è in calo. Lo si è visto soprattutto negli ultimi due anni a seguito dell’inasprimento delle sanzioni disciplinate dal nuovo Codice della strada“. Per questo, “nei locali, hanno più successo le “mezzine” da 375 ml”. Ma non è solo una questione di alcol test. Per Tesei le cause dei bassi consumi sono da ricercare anche nelle “diete che bandiscono il vino”, nella “mancanza di una cultura del vino cono molti ristoratori che non lo sanno raccontare” e, non ultimi, i “rincari economici”. C’è poi un cambio di passo fra i giovani che “bevono sempre meno vino, preferendo cocktail e superalcolici“. Riguardo alle attuali mode, “oltre alle bollicine – rileva Tesei – c’è stata un’impennata di bianchi fermi e nelle carte dei vini dei ristoranti trovano sempre più spazio rossi più profumati e con gradazione alcolica più bassa”.