Cesena, presentati Cerri e Castrovilli: “Qui per aiutare la squadra” 

Avranno rispettivamente la maglia numero 7 e numero 8. Le prime parole in bianconero

Da sinistra: Cerri e Agostini

Chiuso il sipario sul mercato di riparazione, Mignani ha ora le sue nuove frecce nell’arco, già da poter schierare venerdì sera contro il Pescara.

Cerri, fine di una telenovela: “Archiviato il passato”

Per provare ad uscire dalla crisi, Alberto Cerri e Gaetano Castrovilli saranno elementi preziosi, reduci però da momenti poco esaltanti in stagione. “Son arrivato da poco – spiega l’ex Parma -. Mi sono integrato in un gruppo dove conoscevo già Castagnetti, Bastoni, Arrigoni, Corazza e ho giocato con il fratello di Shpendi, tanto sono uguali (ride, ndr)”. Fine di una telenovela durata più di un mese. “Cesena è sempre stata la mia prima scelta – ha confermato Cerri -. Ci sono stati dei punti interrogativi la scorsa settimana e mi hanno spiazzato. Ero convintissimo, volevo portare avanti la trattativa fino alla fine. So che in America ci sono dei tempi più lunghi e ringrazio Fusco per avermi voluto qui. Ringrazio tutti”. Adesso, testa al campo, “le partite sono ciò che conta”. Ci ride sopra invece sul rigore sbagliato davanti a Klinsmann lo scorso anno: “È stato un episodio sfavorevole. Sono contento di essere in squadra con Klinsmann, chiederò al raccattapalle dove tirare. A parte gli scherzi fa parte del gioco, non si va sul dischetto pensando di sbagliare”. Ancora sulla stagione nera della Salernitana ha aggiunto che “lo scoro anno ho dato troppo poco, a Salerno alcuni episodi hanno condizionato il cammino. Eravamo partiti bene poi sono venute a mancare tante circostanze”. Pagina importante è stata invece quella di Como, società di appartenenza fino pochi giorni fa prima della cessione a titolo definitivo in bianconero. “Ringrazio molto Fabregas. É stato prima un compagno di squadra e poi il mio allenatore. Insegna nella maniera giusta, al di là di aver trovato poco spazio. Il merito va a lui e allo staff, ho fatto cinque anni al Como, devo tanto alla società e spero di aver dato tanto anche io. È stata una grande esperienza, ogni giocatore dovrebbe avere questa opportunità”. Archiviato il passato, “si va avanti per poter sempre migliorare e far dimenticare quello che è successo. Ho scelto il 7 come numero, era di mio padre. Sono convinto che Cesena sia la scelta giusta. Poi il campo ci darà o no ragione”.

Gaetano Castrovilli

Castrovilli, trattativa lampo: “Dopo gli infortuni sono ripartito dalla B”

A presentare i due giocatori ci ha pensato Massimo Agostini, consigliere del club che ripone fiducia in Cerri ma anche in Gaetano Castrovilli, arrivato a titolo definitivo dal Bari fino a giugno. L’ex campione d’Europa ha visto la propria carriera frenata notevolmente da un grave infortunio nel 2022 al ginocchio, poi due anni dopo è stato il menisco a tenerlo lontano dal calcio giocato. “Negli anni in cui non sono stato bene fisicamente ho deciso di ripartire dalla B – ha spiegato Castrovilli -. Penso sia un campionato importante e fisico. Ho fatto questa scelta e Cesena è stata una trattativa molto veloce sviluppata negli ultimi giorni di mercato. Appena ho sentito di questa possibilità ne sono stato subito entusiasta”. Nel dettaglio, “fisicamente sto molto bene. Penso che ognuno di noi a volte debba mettersi in discussione. Ho avuto un po’ di problemi ed è stato difficile ripartire, ho accusato molto sotto l’aspetto mentale. Ora sono concentrato sul Cesena: quando arriva un nuovo volto porta entusiasmo. Voglio dare una grossa mano in campo ma anche a livello umano. Ho avuto compagni leader e spero di trasmettere i loro insegnamenti”. Proprio di Michele Mignani “molti me ne hanno parlato bene, è stato anche a Bari. Per il suo gioco posso essere un giocatore importante. Ho visto tante partite del Cesena: gioca bene con le mezzali di inserimento e penso di poter fare bene”. In campo indosserà la maglia numero 8 perché “al primo anno di Serie A a Firenze mi ha portato fortuna e ho deciso di riprenderlo”. Proprio alla Viola un passo importantissimo per la carriera, dove “ho conosciuto Ribery e Boateng. Mi ha fatto rimanere a bocca aperta la loro umiltà, penso sia una caratterista importante; diventi autocritico e capisci dove migliorare, per dare sempre di più”. L’apice forse “la vittoria dell’Europeo è stata bellissima. Penso che l’Italia non era la più forte ma quella più squadra delle altre”.