Patrignani: “Il centro storico è un luogo da vivere”

Il presidente di Confcommercio Cesenate: "No ideologie vetero-ambientaliste, sì pragmatismo"

La vivace via Pescheria degli anni '60 (foto di Renzo Ravegnani da @Cesena di una volta)

Il presidente di Confcommercio Cesenate, Corrado Augusto Patrignani, con una lettera aperta, torna a puntare l’attenzione sulla mobilità nel centro storico di Cesena. Di seguito il testo.

Caro direttore,

circola una foto degli anni Sessanta con le auto in via Pescheria – quella dove oggi i negozi sfitti si sono trasformati in garage a fianco del Comune – e la strada è brulicante di pedoni e ciclisti. Sembra la folla stipata in uno stadio. Con questo vogliamo dire per caso che Confcommercio rivuole auto in via Pescheria? No. Vuole soltanto domandare: meglio l’isolatezza, i negozi che cambiano funzione, la morte civile oppure la plurimobilità che assicura il passaggio e la vita? 

Largo alla plurimobilità

Per plurimobilità intendiamo un sistema della mobilità che valorizzi tutti i mezzi di locomozione e che non penalizzi ideologicamente l’auto, ostacolando a dismisura chi la utilizza e mettendogli i bastoni fra le ruote. Un sistema vetero-ambientalista pregiudiziale: prima l’ambiente, poi le esigenze delle persone. Un sistema in cui il centro storico è considerato una nicchia da preservare dalle persone che si spostano non come si vorrebbe. Qui l’errore. Il centro storico è un luogo da vivere, come le altre parti della città. Mentre invece il centro storico di continuo è sottoposto a vincoli, divieti, chiusure, ampliamenti della ztl, imminenti pilomat per impedire fisicamente l’ingresso nelle aree pedonali. Giusto salvaguardare le aree pedonali, ma mettere i dissuasori pilomat che messaggio è? Stattene alla larga con l’auto che ti multiamo. Vogliamo dunque andare verso un centro off limits? Lo si dica dunque ai negozi: volete essere pienamente accessibili? Il centro non è il vostro posto.

Ripensare il piano della mobilità

Confcommercio ha un’altra idea di città. La mobilità anche verso il centro deve essere plurima. La aree pedonali vanno rispettate e non aumentate. Il piano della mobilità va ripensato e condiviso non partendo da dogmi, ma dalle esigenze della vita delle persone. Con un compromesso tra gli obiettivi che ci si prefigge e i bisogni della cittadinanza, senza arrogarsi il diritto di decidere quali sono questi bisogni, ma recependoli. Spostarsi in auto non è un crimine, oggi si producono molte auto elettriche o che inquinano meno. Non per la maggioranza è scomodo andare a fare shopping in bicicletta con sporte e sportine, e neanche a piedi. Perché ai centri commerciali vengono fatti costruire centinaia di parcheggi? Perché chi va a fare la spesa vuole farlo con comodità e dovrebbe essere un diritto. Se vogliamo salvare e rilanciare il commercio di prossimità in centro storico, bisogna partire da questo mutamento di mentalità. Non ideologia, ma pragmatismo. Tutto questo sia detto senza polemica ma, come sempre, con spirito costruttivo.

Corrado Augusto Patrignani