Domenica 8 febbraio – Quinta domenica Tempo Ordinario – Anno A
LA RICERCA DEL SEGRETO PER VIVERE UNA VITA FELICE
Is 58,7-10; Salmo 111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16
Splendido inizio il Vangelo di questa quinta domenica dell’anno A. C’è una semplice e chiara affermazione: «Voi siete il sale, voi siete la luce». Gesù non ci invita a “diventare”, ma ci ricorda ciò che siamo per dono suo se accogliamo la sua Parola con semplicità e autenticità. Voi siete sale, avete il compito di preservare ciò che nel mondo vale e merita di durare, di opporvi a ciò che corrompe, di far gustare il sapore buono della vita.
Voi siete la luce del mondo. Che Dio sia luce lo crediamo.
Ma credere che anche l’uomo sia luce, che lo sia anch’io e anche tu, con i nostri limiti e le nostre ombre, questo è sorprendente. E lo siamo già adesso, se respiriamo Vangelo: la luce è il dono naturale di chi ha incontrato lo sguardo di Dio. Sono opere di luce i gesti dei miti, di chi ha un cuore bambino, degli affamati di giustizia, dei cercatori di pace. Quando due sulla terra si amano diventano luce nel buio, lampada ai passi di molti, piacere di vivere e di credere. In ogni casa dove ci si vuole bene, viene sparso il sale che dà sapore buono alla vita.
Mi sembra impossibile, da parte di Gesù, riporre tanta stima e tanta fiducia in queste sue creature. In me, che lo so bene, non sono né luce né sale. Eppure il Vangelo mi incoraggia a prenderne coscienza: non fermarti alla superficie di te, cerca in profondità, nella cella segreta del tuo cuore e troverai una lucerna accesa. L’umiltà della luce e del sale: la luce non illumina se stessa e nessuno mangia il sale da solo. La povertà del sale e della luce è perdersi dentro le cose senza fare rumore né violenza.
Non abbiamo incontrato il Signore per tenerlo chiuso nel cassetto. Incontriamo il fuoco del Vangelo per bruciare. Per raccontare ciò che abbiamo visto e udito, a volte anche con le parole. Per vivere da illuminati, per essere sale che dona sapore alla vita, per essere lume acceso che inonda di luce la stanza.
Gesù ci svela il segreto per vivere una vita felice: quanto la desideriamo e quanto inutilmente la cerchiamo nelle direzioni sbagliate. Gesù è chiaro: sei beato, cioè felice, se il tuo cuore è puro, giusto, bramoso di pienezza, disposto a lottare anche se perseguitato. Sei beato perché ti scopri amato. Beato perché hai scoperto di non essere frutto del caso, ma hai scoperto di essere amato, esattamente come sei. E se ti scopri amato a prescindere, senza meriti, senza qualità, senza condizioni, diventi ciò che non pensavi di poter essere: capace di amare.
Non dobbiamo far luce, ma restare accesi attingendo alla fiamma viva della Parola: non portiamo noi stessi, ma un Dio donato. Come la candela non sa di fare luce, è accesa, brucia e si consuma. A tutti possiamo dare sapore, a tutti possiamo indicare una strada perché noi per primi abbiamo ricevuto.
