Alma Mater Studiorum, immatricolazioni stabili

In Romagna Cesena è quella che cresce di più (+3,5 per cento)

(foto: archivio Unibo)

Restano stabili le immatricolazioni all’Alma Mater Studiorum Bologna. I dati sono stati presentati oggi alla stampa dal rettore Giovanni Molari

Il rettore: “Bene così. Non facciamo le corse”

“Nell’anno accademico 205-206 – ha detto Molari – le matricole sono 26.818, rispetto ai 26.784 dello scorso anno accademico alla stessa data, 34 in più. I numeri degli iscritti restano stabili, centrando il nostro obiettivo di non calare in attrattività, senza fare le corse, attestandoci sui livelli europei“. Cifre che comunque non sono definitive, ha spiegato Molari, per via del “semestre filtro” riservato alle lauree affini a Medicina, ma “con numeri che ballano attorno alle cento unità”. Aumentano del 2,3 per cento, superando quota 9.900, le immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale. In aumento anche i nuovi iscritti alle lauree a ciclo unico (+5,8 per cento), mentre è in leggera flessione il numero di immatricolati nei corsi di laurea triennale (-2,3 per cento).

In tre anni più del 50 per cento in più di stranieri

Fra le statistiche da rilevare, il calo degli studenti da altre regioni italiane, con un -13,8 per cento dal sud Italia, compensato dall’aumento degli internazionali (+10,4 per cento), che raggiungono, ha detto il rettore, “il 15,4 per cento delle matricole, con un incremento del 53 per cento in tre anni“. Fra questi, la comunità internazionale più rappresentata è la Cina (443 immatricolati), seguita da Iran (334) e Camerun (221), mentre si registra una flessione dalle Americhe.

I numeri dei Campus romagnoli

Per quanto riguarda i Campus romagnoli, anche se di poco, Cesena è quello che cresce di più. Le immatricolazioni nel 2025 sono state 1.634, 56 in più rispetto all’anno precedente (+3,5 per cento). A Rimini 1.471, 109 in meno del 2024, a causa della revisione geografica e temporale di due corsi legati al Wellness. A Ravenna 1.326, 29 in più sull’anno precedente (+2,2 per cento, dopo l’exploit del +12,3 per cento del 2024 sul 2023). A Forlì 2.427, 76 in più (+3,2 per cento).

Qualche statistica

Altre statistiche presentate riguardano il calo di chi abbandona gli studi tra il primo e il secondo anno accademico (-2,6 per cento) e la leggera crescita degli iscritti regolari (+0,6 per cento rispetto allo scorso anno). Diminuiscono le matricole provenienti dai licei, mentre aumentano i diplomi tecnici e quelli esteri. Anche se di poche unità, crescono i nuovi iscritti nelle aree sociale e medica, restano circa gli stessi in quella scientifica (anche per via del numero spesso chiuso), mentre registrano una leggera flessione l’area umanistica e quella tecnologica. Per quanto riguarda i laureati, il 58,6 per cento proviene da famiglie senza titolo di laurea (laureati first generation).

Il problema degli alloggi

“L’unico dato negativo – ha sottolineato Molari – è la diminuzione dei i nuovi iscritti in arrivo delle regioni del Sud Italia. Le motivazioni non dipendono dall’Ateneo, ma da un insieme di concause: calo demografico, costo della vita, tendenza a rimanere vicino a casa, mancanza di alloggi“. Riguardo a questo ultimo tema, il rettore ha ricordato che “negli studentati i posti letti gestiti da Ergo sono aumentati di 159 unità su un totale di di 2.438 disponibili. Altri 600-700 sono in arrivo nelle città del Multicampus, ma non bastano a risolvere il problema. A Bologna restano insufficienti”.