Emanuelle Caillat traduce due capolavori francesi

La cesenate è in libreria con un fumetto premiato in Europa e un grande classico del pacifismo

Emanuelle Caillat

È in libreria con due importanti novità editoriali la traduttrice cesenate (parigina di origine) Emanuelle Caillat.

“Due ragazze nude”

Molto atteso era il graphic novel “Due ragazze nude” di Rénald Luzier (meglio conosciuto come Luz), opera vincitrice del “Fauve d’or” del Festival di Angoulême 2025, il più prestigioso premio europeo dedicato al fumetto. L’illustratore francese è tra i sopravvissuti della strage di Charlie Hebdo (disegnò la copertina del primo numero del settimanale satirico uscito dopo l’attentato). Pubblicato in Italia da Coconino Press, narra le travagliate vicende del dipinto “Due ragazze nude” realizzato nel 1919 dall’artista espressionista Otto Müller. Dallo studio dell’artista, in una foresta vicino Berlino, alla parete su cui viene appeso dal primo proprietario, il dipinto assiste alla vita quotidiana di un periodo oscuro della storia europea: l’ascesa di Hitler al potere, l’antisemitismo di Stato, le persecuzioni delle famiglie ebree, l’etichetta di “arte degenerata”, le mostre e i roghi delle opere ritenute tale. Il fumetto ha un espediente narrativo audace e originale: è il quadro stesso che diventa il punto di vista della storia.

“Mi rifiuto di obbedire”

Scritto nel 1937 ma di grande attualità è “Mi rifiuto di obbedire” di Jean Giono, grande classico della letteratura francese di quegli anni. Uscito per Einaudi da qualche settimana, è un inno contro il militarismo, la guerra, l’asservimento allo Stato, contro le efferate strategie di chi manda al massacro giovani in divisa. È composto da due testi esemplari del pacifismo radicale di Giono: il primo “Non posso dimenticare”, in parte appassionata e lucida invettiva contro le presunte ragioni che stanno dietro i conflitti tra gli Stati, in parte viscerale difesa della renitenza alla leva e del rifiuto di usare le armi. Il secondo raccoglie quattro capitoli inediti del romanzo “Le grand troupeau”.