Diocesi
Quaresima, la lettera dell’arcivescovo Caiazzo: “Non rassegnarsi, volgere lo sguardo verso orizzonti lontani”
Il messaggio del presule: "Testimoniare coraggio. Le lacrime lascino il posto a semi di vita"
Pubblichiamo di seguito la lettera che il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, ha scritto per la Quaresima. Il tema è “Non di solo pane vivrà l’uomo” (Luca 4,4b).
Di seguito, il testo.
Carissimi,
il tempo che stiamo vivendo indiscutibilmente ci appartiene. Mentre lo attraversiamo, abbiamo la consapevole cognizione che non ne possiamo essere spettatori, piuttosto solleciti protagonisti, atti a tessere e cucire concordemente un vestito nuovo per l’umanità intera. Ne abbiamo l’opportunità durante il tempo dei 40 giorni di Quaresima, che ci prepara a capire il senso della morte, di ogni morte, che porta con sé dolore, vuoto, lacrime. Ma da cristiani non possiamo permetterci un’arrendevole rassegnazione. La nostra fede in Cristo morto e risorto ci impone di volgere lo sguardo verso orizzonti lontani. Orizzonti di luce che squarciano le tenebre di conflitti di ogni sorta. Orizzonti di pace che spengono le fiamme dell’odio. Orizzonti di fraternità che abbattono muri incrollabili. Orizzonti dove l’umano recupera la sua essenza e si riveste di Dio. Orizzonti che dilatano il cuore per seminare amore. A noi credenti in Cristo, morto e risorto, questo tempo ci immerge nel mistero del nostro Battesimo che si svela e ci riconcilia con Dio e con la storia. Non si tratta di semplici gesti rituali, ma di segni che si imprimono nella nostra carne e ci consegnano a quella forza divina che ci fa riscoprire come uomini bisognosi e, allo stesso tempo, capaci di incontrare altri uomini.
Tempo di porre attenzione a diverse ferite
La Quaresima è tempo di rinnovamento, di pulizia, di ordine. In molte realtà della nostra Italia, in questo periodo si fa pulizia e ordine negli ambienti che si abitano, si elimina il superfluo che appesantisce inutilmente, ci si prepara a un tempo nuovo. Ma soprattutto è il tempo in cui si pone attenzione ai bisogni e alle necessità di tanti fratelli e sorelle che vivono la solitudine, l’abbandono e le diverse forme di sofferenza, sintomi delle tante fragilità che attraversano la vita: ferite familiari di rapporti logorati o distrutti; ferite per abusi e violenze fisiche e psicologiche; ferite dolorose per la perdita di affetti cari; ferite per malattie inattese e inaccettabili; ferite per disorientamento e mancanza di speranza, soprattutto nei giovani; ferite…
“Non di solo pane vivrà l’uomo” (Lc 4,4b)
Questo tempo di cammino quaresimale ci porterà a contemplare le ferite del Crocifisso per capire, almeno in parte, le nostre ferite e quelle che affliggono il mondo intero: da quelle sanguinanti di Gesù sulla Croce vogliamo essere inondati e guariti, per solo merito di Lui che, condividendo la nostra umanità, ci ha dato la sua vita e vuole anche oggi darcela in abbondanza (cfr. Gv 10,10).
Le lacrime lascino il posto a semi di vita
C’è bisogno di testimoniare coraggio. È più facile gridare contro Dio e contro la storia. C’è bisogno di venire fuori dalle tombe. È più facile rintanarsi nei propri dolori piuttosto che prendere posizione di fronte alle tante ingiustizie. C’è bisogno di respirare e far respirare la vita. È più facile compiangersi e morire dentro. Le lacrime lascino il posto a semi di vita capaci di far germogliare la speranza e seminarla ancora, ancora, fino agli estremi confini della terra. A ognuno di noi, come a Lazzaro ormai morto e seppellito da giorni, Gesù dice: “Lazzaro, Francesco, Isabella, Grazia, Antonio, Giulia, …Vieni fuori”.
Catechesi settimanali e sacramento della Riconciliazione
Carissimi, anche in Quaresima condividerò con tutti voi le catechesi settimanali, ogni lunedì alle 20,30 dal 23 febbraio nella parrocchia di San Vittore. Da concludere con una penitenza comunitaria e celebrazione del sacramento della Riconciliazione l’ultimo lunedì (il 30 marzo, ndr), sempre alle 20,30, nella parrocchia del Sacro Cuore di Martorano. È un modo diverso per prepararci insieme alla Santa Pasqua. Viviamo questo tempo riempiendolo di senso e attingendo alla grazia sacramentale, alla carità di Cristo, nostra Pasqua, per mostrare il suo volto risorto nei nostri sguardi accoglienti. Auguro a tutti voi – piccoli, ragazzi, giovani, adulti, anziani, malati – buon cammino quaresimale. Nell’attesa di venire a trovare molti di voi nei luoghi in cui accompagnate nelle nostre fragilità, vi abbraccio e benedico tutti.
Don Pino, arcivescovo