Dov’è finito l’uomo?

Il punto della settimana a cura del direttore

A Gaza i bambini continuano a morire

Molti si interrogano sulla presenza di Dio. Perché il Signore permette quel che accade in Terra Santa? Perché lascia un intero popolo in una prigione a cielo aperto? Perché si costruisce un muro che divide le famiglie? Perché a Gaza i bambini continuano a morire di fame, di sete, di freddo? Le domande risuonano in chi ha provato a tornare nei luoghi che hanno visto la presenza di Gesù.

Nove giornalisti Ucsi e il vescovo Domenico Beneventi

Un viaggio voluto, nonostante la guerra, le paure e le narrazioni che ogni giorno descrivono queste città come posti insicuri, nei quali cadono bombe e si muore. Nove giornalisti dell’Ucsi (Unione stampa cattolica italiana) dell’Emilia Romagna ci hanno provato, la scorsa settimana, accompagnati dal vescovo di San Marino-Montefeltro, Domenico Beneventi, delegato per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale regionale.

Impossibile districarsi tra mille ragioni diverse

Come scriviamo nelle tre pagine dedicate sull’edizione cartacea, è stata un’esperienza che lascia il segno. Non è stato un pellegrinaggio classico, nonostante le visite al Muro del pianto, al Getsemani, le Messe al Santo sepolcro e accanto alla Natività di Gesù. Sono stati tre giorni di incontri con chi si confronta con una realtà per noi sempre più complessa da comprendere. Risulta impossibile districarsi tra le ragioni messe in campo dagli ebrei ortodossi, da quelli laici, dagli arabi cristiani cittadini israeliani, da cattolici di lingua ebraica, palestinesi musulmani senza passaporto, rifugiati nei campi profughi… Davanti a queste situazioni, abbiamo ascoltato. Siamo andati a Ramallah, a Taybeh, al campo profughi di Aida, oltre che a Gerusalemme e a Betlemme.

Il muro separa i popoli

Abbiamo provato a metterci in sintonia con le pietre vive che animano, nella fatica quotidiana, le strade impervie di questa convivenza forzata. Il muro separa i popoli. È un insulto al nostro modo di intendere la convivenza civile e la democrazia, un salto indietro nella storia. Da non credere per noi che rimaniamo disarmati davanti al potere del più forte mostrato senza vergogna.

Sotto la minaccia delle armi e la domanda di don Mimmo

Le ragazzine-soldato che ci fermano ai tanti check point sembrano giocare alla guerra. In braccio tengono un mitra. Potrebbero rimandarci indietro, come fanno spesso con chi si reca ogni mattina al lavoro. Scrutano, sbirciano i nostri passaporti, poi ci danno il via libera. Rimaniamo in silenzio. Passiamo, gli altri aspettano, inermi, sotto la minaccia delle armi. Ha ragione il vescovo don Mimmo: non dobbiamo chiederci dov’è finito Dio, ma dov’è finito l’uomo.