Romagna
Forlì. Interclub Rotary, il senatore Casini sul valore della politica
L'ex presidente della Camera: "non vorrei lasciare ai miei figli un mondo in cui conta la forza. Io sono per il multilateralismo"
L’intervento a pochi giorni dall’uscita del libro “Al centro dell’aula. Dalla Prima Repubblica a oggi”.
Si è svolto ieri l’interclub a Forlì
“Ci lamentiamo che la gente non va a votare. Poi ci insultiamo a vicenda, come sta accadendo in questi giorni per la campagna referendaria in vista del voto del 22 e 23 marzo prossimi”. L’ha detto ieri, giovedì 19 febbraio, il senatore Pierferdinando Casini, bolognese classe 1955, politico di lunghissimo corso, già presidente della Camera dei deputati, durante l’interclub svoltosi al Grand Hotel di Forlì.
Un’iniziativa del Rotary Club Forlì Tre Valli
L’evento è stato promosso dal Rotary Club Forlì Tre Valli guidato dalla presidente Lorella Mignogna, con i club di Cesena (presidente Ombretta Sternini) e Cesena-Valle del Savio (presidente Cristina Bambi). Alla serata hanno preso parte il governatore del Distretto 2072, Guido Giuseppe Abbate, l’assistente del governatore, Filippo Cicognani, e il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Gianluigi Di Pilato.
Il libro “Al centro dell’aula. Dalla Prima Repubblica a oggi”
Il senatore Casini interviene a pochi giorni dall’uscita di un volume, edito dal Mulino. Il libro, che riporta nella sua prima parte un lungo dialogo con lo storico e politologo Paolo Pombeni, ha un titolo evocativo “Al centro dell’aula. Dalla Prima Repubblica a oggi”. Titolo che condensa gli oltre 40 anni di impegno politico di Casini svolti tutti con una posizione moderata, al centro non solo dell’aula di Montecitorio, ma anche dell’agone politico, con lo stile di chi non ha mai alzato i toni, ma è sempre stato alla ricerca del confronto.
“Un tempo c’era il rapporto con la gente”
“Un tempo tutti conoscevano i parlamentari – prosegue Casini, incalzato dalle domande di Mario Russomanno, giornalista forlivese, che ha cercato di interpretare le richieste degli oltre 120 presenti – oggi nessuno sa chi è il senatore eletto nel proprio collegio”. Casini snocciola nomi ancora vivi nella memoria di tanti: il senatore e sindaco di Sarsina Lorenzo Cappelli, gli onorevoli Nino Cristofori e Giancarlo Tesini. “C’era allora – insiste – il rapporto con la gente. Oggi i capipartito hanno in mano lo scettro”. Manca la selezione della classe dirigente, manca la formazione all’interno dei partiti ridotti spesso a comitati elettorali. Arrivano a Roma “turisti per caso”, ammonisce l’ex presidente della Camera.
Bipolarismo
Durante l’intervista si parla anche di bipolarismo. Di che tipo lo vogliamo, si chiede Casini. Con valori minimi condivisi o posizionato sugli estremismi?
“Oggi pare che molti leader abbiano il problema di fidelizzare i fans – nota il senatore -. Se si va avanti così, alla prossima tornata elettorale andrà a votare il 40 per cento degli elettori”.
Diverse tipologie di diplomazia
Casini parla dei diversi tipi di diplomazia. Adesso abbiamo visto in campo quella delle Olimpiadi, una diplomazia sportiva, con i primi Giochi diffusi capaci di mettere in mostra un’Italia di successo, con diverse località coinvolte. Per non parlare della diplomazia “delle nostre Ong e di quella delle opere di carità”. Poi c’è pure la diplomazia parlamentare, quella che porta in giro per il mondo politici dei diversi schieramenti. Casini ricorda quando andò da Maduro, allora presidente del Venezuela, per chiedere la liberazione di due parlamentari con doppio passaporto, venezuelano e italiano, detenuti ingiustamente. “Alla fine li ho fatti rientrare in Italia”, ricorda con soddisfazione.
“Non c’è più differenza tra politica estera e interna”
Sulla politica estera, Casini dice che ormai non esiste più differenza con quella interna. “Quando Trump decide di mettere i dazi è un fatto di politica estera o di politica interna?, visto che la decisione riguarda anche tutti noi, i prezzi dei prodotti che acquistiamo al supermercato, l’inflazione…”. Ricorda a tutti: parlare di Europa “non è più una questione di politica estera. Non siamo scrocconi degli Usa, ma di fatto siamo una colonia degli Usa”. Quindi insiste: “Non vorrei lasciare ai miei figli un mondo in cui conta la forza. Io sono per il multilateralismo”.
“Non tutti i mali vengono per nuocere”
Tutto è molto cambiato negli ultimi anni. L’Europa produceva il 50 per cento del Pil (Prodotto interno lordo) mondiale. Ora è al 15. “Ci dobbiamo mettere assieme. Da soli non si va da nessuna parte – insiste Casini -. Trump? Forse non tutti i mali vengono per nuocere. I Paesi europei sono costretti, con lui, a diventare maggiorenni. Non c’è più uno chi ci tutela a prescindere”.
La situazione in Ucraina e a Gaza
Sull’Ucraina non ha dubbi l’ex Dc: “Non si vende, ma si difende, altrimenti si legalizza la prepotenza. Putin ha perso sul campo. A oggi ha conquistato solo l’80 per cento del Donbass. Ma Putin ha vinto la guerra dell’informazione”. Su Medio Oriente e Gaza, Casini ha sue ricette. “Sono convinto, penso come tanti, che la soluzione passi dai due popoli e due Stati, ma finché non ci sarà reciproco rispetto non ci sarà la pace”.
La questione è legata alla demografia
Sui temi più urgenti del momento, l’ex presidente della Camera ricorda a tutti che la questione cruciale è legata alla demografia, “ma il tema non va affrontato con toni da campagna elettorale. Se da noi se ne dovessero andare gli extracomunitari, la nostra situazione diverrebbe insostenibile”.
Giovani e intelligenza artificiale
Sull’Intelligenza artificiale dice che siamo “in mano a oligopoli privati. E la politica cosa fa? È assente”. Sui giovani assicura che “non sono perditempo. Una volta salivano al nord dal sud del Paese. Ora vanno all’estero a cercare miglior fortuna”. Attenzione alle città. Vi andrà ad abitare il 90 per cento della popolazione mondiale.
La ricetta per l’Italia
“Ci saranno sacche di povertà” che metteranno in discussione i modelli attuali. Allora, “occorre avere una politica – dice in conclusione Casini -. Ci vuole un centro moderato”. È la ricetta per l’Italia, dalla Prima Repubblica a oggi.