Cesena
Teatro Bonci. In scena Fior di nulla, un cabaret filosofico nel foyer
Giovedì 19 febbraio in scena Maurizio Cardillo e Filippo Pagotto, uno spettacolo piacevole, tra nonsense, scenette e comicità
Giovedì 20 febbraio è iniziata una nuova rassegna al Teatro “Bonci” in un luogo piuttosto inconsueto: il foyer, cioè l’ampio atrio in cui ogni sera di spettacolo si riuniscono gli spettatori, in attesa di entrare in sala.
Una riflessione sui confini della riflessione umana
Questa volta, in un orario altrettanto inconsueto, le 19, gli spettatori si sono fermati lì, sulle poltroncine del teatro, in attesa che il primo appuntamento di questa rassegna, “A teatro nel foyer”, iniziasse. Si è trattato di un “cabaret filosofico”, recitato da due interpreti, Maurizio Cardillo e Filippo Pagotto. Titolo del recital, di circa un’ora, “Fior di nulla”.
Abbiamo parlato di cabaret, e lo stile è proprio quello: battute, nonsense, scenette di breve o brevissima durata, in molti casi con effetti comici molto validi. Su tutti i momenti, la scena più divertente riguarda il guru indiano: nella sua lingua sembra stia dando lezioni di vita ai suoi seguaci, ma dalla traduzione comprendiamo che sta raccontando cosa fa nella sua giornata, viaggi e pranzi compresi.
Si tratta, però, di un cabaret filosofico, pensato quindi per riflettere su un concetto, il nulla. Come si può definire ciò che, evidentemente, non ha forma, né corpo, né sostanza, né tantomeno essenza? Ecco allora che i testi, che siano i dialoghi di Karl Valentin o di Achille Campanile, spingono gli spettatori a riflettere, fra una risata e l’altra, verso i confini della comprensione umana.
I prossimi appuntamenti con Massimiliano Civica e con Gli Omini
Grazie anche alla breve durata, lo spettacolo è risultato molto piacevole e interessante, soprattutto per la bravura dei due interpreti, a loro agio con testi a volte di difficile resa.
I prossimi appuntamenti previsti per la rassegna sono: “L’angelo e la mosca”, conferenza spettacolo a cura del regista e direttore del Teatro Metastasio di Prato, Massimiliano Civica (20 marzo) e “Omineide”, della compagnia toscana Gli Omini (10 aprile), alle 19: come detto, sono incontri pensati per attraversare con ironia un patrimonio di letteratura, cultura teatrale, aneddoti e storie, e, ci sia concesso di sottolinearlo ancora una volta, la prova di quanto manchi a Cesena uno spazio intermedio fra la grandezza del Teatro comunale e le sale da conferenza già abbondantemente usate.
Serve un nuovo spazio per piccoli recital
Da anni si parla di riutilizzare il Ridotto del Teatro, ma sarebbe il caso di affrontare seriamente il tema, perché tipi di spettacoli diversi richiedono anche spazi diversi: un auditorium per piccoli concerti o per recital come quello di giovedì sera risolverebbe tante necessità per compagnie piccole o medie. È un discorso affrontato tante volte, ma ancora vale la pena ricordarlo.