Longiano, l’ultimo saluto a Saimon Gaspari. Il parroco: “Non è morto, ha solo cambiato casa”

In tantissimi ai funerali del 40enne. Padre Egidio Canil: "Il suo sorriso ci dà la forza". Il saluto degli amici camionisti

In tanti sul sagrato della chiesa di Longiano per salutare Saimon Gaspari

Una schiera di persone di ogni età per l’ultimo saluto, oggi pomeriggio a Longiano, a Saimon Gaspari, morto per un male incurabile a 40 anni. “Nel pieno della vita”, come ha ricordato il parroco padre Egidio Canil, che ha presieduto il rito funebre. Accanto a lui il viceparroco padre Piero Russian.

Un sorriso che dà la forza

La chiesa parrocchiale di San Cristoforo non è riuscita a contenere i tanti che si sono stretti attorno alla moglie Simona, ai figli Elison, Alan e Kevin, ai genitori Marco e Carla e i fratelli Manuel ed Eric. “Siamo qui raccolti in questo luogo sacro per salutare il nostro Saimon – ha premesso il parroco all’inizio della celebrazione -. Siamo sostenuti dalla fede e dalla certezza che Saimon continua a vivere in cielo e da lassù, di sicuro, ci sta guardando e ci sta sorridendo, come in quella bella foto che è sulla bara (anche nella notizia al link sotto, ndr). Quel sorriso ci dà la forza per accettare questo distacco”.

Il parroco: “Saimon non ha avuto paura della morte”

Nel Vangelo è stato letto il brano pasquale della Resurrezione, con gli angeli che dicono alle donne di “non cercare tra i morti colui che è vivo”. “Noi cristiani – si è chiesto il parroco nella breve omelia – dove traiamo la forza per guardare in faccia la morte, per non lasciarci turbare o scandalizzare?”. Da qui la risposta: “Sapendo che anche Gesù, a 33 anni, nel pieno della vita come Saimon, è morto in croce e ha sperimentato il buio del sepolcro, ma, dopo tre giorni, è risorto, è tornato a vivere. La nostra fede è fondata su questa verità. E anche Saimon aveva questa certezza”, dal momento che “non ha avuto paura di andare incontro a questo dramma che è la morte”. Una testimonianza anche da parte della famiglia che “sta vivendo con forza, pace e serenità il lutto”. Con la certezza che “Saimon non è morto. Ha solo cambiato casa. Qui sulla terra si era costruito una bella casa, ma adesso quella dove è andato è ancora più bella, grande e luminosa”.

Il parroco padre Egidio Canil presiede il rito funebre

Gli amici: “Ci hai lasciato un ricordo bellissimo”

Al termine della celebrazione, l’ultimo saluto sul sagrato della chiesa, stracolmo di parenti, conoscenti e amici. Con loro il clacson di dieci camion di colleghi autotrasportatori che hanno accompagnato l’uscita del carro funebre. “Ciao Simon – il messaggio letto da alcuni amici -. Trovare le parole è difficile. Questo è veramente un brutto momento per tutti, ma siamo qui perché hai lasciato in ognuno di noi un ricordo bellissimo. Fin dai primi incontri al centro Auser di Budrio ne abbiamo passate tante, eravamo uno più pazzo dell’altro, con il motorino sempre in testa e pronti a dare gas fino all’ultimo metro. Poi sono arrivate le macchine, con la tua Punto Blu Diesel “tutto fumo e niente arrosto”. È impossibile dimenticare le nostre serate insieme, le vacanze, le prime sbornie di Albana alla Festa dell’Unità, tutti i momenti felici. Senza neanche accorgersene siamo diventati grandi. Tu, prima di tutti, sei riuscito a trasformare la tua passione nel lavoro che amavi tanto, il camionista. Ti sei creato una splendida famiglia con l’arrivo di Elison, Alan e il piccolo Kevin, e con la tua Simo sempre pronta a sostenerti in ogni momento e sempre al tuo fianco fino all’ultimo istante. Eri sempre alla ricerca di nuove sfide. Porteremo sempre con noi la tua risata contagiosa. Per sempre, i tuoi amici”.

Gli amici autotrasportatori schierati