Valle Savio
Piavola (Mercato Saraceno). Idee per il centro polivalente
All'incontro sono intervenuti anche il vicesindaco Ignazio Palazzi e l'assessore ai lavori pubblici Raffaele Giovannini
Venerdì pomeriggio si è svolta un’affollata assemblea pubblica. Ricucire il rapporto tra generazioni, rafforzando il senso della comunità
L’importanza della partecipazione
È iniziato venerdì pomeriggio il percorso di partecipazione che porterà alla gestione dal basso del nuovo centro polivalente di Piavola. L’immobile, dato gratuitamente al Comune di Mercato Saraceno da Rotilio Biserna, sarà messo a servizio della comunità e delle associazioni locali. “Il nostro obiettivo è dare uno spazio alla comunità qui a Piavola, – spiega Raffaele Giovannini, assessore ai lavori pubblici del Comune di Mercato Saraceno –. Questo percorso è nato quando Biserna ha riqualificato un edificio e lo ha dato al Comune in comodato d’uso gratuito per 5 anni, ma prorogabile per altri 10”. Giovannini ha sottolineato l’importanza della partecipazione nella gestione di uno spazio condiviso. “Le idee devono venire dal basso – ha detto – non essere calate dall’alto”. Il vicesindaco Ignazio Palazzi si è detto soddisfatto della grande partecipazione all’incontro, evidenziando come “costruire spazi per far restare le persone in queste zone sia la scelta giusta”.
“Dobbiamo chiederci se siamo pronti a gestire questo spazio”
Monia Guarino, esperta in processi partecipativi, ha coordinato l’incontro ponendo due domande chiave: “Cosa succederà in questo spazio?” e “Chi lo gestirà?”. Al momento le risposte sono ancora ipotesi, ma al termine del percorso diventeranno scelte operative. “Questo spazio è nato grazie all’attivazione della comunità – ha spiegato Guarino –. Ora dobbiamo chiederci se siamo pronti a gestirlo”. Il percorso partecipativo sarà tradotto dal Comune in un documento che definirà modalità di gestione e regole d’uso del centro.
La scelta di investire sulla comunità
“Quando abbiamo iniziato a ragionare con il Comune avevo un’idea: intercettare le risorse del Lions Club, di cui sono stato presidente, per aiutare a ricostruire ciò che si è perso con l’alluvione – racconta Rotilio Biserna, proprietario dell’immobile –. Mi sono detto che fosse giusto fare qualcosa”. L’edificio donato da Biserna è composto da tre sale; due di queste, secondo il proprietario, potrebbero diventare sala d’attesa e ambulatorio. “Non è giusto che gli anziani e chi vive qui sia obbligato ad andare a Cesena per una visita. Spero che, con la creazione di un ambulatorio, i residenti possano chiedere ai loro medici di venire qui una volta a settimana”. Tuttavia, come ha precisato Monia Guarino, la realizzazione di uno spazio sanitario comporta normative specifiche: “Dobbiamo capire cosa significa concretamente aprire un ambulatorio”. Esistono anche soluzioni alternative, come un punto prelievi, un punto infermieristico o iniziative dedicate alla prevenzione. In ogni caso, eventuali funzioni sanitarie richiederebbero standard stringenti in materia di sanificazione e inciderebbero sugli spazi destinati alla socialità.
Le proposte dei cittadini
Dopo l’intervento di Biserna sono emerse le prime proposte della popolazione. “Ho sempre vissuto qui – racconta Alessio, giovane di Piavola –. Da piccoli non giocavamo solo a calcio o a guardia e ladri, ma ascoltavamo anche musica. Sarebbe bello creare uno spazio dove le generazioni possano incontrarsi e confrontarsi, anche attraverso le canzoni”. Guarino ha richiamato l’esperienza di Radio Immaginaria, nata a Castel Guelfo, progetto che ha saputo connettere adulti e giovani e che oggi vanta collaborazioni di rilievo nazionale ed europeo. Un padre ha inoltre sottolineato l’esigenza di un luogo capace di far conoscere meglio servizi e realtà associative del territorio.
Anziani, salute e dialogo tra generazioni
“Gli anziani sono una fascia fragile: servirebbe un presidio sanitario dove fare piccoli controlli o attività come la ginnastica dolce. Ma sarebbe importante anche organizzare un corso di dialetto e momenti di confronto tra bambini e anziani, ad esempio riscoprendo i giochi di una volta”. Con questo intervento Anna ha evidenziato sia il bisogno di servizi di prossimità sia la necessità di ricucire il rapporto tra generazioni, rafforzando il senso di comunità.
L’esempio di Linaro: mettere in gioco le competenze
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Nunzio di Linaro, che ha portato l’esempio della sua comunità come modello di attivazione dal basso. “A Linaro ognuno ha messo a disposizione ciò che sapeva fare: abbiamo organizzato corsi e laboratori, chi aveva una competenza la donava alla comunità”. Un’esperienza che dimostra come il capitale umano possa diventare la risorsa strategica principale. Non bastano le idee: è necessaria la disponibilità dei cittadini a mettersi in gioco, condividendo competenze professionali, esperienze e relazioni.
Prossimi passi e questionario
L’incontro si è concluso con le indicazioni operative sui prossimi appuntamenti: il percorso partecipativo proseguirà il 24 marzo alla scuola di Piavola. Nel frattempo, sarà distribuito un questionario per raccogliere ulteriori proposte, disponibilità e competenze dei cittadini. Le risposte permetteranno di censire bisogni e risorse presenti sul territorio, così da costruire un progetto di gestione condiviso.