Cesena. Il Comitato difesa risparmiatori contro Crédit Agricole registra una nuova vittoria

Davide Fabbri: "Agire in giudizio entro la fine del marzo 2026"

La terza sezione civile della Corte d’Appello di Bologna ha recentemente confermato per intero l’ordinanza pronunciata dal Tribunale di Forlì nel febbraio del 2022, che condannava Credit Agricole al risarcimento del danno di 20.000 euro patito da un risparmiatore-azionista ex Cassa di Risparmio di Cesena, membro del comitato difesa risparmiatori

Decorrenza della prescrizione

Nuova vittoria del Comitato difesa risparmiatori contro Credit Agricole (ex Cassa Risparmio di Cesena).
La recente sentenza della Corte d’Appello di Bologna – consigliere estensore dottoressa Carmela Italiano e presidente dottoressa Manuela Velotti – è di immensa importanza – scrive in un comunicato stampa Davide Fabbri, portavoce del comitato – poiché, alla luce di quanto stabilito dalla Corte di Cassazione in merito alla decorrenza della prescrizione, dettando principi applicabili a tutti gli acquisti di azioni Caricesena (principi estensibili anche alle azioni intraprese o che saranno intraprese nei confronti di Credit Agricole in merito alle azioni Carim ex Cassa di Risparmio di Rimini) permette anche a chi sino ad oggi non abbia interrotto la prescrizione ovvero agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno, di agire per ottenere il ristoro dei danni patiti.

Per chi non l’abbia fatto, bisogna agire entro marzo 2026

A tal fine sarà, tuttavia, fondamentale agire in giudizio al più presto, entro la fine del mese di marzo 2026 ovvero, quantomeno, inviare una missiva di interruzione della prescrizione, che scatterà nei primi giorni del mese di aprile 2026. “In soldoni – commenta Davide Fabbri – i diversi Giudici coinvolti, aderendo all’orientamento della Cassazione, hanno individuato il momento in cui far decorrere la prescrizione: non in quello di acquisto delle azioni, non in quello di acquisto dei titoli, ma alla data di default dei titoli e dunque nell’aprile del 2016. La prescrizione ordinaria infatti decorre dopo 10 anni: questo è il termine entro cui si estinguono i diritti civili.”

Termine prescrizionale fissato ad aprile 2026


In base a tali decisioni dei diversi Giudici, i possessori delle azioni ex Cassa Risparmio di Cesena possono ancora agire in giudizio per vedere tutelate le proprie ragioni, poiché il termine prescrizionale è stato fissato pertanto ad aprile 2026.

Nel febbraio 2022 accolti altri tre ricorsi

“Ricordiamo – ripercorre Fabbri – che nel febbraio del 2022 il tribunale di Forlì (sezione Civile – Giudice Maria Cecilia Branca) accolse tre nostri ricorsi relativi all’acquisto di azioni CarispCesena da parte di tre investitori del nostro Comitato. Le somme risarcite furono rispettivamente pari a 50.000 euro, 40.000 euro e 20.000 euro. Le decisioni dei Giudici si sono fondate sul mancato rispetto degli obblighi informativi da parte dell’istituto di credito. In particolare è stata accolta la tesi del mancato rispetto degli obblighi informativi conseguenti al carattere illiquido delle azioni. Vi è stata cioè violazione della normativa concernente gli obblighi informativi gravanti sulla banca derivanti dal fatto che le azioni vendute erano prodotti finanziari illiquidi, cioè azioni per le quali sussistevano difficoltà, ostacoli o limitazioni allo smobilizzo. Le cause civili del nostro Comitato- conclude il comunicato stampa – sono state seguite dall’avvocato Simone Morigi del foro di Forlì-Cesena, che ringraziamo per il prezioso e impeccabile lavoro svolto”.