Iran: vescovi Usa, “un appello accorato a tutte le parti perché la diplomazia riacquisti il suo ruolo”

Le parole di monsignor Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti

Foto Afp/Sir. Proteste in Iran, gennaio 2026. Iraniani si radunano mentre bloccano una strada durante una protesta a Teheran

“Il conflitto in crescita rischia di sfociare in una guerra regionale più ampia”. Con queste parole monsignor Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), ha chiesto agli Stati Uniti, all’Iran e all’intera comunità internazionale di tornare al dialogo e di percorrere ogni strada verso una pace giusta e duratura.

Auspicato un ritorno “al coinvolgimento diplomatico multilaterale”

Facendo proprie le parole di Papa Leone XIV – che all’Angelus di ieri, domenica 1° marzo, ha invitato a fermare “la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile” e a promuovere “il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia” – il presule ha rivolto “un appello accorato a tutte le parti coinvolte perché la diplomazia riacquisti il suo ruolo” e ha chiesto “una cessazione della spirale della violenza” e un ritorno al “coinvolgimento diplomatico multilaterale”. Qui sotto le parole di Papa Leone XIV nell’Angelus di ieri, domenica 1° marzo

Iran, il Papa: la pace non si costruisce con minacce reciproche né con le armi – Corriere Cesenate

L’invito a pregare per la pace in Medio Oriente

Monsignor Coakley ha quindi invitato “i cattolici e tutti gli uomini di buona volontà a continuare le ardenti preghiere per la pace in Medio Oriente, per la sicurezza delle truppe e degli innocenti”, affidando il mondo all’intercessione di Maria, “Regina della pace”. (R.B.)

FONTE: SIR