Longiano, la collezione d’arte Cocif esce allo scoperto

Opere di de Chirico, Guttuso, Rosai e Ligabue per la prima volta in mostra alla Fondazione Balestra

Renato Guttuso, Tetti a Roma (1976, olio su tela)

Per oltre trent’anni nessuno ha mai potuto ammirarle. Custodite nella storica sede della Cocif di Longiano, venti opere di alcuni tra i più grandi maestri del Novecento sono rimaste accessibili soltanto a una ristretta cerchia di persone.

Nell’81esimo anniversario della cooperativa

Dal 19 settembre al 29 novembre prossimi questo patrimonio uscirà allo scoperto con la mostra “L’arte celata. La collezione Cocif”, ospitata alla Fondazione Tito Balestra. Sarà la prima occasione in cui la prestigiosa raccolta d’impresa sarà presentata al pubblico, restituendo alla comunità un patrimonio costruito nel tempo e custodito con cura all’interno dell’azienda. L’apertura della mostra coincide con l’81esimo anniversario di Cocif e rappresenta il momento scelto dall’azienda per condividere con il territorio un patrimonio costruito nel tempo e custodito con attenzione.

La visione di Vincenzo Bellavista

La collezione nasce dalla visione di Vincenzo Bellavista, storico presidente della cooperativa leader nella produzione di porte e finestre, che ha voluto affiancare alla crescita dell’azienda un autentico progetto culturale, negli anni in cui il Teatro Petrella accoglieva grandi protagonisti della scena italiana, da Roberto Benigni a Dario Fo, e Longiano era un vivace punto di riferimento culturale.

Artisti in mostra

La mostra è curata dallo storico dell’arte Claudio Spadoni. L’esposizione riunisce una ventina di opere che attraversano quasi un secolo di storia dell’arte italiana ed europea con lavori di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Felice Casorati, Antonio Ligabue, Gino Severini, Massimo Campigli, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Ottone Rosai, Maurice Utrillo e Bartolomeo Pedon. Un percorso che mette in dialogo la pittura metafisica, le avanguardie storiche, il ritorno alla tradizione e le interpretazioni più intime e visionarie del paesaggio e della figura.