Terremoto in Colombia. Padre Lopez (santuario Nostra Signora di Fatima a Manizales): “gravi danni e popolazione spaventata ma siamo in salvo”

"Molti edifici sono rimasti gravemente danneggiati. Dovremo chiudere il santuario e aspettare un’autorizzazione speciale da parte del governo per riaprirlo", spiega il parroco, missionario della Consolata

Danni alle chiese in Colombia. Foto: missionari Consolata

La violenta scossa di ieri ha colpito l’ovest del Paese ed è stata avvertita in gran parte del territorio colombiano. Il bilancio finora è di oltre 130 morti accertati e quasi 600 feriti. 

Santuario danneggiato

Il santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales è gravemente danneggiato, chiese e strutture ecclesiali hanno subito molti danni dal terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito ieri mattina il dipartimento del Chocó in Colombia. Lo dice all’agenzia Sir padre Adalberto Lopez, parroco del santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales e missionario della Consolata, raccontando la paura vissuta e i danni subiti da molte strutture ecclesiali. Manizales è nella zona dell’Eje Cafetero e non è troppo lontana dall’epicentro del sisma. La chiesa è considerata uno degli edifici più importanti del centro storico di Manizales ed è riconosciuta come patrimonio architettonico e culturale della Colombia. Nel 1984 è stata dichiarata Monumento nazionale. La costruzione dell’attuale cattedrale iniziò nel 1928, dopo che un incendio aveva distrutto la precedente chiesa nel 1926. “Ci sono stati molti danni, molte strutture ed edifici ecclesiali sono rimasti danneggiati. Grazie a Dio, finora non sono state segnalate vittime”, racconta padre Lopez, raggiunto telefonicamente a Manizales, nonostante le linee telefoniche siamo molto disturbate. “Qui, nel santuario della Consolata, unico santuario mariano a Manizales, viviamo in 11 missionari e stiamo tutti bene. Ma il santuario e la casa sono rimasti molto danneggiati. La popolazione è molto spaventata”.

La paura al momento della scossa

Il missionario della Consolata descrive gli istanti del sisma: “Il terremoto è accaduto nelle ore in cui la gente stava andando al lavoro. Tutte le aziende stavano iniziando la giornata lavorativa, gli studenti stavano entrando a scuola e molte persone si stavano spostando per raggiungere il posto di lavoro. Questo ha provocato una grande congestione in città. Molti edifici sono rimasti gravemente danneggiati. Dovremo chiudere il santuario e aspettare un’autorizzazione speciale da parte del governo per riaprirlo, dopo una verifica della struttura per valutare le sue condizioni”. Non si hanno ancora notizia dalla diocesi di Quibdó, epicentro del terremoto. “Stiamo cercando di metterci in contatto con loro. Non sappiamo ancora se ci sono state vittime”, precisa padre Lopez.

Missionari della Consolata in salvo

Padre Jaime Patias, responsabile della comunicazione per i Missionari della Consolata spiega che “tutti i missionari della Consolata in Colombia sono in salvo” ma stanno ricevendo video e foto da Cali, Medellín, Buenaventura e Manizales “con tanti danni materiali di strutture ecclesiali ed edifici crollati completamente. Si vedono anche immagini dell’università, con tutti gli studenti. Non so se le persone che erano all’interno sono riuscite a uscire”. Come accaduto già con il terremoto in Venezuela, “in queste emergenze ci mettiamo subito in contatto con i nostri missionari in loco per capire cosa fare – spiega padre Patias –. Quando ci confermano che stanno tutti bene, iniziamo a occuparci della popolazione, delle parrocchie e delle comunità. Cerchiamo di capire bene che cosa è successo e quali sono le necessità. Al momento non abbiamo ancora notizie precise”.

Il sisma

Il sisma si è verificato alle 7.34 ora locale, alla profondità di 96 chilometri, a San José del Palmar, nel Chocó. Il bilancio provvisorio sarebbe di almeno 130 morti e 600 feriti. Nel dipartimento del Chocó si registra inoltre una vittima e dieci feriti, mentre a Cali sono 19 le strutture danneggiate, dove molte persone risultano bloccate sotto le macerie.

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