Lettere
Il lettore Ciotti al Monte: “Mi sento parte di una comunità”
"È la festa della Madonna e del santuario mariano - gli dice un amico -. Vai e vedrai"
Tutti seguono in ordine e assoluto silenzio, nonostante l’andirivieni di gente
Vai e vedi, è la festa della Madonna
Caro direttore, come esercizio fisico, circa due volte alla settimana percorro a piedi la scalinata che conduce all’abbazia del Monte. A salire e a scendere incrocio poche persone, per lo più sole o col loro cane. Ieri, sabato 15 agosto, la mattinata era fresca e di buon’ora mi sono accinto a salire, col doppio vantaggio di fare esercizio e di evitare la ressa marina del ferragosto. Stranamente già alla base del cammino vedo sulla strada molte biciclette parcheggiate l’una vicino all’altra e diverse persone procedere al mio fianco nelle due direzioni, alcune con un cabaret in mano. In direzione opposta alla mia, incontro un mio amico cui chiedo che cosa succede. È la festa della Madonna e del santuario mariano, mi risponde interdetto. A ferragosto non ero mai stato su, gli rispondo. Vai e vedrai, mi dice salutandomi.
Chiesa gremita di persone e di famiglie intere
La piazza davanti all’abbazia è gremita di gente che si affolla ridente alle bancarelle, che vendono paste e bomboloni (foto in basso di Marino Savoia). Salgo i gradini di ingresso della chiesa. Fatico ad entrare. La chiesa è gremita di persone e famiglie intere. Mi accomodo nell’angolo estremo della chiesa, vicino al confessionale. Alla balaustra della cappella è seduta una famiglia di indiani, cattolici del Kerala immagino. La Messa è appena cominciata dopo che la precedente è finita. Tutti la seguono attenti nonostante le persone che via via entrano ed escono, in ordine e assoluto silenzio. Qualcuno come per magia appare da qualche parte a portare una sedia ai più anziani e malfermi. Mi sento parte di una comunità. Una comunità sorretta come me da una fede e una preghiera a volte distratta dal mondo, ma che esiste tenace e sopravvive forte di spirito in ogni cesenate e pronta a manifestarsi nei riti millenari o nelle avversità collettive.
Francesco Ciotti – Cesena
