Rubicone
San Mauro Pascoli. Isabella Leardini e Amilcare Mario Grassi sul podio del Premio Pascoli per la poesia
Sabato 12 settembre a Casa Pascoli le premiazioni, presenti i vincitori delle sezioni dialetto e poesia
Annunciati i due vincitori della 21esima edizione. Ad aggiudicarsi il primo posto per la sezione lingua Maniere Nere di Isabella Leardini (Mondadori, 2026) e A ciòka di vèci di Amilcare Mario Grassi (Samele Editore, 2025). Premio alla carriera a Paolo Conte. Sabato 12 settembre la premiazione a Casa Pascoli.
Il senso della poesia
Quando amiamo un verso o una canzone, è perché sentiamo che parla di noi. A quella profondità del sentire che è il vero senso della poesia, capace di andare oltre i mercati editoriali, le vetrine delle librerie e le istituzioni accademiche, ha accennato più volte Daniela Baroncini, presidente dell’Accademia Pascoliana, stamane in conferenza stampa a San Mauro Pascoli, annunciando i vincitori del 21esimo Premio Pascoli per la poesia, Amilcare Mario Grassi, con la raccolta “A ciòka di vèci” (Samuele Editore, 2025) per la sezione in dialetto, e Isabella Leardini con “Maniere Nere” (Mondadori, 2026), per la sezione in lingua. Ai due podi si aggiunge Paolo Conte nel Premio alla carriera.
Per le due sezioni del premio, destinato a opere non edite prima del 1 maggio 2024, entrambe a partecipazione gratuita, sono assegnati 1000 euro, in collaborazione con Romagna Banca. Per il Premio alla Carriera sono previsti 1500 euro.
La poesia è vitale
La poesia è vitale, i poeti la scrivono e i lettori la leggono. Una bella sorpresa, ha detto la presidente Baroncini, scaturita durante il dibattito interno alla giuria che ha esaminato le 109 opere edite, 90 raccolte in lingua e i 19 lavori in dialetto, candidate per questa edizione. “Un modo per testare lo stato di salute della poesia contemporanea italiana – ha osservato la professoressa Baroncini -. Funzione che non sempre viene svolta, nemmeno dall’Università. Grazie al suo potere divulgativo, il premio Pascoli si rivela un osservatorio speciale, da cui emerge che quello della poesia è un settore straordinariamente vitale”. In fondo, ha aggiunto Baroncini “il linguaggio della poesia, pur specialistico, è capace di arrivare alle persone, veicolo, in questo tempo troppo veloce, per ricondurci alla dimensione del silenzio e della profondità”.
La giuria
A questo si richiamano le motivazioni della giuria, formata da Daniela Baroncini, (Università Bologna, presidente giuria), Franco Brevini (Università Bergamo), Gualtiero De Santi (Università Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista, poeta) e Piero Meldini (scrittore).
“La poetessa – si legge nelle motivazioni della giuria a proposito del lavoro di Isabella Leardini – esplora i territori di confine tra buio e luce, visibile e invisibile, vita e morte. Come nell’antica tecnica della maniera nera, la poesia di Leardini lavora per sottrazione: dal fondo dell’ombra le immagini affiorano in un raffinato chiaroscuro, illuminando, per improvvise accensioni, la dimensione segreta e insondabile dell’esistere…”. E ancora “In “A ciòka di veci”, la Testa dei vecchi, di Amilcare Mario Grassi, la poesia è materia impalpabile che oscilla tra ciò che è e ciò che non è… un linguaggio fluente e mosso e in parole che raccontano con gentilezza e tremore un’esperienza che lega strettamente vita e poesia”.
Paolo Conte e Giovanni Pascoli
Il premio ha poi ampliato il proprio orizzonte dal punto di vista delle intersezioni tra le arti. Due anni fa assegnava il premio alla carriera a Pupi Avati, maestro del cinema, oggi lo assegna a Paolo Conte “vero poeta della parola e della musica, capace di scendere nelle zone inesplorate dell’animo umano traendone immagini capaci di imprimersi nell’immaginario collettivo”. Un richiamo continuo al ruolo archetipico e nello stesso tempo innovatore riconosciuto ormai universalmente alla poesia pascoliana, ha sottolineato il direttore artistico del Premio Miro Gori, che gli si può attribuire anche allargandosi al cinema e al cantautorato. Innamorato sin da bambino della poesia di Giovanni Pascoli, “nei suoi versi si riconoscono sequenze di puro cinema, di puro teatro”.
La giuria ha premiato “forestierismi, forme dialettali, voci rare, allusioni e “frizioni” semantiche, apparenti nonsense” in quanto “parte di quel lessico contiano che accentua l’effetto straniante ed evocativo, frutto di un personalissimo gusto poetico e di una sensibile interpretazione di un ricco campionario di umanità”… “elementi istintivi e rivoluzionari, in cui affiora la cifra stilistica contiana” che, come Giovanni Pascoli “scava sotto la superficie, gratta «via un poco di scabro» e rivela l’essenziale”.
Il direttore artistico Miro Gori ha anche voluto sottolineare la concretezza del Premio Pascoli. “Un premio vero – ha detto – si qualifica dalle case editrici che vi partecipano. Qui il vincitore è Mondadori, tra i candidati partecipava Einaudi, ovvero le due case editrici importanti”.
La serata di premiazione
Alla conferenza stampa erano presenti il sindaco di San Mauro Pascoli, Moris Guidi, orgoglioso di una iniziativa diventata nel tempo “sempre più riconoscibile”, l’assessora alla Cultura Lisa Maroni che ha sottolineato anche la funzione di tutela della poesia e del dialetto “da diffondere e preservare”, e Daniele Gasperini, presidente di San Mauro Industria, che promuove il Premio, soddisfatto di questa iniziativa culturale ben condotta e frutto di numerose collaborazioni.
La serata di premiazione si svolgerà sabato 12 settembre alle 21,15 a Casa Pascoli a San Mauro Pascoli (ingresso libero) alla presenza dei vincitori delle sezioni lingua e dialetto. Il premio a Paolo Conte sarà consegnato in un evento nella sua residenza ad Asti. La serata di sabato 12 sarà allietata da intermezzi musicali dell’Ensemble Amici della Musica.
