Al via la “Wellness week”. Lo studio: donne più sedentarie degli uomini

In Biblioteca Malatestiana si è parlato di sport come strumento di emancipazione femminile e lotta contro le discriminazioni

Un momento della tavolo rotonda

“Donne più forti, società più sane. Esercizio fisico e sport come motori di cambiamento”.

La settimana del benessere

Il tema è stato trattato, in due tavole rotonde, nel tardo pomeriggio di oggi, in Biblioteca Malatestiona a Cesena, all’evento inaugurale della “Wellness Week 2026” (vedi notizia al link sotto). Dal 23 al 30 settembre, in tutta la Romagna, sono in programma 500 appuntamenti che coinvolgono 40 comuni e 140 realtà che figurano come organizzatori, a partire da Regione Emilia-Romagna, Unibo e la Wellness Foundation di Nerio Alessandri. Quest’anno l’evento è dedicato alla salute e al benessere delle donne, tra sana alimentazione, sport, movimento e wellness.

Divario di genere

Durante l’evento sono stati mostrati i dati di una ricerca nazionale, su base Istat, che dimostrano come solo la metà degli italiani adulti raggiunga i livelli di movimento raccomandati dall’Oms. Un punto focale riguarda il divario di genere, con numeri che mostrano come le donne pratichino meno esercizio fisico rispetto agli uomini: il 34,2 per cento di donne contro il 43,6 per cento di uomini, un gap che riguarda tutte le età, ma che cresce nella fascia dell’adolescenza, con le ragazze che smettono di praticare sport e diventano più sedentarie dei ragazzi. Questo, con il passare del tempo, ha implicazioni in termini di salute perché, se è vero che le donne vivono più a lungo degli uomini, sono però 28 gli anni di vita passati “non in salute” dalle donne. L’impatto è anche economico, quantificato in 144 miliardi di euro all’anno, il 6,8 per cento del Pil.

Due tavole rotonde

Ne hanno parlato, nella prima tavola rotonda, Valentina Marchei, ex campionessa di pattinaggio e presidente della Commissione atleti del Coni, Darya Majidi, presidente di Un Women Italy e imprenditrice tech, Roberta Frisoni, assessora al Commercio, turismo e sport della Regione Emilia-Romagna. Nella seconda, Samantha Bernardi, presidente di Breaking the Silence, Giuseppe Diegoli, direttore Prevenzione collettiva e sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna, Corrado Di Taranto, direttore Generale del Cesena FC, ed Erica Alessandri vicepresidente della Wellness Foundation e board member di Technogym.

Ridurre il gap

I relatori hanno convenuto sulla necessità di promuovere, anche dal punto di vista culturale, una partecipazione femminile più ampia, per ridurre il gender gap e incoraggiare, di conseguenza, una maggiore partecipazione femminile nei ruoli di leadership dello sport. I dati mostrano infatti che, in Italia, solo il 12 per cento dei presidenti nelle federazioni sportive nazionali è donna, le “quote rosa” sono in media uno su quattro nei consigli direttivi e il 22 per cento di allenatori ad alto livello è donna. Da qui, è stata evidenziata la necessità di implementare nuovi modelli di governance e una comunicazione mediatica che eviti stereotipi e sessualizzazioni, oltre a iniziative a sostegno della maternità delle atlete e della tutela contro la violenza, mirando a un sistema sportivo più equo e inclusivo. In definitiva, promuovere lo sport e l’esercizio motorio non solo come cura di sé, ma come strumento di emancipazione femminile e lotta contro le discriminazioni.

L’intervento del sindaco Enzo Lattuca

Lattuca: “Cultura ancora patriarcale”

Alla base divario di genere sono stati individuati fattori di tempo a disposizione, barriere culturali, economiche e organizzative. All’evento è intervenuto anche il sindaco di Cesena Enzo Lattuca che ha riconosciuto, tra le cause del gap, una cultura ancora “troppo patriarcale”. “Viviamo in una società – ha aggiunto, ampliando l ‘orizzonte il primo cittadino – in cui non tutti hanno il tempo o i mezzi economici per poter svolgere attività sportiva, ma sussiste anche un problema di natura culturale, perché c’è una larga fascia della popolazione che non ha la conoscenza e la consapevolezza che attraverso questa attività può raggiungere una migliore qualità della vita. La “Wellness week” è il simbolo del lavoro costante che viene portato avanti in questa direzione”.