Fragili ma non soli. Arriva la “Cultura della cura”

Primo appuntamento il 3 ottobre a Longiano, film e dibattito con gli esperti

Siamo fragili. Ma non siamo soli. Non lo siamo perché ci avvicina tutti, chi più chi meno, l’esperienza della fragilità, e non lo siamo perché abitiamo in un posto capace di partorire idee come quella della “Cultura della cura”.  

Cinque associazioni, 50 volontari

Questo il nome del progetto presentato stamane a Gambettola, firmato da cinque associazioni di volontariato, Croce Verde di Gambettola, capofila, Pubblica Assistenza del Comprensorio del Rubicone, Croce Rossa Italiana – comitato di Cesenatico, Voce Amaranto e Acat Romagna, tutte operanti nel distretto dell’Unione Rubicone e mare, tutte provenienti da mondi diversi eppure profondamente unite dall’obiettivo comune del prendersi cura delle persone, e quindi, delle comunità.

Sono una cinquantina i volontari che le cinque associazioni hanno mobilitato, a titolo completamente gratuito, intorno al percorso destinatario di un finanziamento di 18.600 euro dell’assessorato alle Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna, DGR 29/2026, con fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il trauma, rassegna cinematografica

La somma servirà per mettere in fila di qui a dicembre 2027 un programma che prevede 11 film, cinque corsi di formazione e tre incontri dedicati agli stili di vita.  

Gli appuntamenti iniziano il 3 ottobre con la rassegna cinematografica “Le trame della cura – Il trauma”. La prima proiezione, ore 16 a Longiano nella Sala Fioravanti, vedrà sullo schermo Dogman di Luc Besson. A seguire dibattito con Mariella Allegretti, direttrice del dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche di Forlì-Cesena, e Mirca Grossi, vice presidente Aicat, modera Elide Giordani.

La rassegna proseguirà sabato 7 novembre alle ore 16 a Gambettola, nella Sala Fellini, con L’ultimo turno di Petra Volpe, che porta al centro l’empatia, la crisi del sistema sanitario e la pressione esercitata sul personale medico e assistenziale. Sabato 28 novembre alle 16, nella Sala Allende di Savignano sul Rubicone, sarà la volta di Sorry Baby di Eva Victor, un film che affronta il dolore e il difficile percorso dopo un’aggressione. Il primo ciclo si concluderà sabato 5 dicembre alle  15,30 a Cesenatico, con La mia famiglia a Taipei di Shih-Ching Tsou, incentrato sulla fragilità dei legami familiari e sui rapporti tra generazioni.

Al centro la formazione

Lunedì 19 ottobre a Borghi si terrà un corso teorico-pratico sulle emergenze pediatriche, dedicato alla disostruzione delle vie aeree e alle manovre di rianimazione.

Al centro dei singoli eventi il tema del trauma, che è anche il titolo del cineforum.  Un distacco, una perdita, una forma di violenza possono colpire tutti, tutti giorni, ma con l’aiuto e l’affiancamento di persone preparate, si possono superare. Per questo psicologi, psichiatri, giornalisti e altri professionisti parteciperanno al confronto diretto con il pubblico e il calendario prevede eventi di formazione.

“Tutti dovremmo imparare a fare determinate cose, per esempio una manovra salvavita, o attrezzarci per capire le persone che ci stanno intorno  – ha detto Jasmin Said della Pubblica assistenza del Rubicone –  perché siamo una società fragile”.

Gli incontri e gli appuntamenti saranno distribuiti fino a dicembre 2027 e su territorio dei nove comuni dell’Unione “perché siamo interconnessi – ha sottolineato Lorena Giovagnoli del comitato di Cesenatico della Croce Rossa, presente insieme al presidente Robertino Pasolini -. È la prima volta che abbiamo l’occasione di lavorare per una iniziativa che riguarda i nove Comuni insieme, crediamo molto nella collaborazione e nel coordinamento tra territori e ringraziamo per averci coinvolti”.

Una rete per capire i bisogni del territorio

“Intercettare le fragilità è complesso – ha aggiunto Marina Tosi di Voce Amaranto, associazione impegnata nella prevenzione della volenza contro la donna con lo sportello Alba -. Noi cerchiamo di agire con la prevenzione, destrutturare lo stereotipo e il pregiudizio in cui tutti siamo immersi e che è alla base della piramide dell’odio. Conoscere le associazioni, proporre un linguaggio comune, creare una rete sono i nostri strumenti”.

Capofila del progetto è la Croce Verde di Gambettola alla cui presidente, Patrizia Bianchi, si devono i primissimi passi dell’iniziativa, nata insieme a Ivano Marchi, volontario di Acat Romagna, associazione club alcolisti in trattamento e club alcologici territoriali. “Siamo convinti che il nostro metodo – ha detto Marchi – sia efficace in caso di uso di sostanze, che si tratti di alcool o droghe o simili e il cui uso porta sempre violenza. Possiamo quindi aiutare tutti coloro che vivono un disagio, perché possiamo contare su professionisti ed esperti”.

Il percorso si svolge in dialogo con il Distretto del Rubicone dell’Ausl Romagna , rappresentato stamane da Laura Farneti. “Il rapporto tra sanità e terzo settore è oggetto di riflessione – ha detto Farneti -. La sanità sta cambiando, l’avevamo relegata dentro i muri degli ospedali, ora sta uscendo perché la salute non è solo assenza della malattia ma anche intercettazione dei bisogni del territorio”.

Alla presentazione ha partecipato anche Cristina Bianchi assessora alla Sanità del Comune di Gambettola.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.