Il Papa ai giovani: “Scegliete il bene che dà la vita”

Dialogo aperto tra il Pontefice e i ragazzi che affollano lo Stade de France a San Denis: "Che molti siano estranei alla questione di Dio è un problema; ma lo è altrettanto che molti siano estranei alla questione dell’uomo”

Papa Leone alla Veglia con i giovani allo Stade de France. Foto Vatican Media

In 80mila, ieri sera, allo Stade de France per incontrare il pontefice. Leone XIV dialoga con ragazzi e ragazze francesi

“È l’uomo che si perde, dicendo che Dio è morto”

“La società in cui viviamo sembra essere indifferente a Dio. Ma il Signore non è indifferente verso di noi”. Lo ha detto il Papa, dialogando con i giovani durante la veglia di preghiera nello Stade de France a Saint-Denis, che ha accolto 80mila giovani. “Che molti siano estranei alla questione di Dio è un problema; ma lo è altrettanto che molti siano estranei alla questione dell’uomo”, ha esclamato Leone XIV: “Quante persone purtroppo si disinteressano del prossimo, vivendo in modo egoistico, oppure offendono i poveri, sprecando beni in cose vane. Quanti scartano l’innocente e il malato, pensando che ciascuno valga per ciò che produce. È l’uomo che si perde, dicendo che Dio è morto: se Dio non è con lui, l’uomo non ha più salvezza e smarrisce il senso dell’esistenza, che si riduce a un vicolo cieco o al nulla”. Dio non è mai indifferente all’uomo: “Coltivare un legame fraterno con coloro che non condividono la nostra fede contribuisce alla costruzione della società”, ha osservato il Papa: “inoltre può diventare un esercizio di fede e di carità, perché è impossibile testimoniare Cristo senza amare coloro ai quali vogliamo annunciarlo”.

“Mantenete un cuore aperto di fronte alle sofferenze dei vostri compagni”

“Non esiste fallimento dal quale Dio non possa sollevarci: la sua misericordia è la nostra gioia”, ha detto ai giovani papa Leone. Ansia e incertezza, ha detto Leone XIV, sono “stati d’animo molto diffusi, a causa della precarietà dei progetti sul futuro, della provvisorietà degli affetti e della fragilità delle relazioni”: “A questi sentimenti se ne aggiungono altri, che gravano sulla vostra generazione, come ad esempio l’affaticamento da schermo e l’ansia di fronte ai cambiamenti climatici o alla situazione economica e internazionale. Bisogna prestare un orecchio attento a questi sentimenti”, l’invito di Leone XIV, che ha esortato i giovani “a mantenere il cuore aperto di fronte alle sofferenze dei vostri compagni”.

“Non basta evitare il male, bisogna fare il bene”

“Non si tratta di un principio astratto, né di un’affermazione ovvia”, ha spiegato Leone XIV: “scegliere il bene è l’azione propria della libertà, compiendo la quale essa stessa si avvera, si corregge e matura. Per fare la scelta buona, ricordate questo criterio: “il bene dà la vita, non la toglie mai; il bene si prende cura, non prende per sé. Il bene non è un bel concetto, ma il volto raggiante dell’amore: è Dio in persona. Le virtù che san Paolo ci indica come riflessi della sua bontà sono queste: la giustizia verso l’umanità; la pietà e la fede verso Dio; la carità con tutti; la pazienza verso chi ci fa soffrire; la mitezza che contraddistingue chi cerca la pace con animo puro”. “I principi di uguaglianza e fratellanza che ispirano la vostra società trovano qui il loro fondamento – ha concluso il Papa – più che semplici prescrizioni legali, sono le scelte radicali e coraggiose di un cuore libero. Fare nostre queste qualità non è solo un impegno etico: è la scelta di diventare uomini e donne autentici, liberi da compromessi”.

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