Cesena
Addio a Mario Mercuriali
Fu preside del liceo Monti e del liceo Righi, sempre attento alle necessità degli studenti
È morto Mario Mercuriali.
Una vita da dirigente scolastico
Classe 1946, è stato preside del liceo “Monti” dal 1994 al 1998 e del liceo scientifico “Righi” di Cesena dal 1998-99 al 2004-05. Era membro attivo del Gruppo archeologico cesenate e autore di libri su Cesena e la sua storia. Nipote dell’attore di Hollywood Monty Banks, dedicò allo “zio d’America” una pubblicazione. Negli anni della direzione di don Piero Altieri, collaborò anche con il Corriere Cesenate.
Il cordoglio del Comune di Cesena
L’Amministrazione comunale di Cesena in una nota, esprime il proprio cordoglio per la morte dello storico dirigente scolastico, e. “Il professor Mercuriali – si legge nel testo – è stato un riferimento della scuola e della cultura cesenate. Dirigente scolastico dal 1984 al 2005, ha guidato importanti istituzioni scolastiche cittadine, tra cui il Liceo classico “Vincenzo Monti”, di cui è stato preside dal 1994 al 1998, e il Liceo scientifico “Augusto Righi”, che ha diretto dal 1998-99 al 2004-05. Alla lunga esperienza nella scuola ha inoltre affiancato una costante attività di ricerca e divulgazione, dedicata soprattutto alla storia, alla memoria e alla cultura del nostro territorio. Anche dopo il pensionamento ha continuato a essere una presenza attiva nel dibattito culturale locale mettendo a disposizione di noi tutti il proprio patrimonio di conoscenze e di testimonianze. La sua figura ha messo in relazione l’impegno educativo e istituzionale a una grande passione per la storia locale, in un percorso che ha contribuito a mantenere vivo il rapporto tra scuola, cultura e identità della città”.
Il ricordo di Lattuca e di de Pascale
Tanti gli studenti che lo ricordano come un preside dedito all’ascolto e attento alle necessità degli studenti. Tra questi, il sindaco di Cesena Enzo Lattuca e il presidente della Regione Michele de Pascale. “Ricorderemo sempre – scrivono in una nota congiunta – come ci accolse in Consiglio di istituto: noi giovani rappresentanti degli studenti, lui preside a fine carriera. Ci prese sul serio, riconobbe la nostra rappresentanza democratica e la nostra dignità di interlocutori, senza reprimere la nostra esuberanza né approfittare della nostra inesperienza. Lasciandoci fare e lasciandoci sbagliare, con pochi consigli e qualche rimbrotto, ci fece crescere e maturare. La sua soddisfazione, condivisa negli anni seguenti, per averci dato fiducia, è il ricordo più bello. Alla sua famiglia le nostre più sentite condoglianze”.
*** NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO ***