Benvenuta alla Voce. La diocesi di Ferrara-Comacchio entra nel nostro settimanale. Il direttore: “Insieme è più bello 2”

Andrea Musacci vicedirettore della nuova edizione

Le prime pagine delle nostre quattro edizioni di questa settimana: La Voce, Il Piccolo, Corriere Cesenate e Risveglio di questa settimana.
Le prime pagine delle nostre quattro edizioni di questa settimana: La Voce, Il Piccolo, Corriere Cesenate e Risveglio di questa settimana.

Si allarga la famiglia del nostro settimanale interdiocesano

Il progetto si espande

Da questa settimana la nostra edizione cartacea si arricchisce di una prospettiva in più. È uscita giovedì per la prima volta l’edizione ferrarese del nostro settimanale interdiocesano. Con Faenza-Modigliana, Cesena-Sarsina e Ravenna-Cervia, nel nostro progetto, avviato nel 2021, entra la diocesi di Ferrara-Comacchio, che finora ha pubblicato il settimanale La Voce.

Dall’Appennino alle Valli di Comacchio

Un traguardo che ci sta impegnando da diversi mesi, fortemente voluto dall’arcivescovo, monsignor Gian Carlo Perego e dal vicario generale don Massimo Manservigi. Il nostro sguardo si allarga, quindi, dall’Appennino alle Valli di Comacchio, potremmo dire. Ma soprattutto si arricchisce della vita e della storia di quel territorio.

Benvenuto Andrea, grazie a don Massimo

Come i lettori possono leggere nelle diverse gerenze, Andrea Musacci è stato nominato vicedirettore per l’edizione di Ferrara. A don Massimo che lascia la direzione, il grazie e gli auguri da parte di tutta la nostra grande famiglia.

Di seguito, in argomento, pubblichiamo l’editoriale di questa settimana, a firma del nostro direttore, Francesco Zanotti

“Insieme è più bello 2”. L’editoriale del nostro direttore, Francesco Zanotti

«Insieme è più bello». Così scrivemmo cinque anni fa all’inizio della nostra nuova avventura come settimanale interdiocesano fra Cesena, Faenza e Ravenna. Oggi è ancora più bello visto che siamo diventati quattro. Da questo numero si aggiunge l’edizione ferrarese, La Voce di Ferrara-Comacchio. La nostra produzione minima passa a 72 pagine, ogni sette giorni. A questo si aggiunge tutta la produzione in ambiente digitale, tra siti e social network, ormai un flusso continuo, con una considerazione (reputation, in inglese) e una visibilità che crescono giorno dopo giorno. Siamo grati al nostro editore che ci ha creduto. In primis ai vescovi, cui si è aggiunto monsignor Gian Carlo Perego che ha voluto in maniera decisa questo passaggio per assegnare maggiore forza alla Voce.

Nulla è escluso dal nostro interesse

Con questa nuova operazione il settimanale della Diocesi di Ferrara-Comacchio entra in una famiglia più ampia, che scruta la realtà da diversi punti di vista, a partire da quelli dei nostri quattro territori che ora vanno dall’Appennino alle Valli, per fornire in uno slogan un’immagine plastica di quanto stiamo mettendo in campo. Nulla viene tolto alla singola redazione e alla presenza in loco, come questi primi cinque anni e mezzo tra Cesena, Faenza e Ravenna dimostrano con evidenza quotidiana. Si condivide un’esperienza lavorativa, ma anche una missione che ci vede impegnati in un flusso di news senza soste. In questo ambiente così complesso, in gran parte fluido, desideriamo esserci per portare la nostra originalità.

Immutata la vocazione del giornale

La vocazione dei giornali diocesani nel tempo non è mutata: rimane quella di favorire il confronto e il dialogo, suscitare domande, raccontare storie di vita, leggere la realtà alla luce dell’esperienza cristiana. Proprio come fecero i tanti che ci hanno preceduto già dal finire del 1800 (Il Piccolo di Faenza è del 1899 e Il Risveglio di Ravenna del 1902). Nulla è escluso dal nostro interesse. Se Gesù Cristo si è incarnato significa che ha condiviso tutto della nostra natura umana, come dimostrò a Cana, quando a una festa di nozze trasformò l’acqua in vino.

Ci stanno a cuore le persone

Nell’agorà dei media noi desideriamo starci. Oggi in quattro, insieme, con il nostro punto di vista dichiarato fin dalla testata: siamo i giornali di informazione delle nostre Diocesi. Questa chiara appartenenza ci assegna una grande libertà. Ci stanno a cuore le persone perché in ognuna di esse è stampato il volto di Dio.