Pellegrinaggio al Monte di inizio anno scolastico

Santa Messa e affidamento a Maria. Il ringraziamento dell'abate agli "studenti ciceroni"

Oggi pomeriggio, studenti, insegnanti ed educatori si sono recati in pellegrinaggio alla basilica del Monte (Cesena) per l’affidamento dell’anno scolastico a Maria, partendo dal giardino della scuola del Sacro Cuore.

L’appuntamento, promosso dall’Ufficio per la pastorale scolastica, dalla Pastorale giovanile (PgX), in collaborazione con l’Ufficio per l’Insegnamento della religione cattolica (Irc), ha visto la celebrazione di una Santa Messa alle 17 (prefestiva).

Una festa irrinunciabile

Nell’omelia di don Stefano Pasolini, responsabile ufficio Irc della Diocesi, sono state richiamate le letture del giorno, a partire dal profeta Isaia: «Il Signore prepara per tutti i popoli un banchetto grande, di cibi grassi, di vini eccellenti. Il Signore strappa il velo che copre la faccia, cioè le fatiche, l’incertezza, il buio. E anche Gesù, in questa ennesima parabola che ascoltiamo in questa domenica, parla di questa festa di nozze. Tutto è pronto. E la preoccupazione che ha Gesù è che nessuno rinunci alla festa preparata. E cosa c’entra questo con il nostro compito, col nostro lavoro di insegnanti, educatori, dei ragazzi che vivono la scuola, dei genitori che vengono coinvolti in questo compito? Ci fa pensare immediatamente che quello che stiamo vivendo è proprio questa grandezza».

«Dobbiamo chiedere come prima grazia alla Vergine Maria, verso il cui quadro abbiamo camminato, che ci accoglie in questa sua magnifica casa, di guardare il lavoro che facciamo, la fatica dello studio, l’impegno delle nostre famiglie, come all’invito a nozze – ha continuato don Stefano -. Perché è lì che Gesù ci dice: “Guardate che tutto è pronto per voi”. E allora anche la nostra fatica prende un volto diverso. Perché non stiamo lì, non siamo lì così senza un cuore, senza un’intuizione, e non facciamo neanche finta che non ci sia la fatica. In questi giorni tutti abbiamo giudicato la ripresa, anche voi ragazzi. Ci sta l’ansia, siamo fatti tutti di carne e di ossa. Non dobbiamo neanche fare finta che ci sia una festa senza la fatica».

Tutta la nostra vita dev’essere adeguata

La parabola finisce con «il padrone delle nozze caccia via quello che non aveva l’abito. Perché non basta stare lì, fare finta che tutto vada bene. È un bel pensiero, una bella idea sul nostro lavoro. Occorre che tutta la nostra vita sia adeguata, ci abiti questo abito per lavorare, per aiutare i più giovani, i più piccoli ad incontrare appunto la bellezza che il Signore ha preparato per noi. E Gesù paragona questa festa di nozze al regno dei cieli, cioè alla felicità che il cuore di ognuno di noi desidera, e che il nostro darci da fare in qualche modo dev’essere. E che il Signore ci dia anche quella libertà di cui ci ha parlato San Paolo nella seconda lettura».

Don Stefano ha ricordato la fonte della forza per il cristiano: «Tutto posso in colui che mi dà la forza. La nostra forza non è un esercizio della nostra volontà a resistere nelle situazioni in cui siamo, ma è confidare veramente in colui che abbraccia continuamente la nostra vita e ci rende capaci anche di quella libertà nei confronti dell’insuccesso, nei confronti delle fatiche, nei confronti dell’incomprensione, perché veramente il Signore ha preso la nostra vita. La Vergine Maria accolga i nostri propositi, ci accompagni e ci protegga in questo mandato, perché nessuno di noi sia lontano da quel banchetto già pronto che il Signore e la vita della Chiesa hanno già preparato per ciascuno di noi».

Un cammino condiviso

Don Enrico Venturi, incaricato diocesano per la Pastorale Giovanile, ha ringraziato per il cammino comune con la Pastorale scolastica «ci affidiamo ancora una volta al Signore che doni frutti attraverso il suo Spirito per questo anno e per il tempo che viviamo, chi nella propria vocazione, chi nel proprio lavoro, chi nella propria personalità».

Il ringraziamento agli “studenti ciceroni”

L’abate dom Mauro Maccarinelli ha rivolto poi a tutti un cordiale saluto, ringraziando in particolare gli studenti del Liceo Monti, coinvolti come “ciceroni” in occasione delle visite in abbazia organizzate nel fine settimana per le giornate del Fai: «la scuola è proprio un’officina fondamentale, insieme alla famiglia, nella costruzione della personalità. Abbiamo visto dei ragazzi veramente convinti e appassionati di un’esperienza bellissima».