L’ingresso di don Filippo Cappelli come nuovo parroco di Sant’Egidio

Ieri sera la Messa presieduta dall'arcivescovo Caiazzo: "Hai capito subito e in pieno il momento che la nostra diocesi doveva affrontare". La fotogallery

Foto: Sandra e Urbano fotografi (Cesena)

La comunità parrocchiale di Sant’Egidio di Cesena ha accolto ieri sera con calore il suo nuovo parroco, don Filippo Cappelli.

Parrocchiani vecchi e nuovi e biker

Il vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo ha presieduto l’Eucarestia. All’altare con lui tanti diaconi e sacerdoti. Gremita la chiesa con una buona rappresentanza di fedeli anche dalle parrocchie di Budrio e Badia, che don Filippo ha guidato negli ultimi dieci anni e che ora attendono l’arrivo di don Alessandro Manzi, mercoledì 21 ottobre alle 20,30. Presenti diversi motociclisti, venuti a salutare il sacerdote, grande appassionato di moto e coordinatore per la Cei del tavolo di lavoro per la pastorale della strada. “Nella vita siamo chiamati a percorrere strade che il Signore ci indica man mano che andiamo avanti e riconosciamo che l’autore della storia – e quindi chi è che realmente conduce la storia e ci aiuta a scrivere pagine nuove di storia – è sempre il Signore, perché lui è il principio e la fine”, ha detto il presule all’omelia.

Cristo in mezzo a noi

“Un sacerdote – ha proseguito monsignor Caiazzo – è segno della presenza di Cristo ed è Cristo che viene in mezzo a noi e ci manifesta il suo amore, la sua luce e ci dona la sua grazia”, con la consapevolezza che ogni sacerdote è diverso dall’altro è che questo è “una ricchezza”. Da qui una riflessione sulle “mani consacrate del sacerdote, attraverso le quali oggi il Signore agisce, opera e fa meraviglie” e sulla figura del prete come “colui che è chiamato a camminare come pastore, a precedere, a stare in mezzo al gregge e a stare dietro al gregge sempre e comunque”.

Percorrere strade nuove

Da monsignor Caiazzo, un saluto a don Filippo: “Ti aspetta non una nuova sfida, ma una novità di Dio, perché il Signore fa nuove tutte le cose. Tu continui un cammino che avevi già iniziato tanti anni fa (come viceparroco a Sant’Egidio, ndr). Adesso il Signore ti chiede di percorrere strade nuove, che in parte conosci, ma con un popolo che ha bisogno di Dio e Dio si serve di te”. Infine un grazie sincero: “perché, fin dall’inizio, sei stato uno dei sacerdoti che ha capito in pieno il momento che la nostra diocesi doveva affrontare e attraverso i tanti cambi che ci sono stati. Non c’è stato giorno che non mi hai incoraggiato e sostenuto ad andare avanti. Un vescovo ha bisogno di sentire i suoi preti vicino e ha bisogno di sentirsi incoraggiato anche dai preti e tu questo l’hai fatto. Grazie davvero di cuore”.

L’accoglienza della comunità

Un “grazie per aver accettato di svolgere il tuo ministero sacerdotale qui in mezzo a noi”, anche da Francesco Graffiedi, in rappresentanza della parrocchia, dopo aver salutato e ringraziato con affetto l’ex parroco don Gabriele Foschi e l’ex cappellano don Enrico Venturi. “Siamo sicuri che ti aspetta una bella avventura, ma non in sella a una moto – ha detto Graffiedi -. Ti attende e ti accoglie nella gioia una comunità con tanti pregi e altrettanti difetti, ma compatta e unita nel desiderare di camminare incontro al Signore ogni giorno facendo la sua volontà. E proprio oggi il Dio dell’amore ci dice, tramite il vescovo, che ti ha chiamato e che non siamo soli: abbiamo un pastore, una guida, un padre, un maestro, uno con un corredo di lauree da fare invidia. Ti assicuriamo il nostro impegno e la nostra disponibilità a lasciarci fare, a collaborare e crescere sempre di più nella fede e nell”amore fraterno che Gesù ci insegna”.

Il grazie del nuovo parroco

Ai ringraziamenti si è unito anche lo stesso don Filippo Cappelli, “prima di tutto – ha detto – a chi ha voluto tutti noi qui, che è il nostro Signore Gesù, e poi al vescovo che ha avuto fiducia nella possibilità che potessi guidare, pur con tutti i miei limiti, una parrocchia così bella e così piena. E di questo ringrazio veramente Sua Eccellenza perché so con quanta fatica è riuscito a “incastrare” i vari preti, perché scegliere i parroci non è come scegliere le mele al mercato: bisogna capire tante esigenze di ognuno, di una parrocchia, di un sacerdote, e lì bisogna veramente andare nell’animo della persona”. Infine un riferimento ai “grandi preti che mi hanno preceduto” e al futuro della comunità: “Se qualcosa verrà fatto di buono allora si potrà dire, visti tutti i miei limiti, che non è stato don Filippo, ma è stata la forza del Signore che attraverso quel suo piccolo strumento di don Filippo è riuscito a compiere qualcosa di buono”.


Di seguito, la fotogallery a cura di Sandra e Urbano fotografi (Cesena).

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