Il cuore si ferma, l’Ecmo di Cesena salva una ragazza di 19 anni

Arresto cardiaco per una giovane turista tedesca, che ora sta bene

I medici dell’Anestesia e Rianimazione insieme al personale medico e infermieristico dell’Ecmo Team dell'Ospedale Bufalini di Cesena

A Cesena una giovane turista tedesca di 19 anni, nelle scorse settimane, è stata colpita da un arresto cardiaco.

Arresto “refrattario”

Il cuore della ragazza si è fermato e non è ripartito nemmeno con le manovre di rianimazione abituali. Si parla in questi casi di arresto “refrattario” e le possibilità di sopravvivere sono minime. Oggi la ragazza sta bene ed è tornata nel suo Paese. Il merito è di una rete di soccorso in cui ogni passaggio ha funzionato al momento giusto, a cominciare dal primo, il più delicato, avvenuto a Cesena. A darne notizia è l’Ausl Romagna.

Al Pronto soccorso del Bufalini

Tutto comincia con l’intervento del 118 Romagna Soccorso a Cesena. I soccorritori hanno usato un massaggiatore cardiaco meccanico, un apparecchio che comprime il torace in modo continuo e tiene in circolo il sangue, e hanno portato la giovane al Pronto soccorso dell’ospedale Bufalini, diretto dalla dottoressa Raffaella Francesconi. Qui sono stati eseguiti gli esami e le prime terapie, in collaborazione con i colleghi della Cardiologia.

Ecmo Team in azione

Poi è entrata in azione l’Ecmo Team, di cui è responsabile il dottor Alessandro Circelli dell’Unità operativa Anestesia e Rianimazione. I rianimatori hanno collegato la ragazza all’Ecmo, una macchina che sostituisce per un po’ cuore e polmoni: preleva il sangue, lo ossigena e lo rimette in circolo, così gli organi, a cominciare dal cervello, non soffrono mentre si cerca di risolvere la causa dell’arresto. Un intervento rapido, attivato subito dopo l’arrivo in Pronto soccorso, che ha dato alla giovane il tempo necessario per proseguire le cure.

Rete di cure

Una volta stabilizzata, la paziente è stata trasferita alla Cardiochirurgia dell’ospedale Villa Maria Cecilia di Cotignola, diretta dal professor Carlo Savini. Qui la circolazione è stata sostenuta con l’Impella, una piccola pompa che, inserita nel cuore, lo aiuta a spingere il sangue quando da solo non ce la fa. Infine il passaggio alla Cardiochirurgia del Sant’Orsola di Bologna, diretta dal professor Davide Pacini, dove il recupero è stato progressivo fino al rientro in un ospedale tedesco, nel suo Paese d’origine.