Dalla Chiesa
Carlo Casini, aperta la causa di beatificazione
Fu magistrato e politico, tra i fondatori del Movimento per la Vita. L'annuncio della diocesi di Roma
La diocesi di Roma annuncia l’apertura della causa di beatificazione di Carlo Casini (1935-2020), magistrato e politico.
Apertura dell’inchiesta
La sessione di apertura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, la fama di santità e i segni del servo di Dio Carlo Casini, laico e padre di famiglia, si terrà venerdì 11 dicembre, alle 12, nell’Aula della Conciliazione, costituita per il Tribunale nel Palazzo Apostolico Lateranense. Presiede il rito il cardinale vicario Baldassare Reina. Il Tribunale che conduce l’inchiesta diocesana è composto da monsignor Giuseppe D’Alonzo, delegato episcopale, don Andrea De Matteis, promotore di giustizia e Marcello Terramani, notaro attuario. Postulatore della causa è Nicola Gori. Ne dà notizia, sul proprio sito internet, la diocesi di Roma.
La biografia. Sempre in difesa della vita
Nato a Firenze il 4 marzo 1935, Carlo Casini era l’ottavo di nove figli. Cresciuto in una famiglia semplice e profondamente cristiana, maturò fin da giovane un forte impegno nella vita ecclesiale, nell’Azione Cattolica e nella propria comunità parrocchiale. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Firenze, dove fu allievo di Giorgio La Pira, entrò in magistratura nel 1961, esercitando la professione prima a Empoli, poi a Firenze e in seguito presso la Corte di Cassazione.
Il 2 luglio 1964 sposò Maria Nitti. Dalla loro unione nacquero quattro figli, Marina, Francesco, Donatella e Marco, ai quali si aggiunsero Benedetta e Donato. La famiglia fu per lui il luogo fondamentale della vocazione all’amore e al dono di sé, vissuta insieme all’impegno professionale e pubblico. Negli anni Settanta, confrontandosi con il dramma dell’aborto durante il servizio in magistratura, maturò la convinzione che la difesa della vita umana, fin dal concepimento, dovesse diventare la sua principale missione. Nel 1975 contribuì alla nascita a Firenze del primo Centro di aiuto alla vita (Cav) e fu tra i fondatori del Movimento per la Vita italiano, di cui divenne presidente nazionale dal 1990 al 2015 e poi presidente onorario. Sotto la sua guida si svilupparono una rete di Centri di Aiuto alla vita e Case di accoglienza, oltre a servizi come Sos Vita e Progetto Gemma, a sostegno delle donne, delle coppie e delle famiglie in difficoltà.
Accanto all’attività associativa, svolse un’intensa attività politica e istituzionale. Fu deputato al Parlamento italiano (con Dc, Ppi, Ccd e Cdu) e membro del Parlamento europeo (nel Ppe) dal 1979 al 1994, dove presiedette la Commissione giuridica e la Commissione affari costituzionali. Fu membro della Pontificia accademia per la Vita e del Comitato nazionale per la Bioetica, oltre che docente di bioetica, biodiritto e dottrina sociale della Chiesa all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum.
“La sua testimonianza – scrive la diocesi di Roma, argomentando l’apertura della causa di beatificazione – non si limitò all’impegno culturale, giuridico e politico. La preghiera, l’amore per la famiglia, l’attenzione ai più fragili e la fiducia nella Provvidenza furono tratti costanti della sua spiritualità. Amico di san Giovanni Paolo II e di santa Teresa di Calcutta, seppe unire la fermezza delle proprie convinzioni al rispetto per le persone, vivendo l’impegno pubblico come servizio alla Chiesa e alla società”.
Morì a Roma il 23 marzo 2020, dopo aver affrontato la malattia della sla con profonda fede e abbandono alla volontà di Dio, circondato dall’affetto della moglie e dei figli. La sua eredità continua nell’opera del Movimento per la vita, nell’associazione Amici di Carlo Casini e nelle numerose iniziative che ne custodiscono e diffondono la testimonianza.