Valle Savio
A Bagno di Romagna la Festa del Perdono
Dal 13 al 16 marzo torna l'appuntamento che si tramanda da secoli. Per la prima volta con l'arcivescovo Caiazzo
Ci stiamo avvicinando anche quest’anno alla “Festa del Perdono”, un appuntamento religioso molto sentito e vissuto da secoli dall’intera comunità di Bagno di Romagna.
Il programma della festa
Giovedì 12 marzo, alle 16, ci sarà la Deposizione del Santissimo Crocifisso al centro della Basilica di Santa Maria Assunta.
Venerdì 13 marzo, alle 11,15, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo presiederà la solenne Concelebrazione eucaristica in Basilica, con la partecipazione degli studenti e della corale parrocchiale. È la prima volta che monsignor Caiazzo celebrerà la Messa del Perdono. Nel pomeriggio, alle 17 si reciterà il Rosario, seguito dalla Messa alle 17,30
Domenica 16 marzo, alle 11,15, sarà celebrata l’Eucarestia, mentre, alle 16,30 si svolgerà la solenne processione con il Crocifisso lungo le vie del paese, seguita da un’altra Messa in Basilica. Infine, alle 19, sarà possibile il bacio al Crocifisso. Al termine, il riposizionamento della croce lignea sull’altare dedicato.
Il saluto a don Alfiero
La Festa del Perdono sarà anche l’occasione per salutare e ringraziare dal profondo del cuore e con sentimenti di gratitudine e di affetto il Parroco, monsignor Alfiero Rossi che, in vari modi, ha servito la parrocchia di Bagno per questi ultimi 54 anni, profondendo impegno e tutto il suo tempo con dedizione e spirito sacerdotale, aggiungendo per altro, a partire dal 2018, anche il servizio pastorale di parroco nelle comunità di Verghereto, delle Balze, delle Ville e di Montecoronaro.
Un’antica tradizione
Da tantissimo tempo si vive e si concede la Perdonanza nel territorio bagnese, sin da quando alcuni sacerdoti passavano con generosità di parrocchia in parrocchia, permettendo in tal modo anche ai fedeli più lontani dal centro abitato, in prevalenza i contadini delle sperdute e disagiate vallate dell’entroterra, di riscoprire e di vivere da vicino il sacramento della Confessione, cioè della Misericordia e del Perdono divini. Tutto ciò ha contribuito a rafforzare la fede, mantenendone vivi i caratteri di genuinità popolare anche nei secoli successivi e a far divenire il sentimento religioso un elemento identitario e centrale nella vita dei territori di montagna, come quello dell’Alto Savio.
Quando ci si chiede, nei dibattiti culturali odierni, perché il sentimento della fede e l’attaccamento ai valori trasmessi dalla fede stessa siano ancora così forti nei territori della montagna, in un mondo che invece ormai si avvia a una sempre più marcata secolarizzazione, occorrerebbe andare a studiare e anche a riscoprire le sane radici culturali e religiose delle popolazioni montane: la Festa del Perdono è una delle risposte a questi interrogativi. Ci sono delle radici che non si possono estirpare: il perdono è una una di queste, soprattutto per i fedeli di Bagno di Romagna.
La Festa del Perdono si struttura in due distinte fasi: in primis, l’indulgenza plenaria, cioè l’assoluzione della pena dovuta per i peccati commessi, concessa a tutti coloro che si saranno avvicinati al sacramento della Confessione, mostrando un profondo e sincero pentimento; in secondo luogo la Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo. Due sono a questo proposito i simboli della profondissima devozione popolare: il Sacro corporale e il Crocifisso ligneo.
Miracolo eucaristico e precetto pasquale, i privilegi di Bagno
Del Miracolo eucaristico si sa con certezza che avvenne nel lontano 1412, quando il monaco camaldolese Lazzaro, veneto, mentre era intento a “celebrare il divino Sacrificio, fu occupata la sua mente, per opera diabolica, da un forte dubbio intorno alla reale presenza di Gesù in Sacramento; quand’ecco vide mettersi in ebollizione le sacre specie, riversarsi fuori dal calice e spandersi sopra il Corporale in forma di vivo e palpitante sangue”.
Del Crocifisso ligneo si può constatare la sua grandezza quasi naturale e far risalire la sua composizione scultorea al Quattrocento, realizzata dal Maestro di Bagno. In base al privilegio concesso da diversi Pontefici, la devozione a esso permette di soddisfare in anticipo il precetto pasquale.
Bagno di Romagna condivide il raro privilegio del Miracolo eucaristico assieme a poche altre località italiane, fra cui vale la pena ricordare Lanciano (IV secolo d.C.), Ferrara (XII secolo), Bolsena (forse il più celebre, avvenuto nel 1263) e Cascia (XIV secolo).
La Perdonanza
Per concludere con i riferimenti storici, è necessario aggiungere che la Perdonanza è stata istituita ufficialmente nel 1294 da papa Celestino V. Egli decretò la remissione dei peccati e l’assoluzione dalla pena per tutti coloro che, visitando devotamente la Basilica abruzzese di Collemaggio nel giorno del 29 agosto, si fossero sinceramente pentiti di atti illeciti compiuti verso il prossimo. Il Papa introdusse pertanto il concetto chiave di “riconciliazione” tra Dio e gli uomini, che implica il superamento della “rottura”, derivante dal peccato: concetto importante, ripreso da Paolo VI in occasione del Giubileo 1975.
Una nuova tappa spirituale
In un mondo segnato purtroppo da un numero sempre più crescente di conflitti e di tragedie umanitarie e da un clima preoccupante anche per il livello di indifferenza e, ancor peggio, di cinismo mascherato da realismo, possiamo e dobbiamo auspicare che la ricorrenza solenne del Perdono rappresenti una nuova tappa del percorso spirituale e morale verso “una società dell’amore” o, comunque, più buona. Una società che sappia davvero mettere al centro di tutto Dio e che sappia accantonare l’io egoista e individualista. E proprio Dio e solo Dio sa quanto ce ne sia bisogno oggi, in ogni luogo del pianeta.