“Accettiamo con serenità e disponibilità il nuovo pastore”. Una riflessione dopo le nomine

"Due buoni consigli a chi fa fatica ad accettare di primo acchito le decisioni del vescovo". La lettera

Campanile del Duomo di Cesena

Ieri mattina l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, vescovo di Cesena-Sarsina, ha reso note le nomine. Diverse le comunità coinvolte, che nei prossimi mesi vedranno il succedersi di un parroco. Al link, la notizia di ieri alle 12.

A questo proposito, pubblichiamo le riflessioni di Massimo Pieri (Pepe) di Cesena.

“Non è scritto da nessuna parte che i parroci devono stare nella loro parrocchia per tutta la vita”

Carissimi, sono giorni di fermento questi che stiamo vivendo in cui il vescovo ha deciso di spostare alcuni sacerdoti dalle loro parrocchie a quelle nuove. E qui scatta la lamentela. Ho avuto modo di parlare con diverse persone e di spiegargli qual è l’atteggiamento giusto che bisogna avere in questi casi: 

1) La voce del vescovo è la voce di Dio. E quindi la dobbiamo ascoltare in ciò che ci chiede nella pura obbedienza. 

2) Non è scritto da nessuna parte che i parroci devono stare nella loro parrocchia per tutta la vita, anche se molti di loro sono rimasti parroci per tanti anni. 

3) Oggi non più possibile (vista la scarsissima presenza di vocazioni all’interno dei seminari e oltre) lasciare i parroci delle loro parrocchie. Ci sono tante parrocchie che sono senza parroco e che hanno gli stessi diritti di noi che abbiamo avuto sempre il parroco.

4) Il vescovo sa sempre chi mandare. Certamente si è confrontato con i sacerdoti. Accettiamo con serenità e con gioia il nuovo pastore che il Signore attraverso il vescovo ci manda. Facciamogli sentire tutta la nostra felicità e disponibilità ad aiutarlo, e l’accoglienza della fraternità e nell’amore come buone pecore nei confronti del loro pastore.

5) Preghiamo perché il Signore mandi operai alla sua messe. Preghiamo perché il pastore e il suo gregge possano iniziare subito a collaborare per far sì che la parrocchia continui ad animare le attività pastorali, con collaborazione, umiltà e serietà. Preghiamo per i nostri sacerdoti anziani, per quelli assistiti in ospedale, per quelli che sono nella casa del clero e che hanno iniziato a camminare verso l’incontro con il Signore. Facciamogli sentire tutta la nostra gratitudine per i servizi che hanno svolto. Perdoniamoli se qualche volta hanno sbagliato in un eccesso di fiducia nei confronti di alcune pecore e meno in altre… Sono uomini come noi, fragili, con i loro difetti e soprattutto con i loro pregi.

Ecco, ci tenevo a dare due indicazioni, due buoni consigli a chi fa fatica ad accettare di primo acchito le decisioni del vescovo. Grazie.