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Addio a Beppe Savoldi, una vita da goleador
È deceduto ieri a 79 anni. Atalanta, Bologna e Napoli sono state le sue squadre
Per tre volte è stato capocannoniere della serie A. Solo quattro le presenze in Nazionale e una rete su rigore
All’attivo 168 reti
È morto ieri a Bergamo, a 79 anni, uno dei più grandi attaccanti del calcio italiano: Giuseppe (Beppe) Savoldi. Nato a Gorlago (Bergamo) il 21 gennaio 1947, in 18 anni di carriera, dal 1965 al 1983, ha giocato in tre squadre: Atalanta (per due volte), Bologna (per due volte) e Napoli. Con i nerazzurri bergamaschi, ha segnato la sua prima marcatura in serie A durante Lazio-Atalanta 1-3 del 9 ottobre 1966. Iniziò così una sfavillante carriera che lo ha portato a disputare 405 partite in A e a coronarle con 168 gol, cifra che posiziona Savoldi al 15esimo posto tra i migliori cannonieri di tutti i tempi nella categoria. I gol sono distribuiti così: 17 nell’Atalanta, 96 nel Bologna e 55 nel Napoli.
Una vita da goleador
In più, il centravanti bergamasco è detentore del record del maggior numero di presenze tra i migliori 10 bomber di una stagione del massimo campionato italiano, 12 volte. Savoldi ha trascorso la parte più importante della sua carriera all’ombra delle due torri e alle pendici del Vesuvio. Nel Bologna ha vinto due Coppe Italia nel biennio 1970-1974, una Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1970, una classifica cannonieri di serie A nel 1973 con 17 gol (ex aequo con Paolo Pulici del Torino e Gianni Rivera del Milan) e due classifiche cannonieri di Coppa Italia nel biennio 1970-1974, segnando rispettivamente sei e 10 reti.
Mister due miliardi
Nelle fila degli emiliano-romagnoli visse un episodio particolare. Durante Ascoli-Bologna 1-3 di campionato del 12 gennaio 1975, segnò una rete, ma il raccattapalle Domenico Citeroni, da dietro la porta, respinse il pallone in campo volontariamente, inducendo l’arbitro Enzo Barbaresco a invalidare la marcatura. Nell’estate 1975 il Bologna lo cedette al Napoli per un miliardo e 400 milioni di lire, il cartellino di Sergio Clerici e la comproprietà di Rosario Rampanti. Siccome Clerici e la metà di Rampanti vennero valutati ulteriori 600 milioni di lire, Savoldi venne soprannominato “Mister due miliardi”.
Per tre volte re dei bomber, come Gigi Riva
Con i partenopei si aggiudicò una Coppa Italia nel 1976, una Coppa di Lega Italo-Inglese sempre nel 1976 e una classifica cannonieri di Coppa Italia nel 1978 con 12 reti. Essendo stato per tre volte il re dei bomber di Coppa Italia, eguagliò il record di Gigi Riva come giocatore ad aver vinto la classifica cannonieri della stessa per il maggior numero di volte. Mettendo a segno quattro gol in 90 minuti in Napoli-Juventus 5-0 del 4 maggio 1978 sempre in Coppa Italia, è il quarto calciatore (su quattro) ad aver rifilato una quaterna alla Juventus dopo Silvio Piola in Lazio-Juventus 5-3 dell’ 8 novembre 1942 (serie A), Josef Hamerl in Wiener Sportklub-Juventus 7-0 dell’ 1 ottobre 1958 (Coppa dei Campioni) e José Altafini in Milan-Juventus 5-1 del 12 novembre 1961 (serie A).
Dopo il calcio giocato, 14 anni da allenatore
Con il Bologna, Savoldi mise a segno la sua ultima rete in A in Bologna-Udinese 2-1 del 27 aprile 1980, su calcio di rigore. Segnò cinque gol contro il Cesena: Cesena-Bologna 1-3 del 3 settembre 1969 (Coppa Italia), Bologna-Cesena 1-0 del 6 settembre 1972 (Coppa Italia), Cesena-Bologna 2-2 del 26 gennaio 1975 (serie A), Napoli-Cesena 2-0 del 19 ottobre 1975 (serie A) e Cesena-Napoli 0-2 del 3 aprile 1977 (serie A). Dopo aver vinto un oro ai Giochi del Mediterraneo del 1967 con l’Italia Under-21, giocò quattro match anche con la Nazionale maggiore, con una rete su rigore segnata nell’amichevole Italia-Grecia 3-2 del 30 dicembre 1975, disputata a Firenze. Appesi gli scarpini al chiodo, allenò nove squadre in 14 anni (dal 1988 al 2002): Telgate, Carrarese, Spezia, Lecco, Massese, Saronno, Siena, Leffe (non più esistente) e Valle d’Aosta (non più esistente).