Addio all’ex calciatore e allenatore del Cesena Paolo Ferrario

Aveva 83 anni. L'esordio nel Milan come riserva di José Altafini

Paolo Ferrario in un'azione in campo (foto: Pier Giorgio Marini)

Quattro giorni fa (ma la notizia è stata resa nota soltanto oggi) è morto a Cesenatico, a 83 anni, Paolo Ferrario.

L’esordio in A a 17 anni

Nato a Milano l’1 marzo 1942, è stato un attaccante talentuoso. Dal 1959 al 1975 ha militato in dieci formazioni: Milan (per tre volte), Lazio (per due volte), Monza, Cesena (per due volte), Bologna, Varese, Perugia, Ternana, Bellaria e Novese. Ha esordito a 17 anni in serie A con il Milan in Padova-Milan 2-0 del 15 novembre 1959 e ci ha giocato per cinque stagioni, mettendo a referto 19 reti con il quintetto Milan-Lazio-Bologna-Varese-Ternana. Strepitosa e particolare la stagione 1964-1965 con i rossoneri. Partito come riserva di José Altafini, è divenuto titolare a causa di diverbi tra il campione brasiliano e la società. Nel periodo, Ferrario ha segnato 12 gol, portando il Milan momentaneamente in testa alla classifica con nove punti di vantaggio sull’Inter. Quando Altafini si è riappacificato con i dirigenti meneghini, il giocatore milanese è tornato panchinaro e i rossoneri hanno poi perso lo scudetto in favore dei nerazzurri. Ha vinto, con il Milan, due Tornei di Viareggio nel 1959 e nel 1960.

Paolo Ferrario (foto: PG Marini)

Il “Trio dagli occhi chiusi”

Con il Cesena ha giocato quattro stagioni, nel 1966-1967 in serie C e dal 1969 al 1972 in serie B. Sulle rive del Savio ha segnato 36 gol (21 in B, 13 in C e due in Coppa Italia). È stata conteggiata anche la rete segnata in Cesena-Napoli 1-0 del 4 novembre 1970 in Coppa Italia, risultato trasformato dalla Caf in un 0-2 a tavolino per i partenopei, a causa della presenza irregolare in campo del cesenate Renzo Ragonesi, deceduto lo scorso 13 gennaio (vedi notizia al link in coda all’articolo). Sempre in bianconero, è stato protagonista involontario di un episodio curioso. Dopo la pubblicazione di una raccolta di figurine di giocatori del Cesena dal 1971 al 1973, divenne noto come membro del “Trio dagli occhi chiusi”, insieme al difensore Fabrizio Berni e al centrocampista-attaccante Maurizio Orlandi. Il nome è dovuto al fatto che sono stati gli unici tre calciatori ad apparire nelle foto con gli occhi chiusi.

Paolo Ferrario è il secondo in piedi da sinistra (foto: PG Marini)

Allenatore bianconero, tra luci e ombre

Ferrario ha anche gonfiato la rete avversaria per sei volte nell’Italia Under 21 e ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1963. Salutata la carriera da giocatore, ha allenato 16 club dal 1976 al 2007: Cesena (una volta nelle Giovanili e due in prima squadra), le Giovanili del Milan, Messina, Teramo, Venezia, Ravenna, Conegliano, Ospitaletto (per due volte), Rondinella, Trento (per due volte), Modena, Rimini, Novara, Brescia (una volta in Primavera e una in prima squadra), Triestina e Olbia. Le due esperienze da allenatore della prima squadra del Cesena sono state contraddistinte da luci e ombre. La prima risale alla stagione 1976-1977 in serie A, quella degli storici trentaduesimi di finale di Coppa Uefa contro i tedeschi orientali del Magdeburgo. Ha guidato i “Cavallucci”, insieme ad Aldo Neri, in 23 giornate: la quarta, la quinta e dalla 10esima alla 30esima. Alla fine di quell’annata, il Cesena retrocesse in serie B con un 16esimo posto. La seconda è del 2000-2001, in serie C1. In quella stagione, caratterizzata dal ritorno in campo di Ruggiero Rizzitelli, è subentrato a Fabrizio Tazzioli alla 14esima giornata ed é stato esonerato in favore di Walter De Vecchi alla 24esima. L’annata si è comunque conclusa per i romagnoli con un onorevole sesto posto.