Avvento. Ieri sera la prima catechesi del vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo. “Che cosa cercate?”

Chiesa di Martorano gremita per la prima di quattro serate. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 10 dicembre alle 20,30, sempre a Martorano

Chiesa gremita ieri sera a Martorano (Cesena) per la prima catechesi di Avvento proposta dal vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo.
Chiesa gremita ieri sera a Martorano (Cesena) per la prima catechesi di Avvento proposta dal vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo.

“Cosa cercate?”, questo il tema della prima riflessione proposta dall’arcivescovo in vista del Natale

Cosa cercate?

Chiesa gremita, ieri sera, a Martorano (Cesena), per la prima delle quattro serate di catechesi proposte dal vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo in occasione del periodo di Avvento. Le presenze sono state stimate in oltre 400. “Cosa cercate?” il tema sviluppato nella conversazione partita dalla lettura di un brano del Vangelo di Giovanni, al capitolo primo.

Tanta gente dalle parrocchie

“Non mi aspettavo di vedere questa folla immensa”, esordisce l’arcivescovo, subito dopo il tradizionale “Buonasera”. In chiesa c’è gente di ogni tipo, arrivata da diversi angoli del territorio della Diocesi. È strapieno anche il presbiterio. Qualcuno si deve accontentare di stare seduto in terra. Poi ci sono quelli rimasti a casa, a seguire la catechesi grazie al collegamento assicurato dal nostro giornale sul canale Youtube e dalla pagina Facebook. Li ricorda anche il vescovo che cita anche quelli collegati dalla Calabria e dalla Basilicata, per i quali scatta un applauso di saluto e di benvenuto.

Per entrare nel clima del Natale. Cosa vogliamo?

“È una catechesi di orientamento per entrare nel clima del Natale – dice il presule – e per affrontare interrogativi che non possiamo non porci”. La domanda è: cosa vogliamo? “E vale anche per chi non crede, per chi non entra in chiesa”, aggiunge l’arcivescovo che ricorda due domande dal libro della Genesi: dove sei? Dov’è tuo fratello?

Dov’è Dio davanti a tanto male? E noi dove siamo?

Il Signore cerca sempre l’uomo che si è smarrito e si nasconde per paura di affrontare il presente. Dio lo cerca sempre. E lo cerca come maschio e femmina. “Insieme – sottolinea monsignor Caiazzo – sono a somiglianza di Dio. Chiamati quindi ad esprimersi attraverso l’amore”. Circa la domanda sul fratello ucciso, Abele, il vescovo sollecita la riflessione sulla presenza del Signore nelle tante disgrazie presenti nel mondo. “A volte ci chiediamo: ma Dio dov’è davanti a tanto male? Perché lo permette? Io rilancio e vi chiedo: ma tu, io noi, cosa facciamo perché certi fatti non accadano? Ciascuno di noi non è un numero, ma fa parte di un popolo. Fa parte di una sola razza umana. Nessuno ci ha divisi, come i tifosi delle squadre di calcio. Il Signore fa il tifo per tutti. In nome di Dio non ci si può mai ammazzare. Quando accade, significa che siamo diventati peggio delle bestie e si è perso il contatto con Dio”.

Il camminare è una continua scoperta

Nel brano evangelico di Giovanni, dal capitolo primo, il vescovo sottolinea che per più volte si è ascoltata la frase “il giorno dopo”. Questo, dice, “Indica la novità della vita e della storia. Il mio camminare è una continua scoperta. Chi sei? Da dove vieni? Dove vai? Da dove viene l’origine della nostra vita? Verso dove si dirige il senso della vita?

Gesù penetra con lo sguardo l’animo umano

In mezzo a voi, si legge ancora nei Vangeli, c’è uno che… Gesù ha bisogno di ritirarsi in silenzio, nota l’arcivescovo, perché poi deve andare, deve stare, deve fissare gli occhi. “Gesù penetra con lo sguardo l’animo umano. Gesù ti ama e vuole il tuo bene. È venuto per ridare dignità all’uomo”. Allora torna d’attualità la domanda: cosa state cercando? “Può accadere anche a un vescovo, a un prete, a una suora, a un consacrato, a una coppia di sposi, a dei giovani – aggiunge il presule -. Cosa state cercando? Tutti possono avere momenti di sbandamento”.

Attratti dal passare di Gesù nella storia

Maestro dove abiti? è la domanda posta dai primi apostoli a Gesù. Non è lui che li va a cercare, sono loro che lo interrogano e “sono attratti dal passare di Gesù nella storia”, nota il vescovo. “Basterebbe – aggiunge – guardare le cose belle che ci accadono nella vita. Le soddisfazioni avute. Allora posso fare a ritroso quel cammino sul quale ho compiuto scelte che non volevo”. Le gelosie che nascono anche nelle nostre parrocchie nel volere fare tutto. “Le liti e le guerre – chiosa il presule – ce le facciamo anche tra di noi. Invece l’amore genera vita”.

Essere posseduti dall’amore di Cristo

Cosa significa avere fede? Vuol dire, prova a rispondere monsignor Caiazzo, “avere posto fiducia in chi ha condiviso tutto con me, con noi. Significa essere posseduti dall’amore di Cristo. Allora riusciamo a capire dove stiamo andando. La Chiesa stessa è in continuo cammino. Andiamo incontro al Signore che viene”.

In merito al malore della sera precedente, “Sono come la gramigna. Mi dovete ancora sopportare”

In chiusura, prima dei saluti e della benedizione, l’arcivescovo ricorda che queste sue riflessioni sono per tutti, anche per chi non frequenta la chiesa, “per dialogare anche con atei e non credenti. Mi piacerebbe dialogare con tutti”. Poi accenna al malore della sera precedente (cfr pezzo al link qui sotto): “Sono come la gramigna – scherza -. Sappiate che mi dovete ancora sopportare…”.

I prossimi appuntamenti

Il prossimo incontro per le catechesi di Avvento si terrà mercoledì 10 dicembre, sempre nella chiesa di Martorano, con inizio alle 20,30. Il titolo della seconda serata è “Gesù incontra Pilato”. I due incontri seguenti ci saranno mercoledì 17 dicembre e lunedì 22, sempre alle 20,30.