Carenza di personale della Polizia di Stato nel territorio: il Siap “servono coerenza e rispetto delle regole sindacali”

La riflessione di Michele Fratellanza, segretario a Forlì-Cesena del Sindacato italiano appartenenti polizia

Foto archivio

Riceviamo e pubblichiamo da Michele Fratellanza, segretario a Forlì-Cesena del Sindacato italiano appartenenti polizia (Siap), una lettera aperta che esprime preoccupazione in merito alla carenza di personale della Polizia di Stato nel territorio.

Caro direttore,

dopo aver richiamato nei giorni scorsi l’attenzione sulla carenza di personale che interessa la Polizia di Stato (cfr notizia al link qui sotto), il Siap ritiene necessario ampliare la riflessione, portando nel dibattito pubblico alcuni elementi che emergono con continuità dai territori e dalla quotidianità operativa.

“La presenza della Polizia sul territorio è insostituibile” – Corriere Cesenate: Carenza di personale della Polizia di Stato nel territorio: il Siap “servono coerenza e rispetto delle regole sindacali”

Un sistema non equilibrato

Le segnalazioni che arrivano dal personale descrivono una situazione in cui la sicurezza quotidiana continua a essere garantita, ma sempre più spesso grazie allo spirito di servizio di donne e uomini in divisa, piuttosto che a un sistema strutturalmente in equilibrio. Non si tratta di lanciare allarmi, ma di prendere atto di una condizione che, se protratta nel tempo, rischia di diventare strutturale.

Gli straordinari diventano una consuetudine

Negli uffici e nei servizi di controllo del territorio, la carenza di organico si traduce in un ricorso sempre più frequente allo straordinario e a forme di flessibilità che dovrebbero rappresentare l’eccezione e che invece, in molti contesti, sono diventate una consuetudine. Secondo le valutazioni operative che emergono dal territorio, questo non comporta soltanto un aumento della fatica, ma può incidere inevitabilmente sulla presenza, sui tempi di risposta e sull’esposizione ai rischi, alimentando anche una crescente preoccupazione per la tenuta complessiva di alcuni contesti territoriali.

25 unità aggiuntive

In questo quadro pesa anche la distanza tra impegni annunciati e riscontri concreti. In sede di confronto era stato rappresentato l’arrivo di 25 unità aggiuntive nel corso del 2025, un incremento ritenuto importante per iniziare ad alleggerire la pressione sui servizi. Ad oggi, tuttavia, tale rafforzamento non ha ancora trovato attuazione sul piano operativo e questo contribuisce ad alimentare un senso di disorientamento e di incertezza tra il personale, soprattutto nei territori più esposti.

L’aspetto organizzativo

Accanto alla questione numerica, emerge poi un tema organizzativo più ampio. Nei tavoli istituzionali vengono spesso rappresentati programmi e prospettive di rafforzamento, ma sul piano operativo tali indicazioni non sempre trovano un riscontro immediato. Questo rischia di dare l’impressione che, nel dialogo con le realtà sindacali territoriali, anche figure apicali possano non avere sempre una piena e immediata contezza della quotidianità operativa. Una distanza che, se non affrontata, può generare un disallineamento tra base operativa, organizzazione e indirizzo politico.

Suicidi nelle Forze dell’Ordine

Il prezzo umano di questa condizione è un aspetto che non può essere sottovalutato. Lo stress, i carichi di lavoro e le ricadute sulla vita familiare sono elementi sempre più presenti nei racconti degli operatori. In questo quadro, i suicidi nelle Forze dell’Ordine, come purtroppo evidenziato anche da studi e analisi pubbliche, rappresentano un campanello d’allarme su un disagio che va letto e affrontato con responsabilità, senza semplificazioni e strumentalizzazioni.

La scelta del pensionamento

Non è un caso che un numero crescente di colleghi, appena ne ha la possibilità, scelga di accedere al pensionamento, anche accettando condizioni meno favorevoli dal punto di vista economico. Una decisione che non nasce da mancanza di vocazione o di senso del dovere, ma dalla necessità di sottrarsi a una pressione operativa percepita come costante e difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Un segnale che merita attenzione, perché racconta più di molti numeri il livello di fatica accumulato nel tempo.

“Chiediamo coerenza tra impegni annunciati e realtà operativa”

Il Sindacato Italiano della Polizia di Stato non chiede privilegi, ma coerenza tra impegni annunciati e realtà operativa: organici adeguati, pianificazione stabile, investimenti sul benessere del personale e su una presenza efficace sul territorio. La sicurezza dei cittadini non può e non deve poggiare esclusivamente sulla disponibilità e sul sacrificio individuale di chi indossa una divisa. Un Paese serio è quello che affronta le criticità prima che diventino emergenze.