Caritas Emilia-Romagna, prorogato al 2028 il microcredito

Finora sono stati erogati 114 finanziamenti, di cui 107 nella diocesi di Forlì-Bertinoro

La presentazione dell'iniziativa a Forlì con monsignor Corazza

Presso la Curia vescovile di Forlì, ieri, mercoledì 13 maggio, è stata presentata la proroga ufficiale della convenzione per il microcredito Caritas fino al 31 dicembre 2028.

La decisione trasforma uno strumento straordinario in un presidio strutturale contro l’esclusione finanziaria per tutto il territorio romagnolo, inclusa la diocesi di Cesena-Sarsina. Alla conferenza sono intervenuti Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro e delegato della Conferenza episcopale regionale per la Carità, il diacono Filippo Monari, direttore della Caritas diocesana di Forlì-Bertinoro e delegato regionale Caritas Emilia-Romagna, Giuseppe Gambi, presidente della Bcc Ravennate Imolese e Forlivese, Giampietro Montalti, volontario della Caritas di Forlì-Bertinoro.

Il bilancio dei primi due anni di attività restituisce la fotografia di un progetto ad alto impatto umano ed economico: su 186 contatti totali, sono stati erogati 114 finanziamenti per un volume complessivo di 538.200 euro, con una media di circa 4.700 euro per ogni pratica. Sebbene lo sforzo abbia coinvolto in modo corale le diocesi di Bologna, Cesena-Sarsina, Faenza-Modigliana e Imola, il cuore pulsante dell’iniziativa è stata la diocesi di Forlì-Bertinoro, dove sono state concluse 107 pratiche per oltre mezzo milione di euro. Per monsignor Corazza, “questi numeri raccontano una prossimità che continua, poiché a tre anni dall’alluvione le ferite del territorio non sono ancora del tutto rimarginate”.

L’analisi dei dati evidenzia come la natura del bisogno stia cambiando. Se inizialmente il 70 per cento dei fondi (circa 376.600 euro) è stato assorbito dai danni diretti causati dall’alluvione, i restanti 161.600 euro sono stati destinati a rispondere alle fatiche della quotidianità, come spese mediche, bollette arretrate, debiti con la pubblica amministrazione o l’acquisto di un’auto per poter continuare a lavorare. Come sottolineato dal presidente della Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, l’obiettivo è “uscire dalla fredda materialità degli algoritmi bancari per capire se chi si ha di fronte ha ancora voglia di combattere, promuovendo un credito basato sulla corresponsabilità e sull’educazione finanziaria piuttosto che sul semplice assistenzialismo”.

In questo, la rete Caritas agisce come un’antenna capace di intercettare fragilità sommerse e nuovi rischi, come il sovraindebitamento e le truffe finanziarie. Il diacono Filippo Monari ha evidenziato come per molte famiglie sia difficile confessare il proprio stato di bisogno, mentre il volontario Montalti ha riferito di numerosi nuclei intercettati dopo essere rimasti vittima di raggiri. Per questo motivo, ogni percorso di microcredito parte sempre dalla redazione di un bilancio familiare, uno strumento che serve a restituire alle persone la reale consapevolezza della propria situazione economica.

La forza del sistema risiede nella sua capacità di non abbandonare nessuno, nemmeno quando non esistono i requisiti tecnici per l’erogazione del prestito. Dei 72 contatti non andati a buon fine, la maggior parte è stata comunque presa in carico dalla rete Caritas, attraverso servizi alternativi come gli Empori della solidarietà, l’orientamento al lavoro o i fondi di solidarietà per bisogni immediati. In questo modo, un eventuale rifiuto bancario si trasforma spesso in un supporto concreto a fondo perduto, garantendo che nessuno resti escluso dal percorso di accompagnamento sociale.