Cesena
Cesena piange Osvaldo Piraccini
Aveva 94 anni. Le sue opere fanno parte del patrimonio artistico cittadino
Lutto nel mondo dell’arte cesenate.
Aveva 94 anni
È morto l’artista Osvaldo Piraccini, tra i ma i maggiori rappresentanti dell’arte del Novecento cesenate. La sua casa-laboratorio era in via Sacchi. Aveva 94 anni.
Il cordoglio del sindaco
“Con la morte di Piraccini – commenta il sindaco Enzo Lattuca in una nota – Cesena perde uno dei suoi più grandi interpreti, tra i maggiori esponenti della pittura figurativa e neorealista del secondo dopoguerra. Nato nel 1931, seppe imporsi già dagli anni Cinquanta con uno stile esistenzialista, che ha segnato tutta la sua produzione giovanile e matura. Negli anni Sessanta e Settanta, grazie alle numerose esposizioni in Italia e ai riconoscimenti ottenuti in prestigiosi concorsi, il suo nome oltrepassò i confini cittadini, portando con sé un’immagine intensa e autentica della nostra Cesena. È anche per questo che gli è stato conferito il premio Malatesta Novello, la massima onorificenza dedicata ai cesenati illustri”.
Principali opere in città
Le opere di Piraccini fanno parte del patrimonio artistico cittadino: dalla grande tela Le lame di Civorio nella sala Nera del palazzo comunale, alla suggestiva Veduta dell’Abbazia del Monte conservata in Pinacoteca, fino ai lavori del “periodo grigio” presenti alla Biblioteca Malatestiana. Significativi anche il grande pannello figurato del Cimitero urbano (1982), il gruppo scultoreo in terracotta dedicato al tema del conflitto umano e il pannello posto all’ingresso della scuola media Plauto.

Il cordoglio della Regione
“Se ne va un maestro d’arte che ha attraversato il Novecento con uno sguardo sempre originale – commenta in una nota l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni -. Artista rigoroso e appassionato, Piraccini ha lasciato un segno profondo nella cultura del territorio, contribuendo a costruire un’identità condivisa attraverso il linguaggio dell’arte. La sua pittura, capace di unire tensione esistenziale, profondità umana e rigore formale, ha espresso e raccontato l’immaginario della nostra terra con una forza visionaria che appartiene ai grandi interpreti del Novecento“.