Cesena
Cesena. Valdo Bonfim ospite del Rotary Cesena
Oggi è maestro di scuola primaria a San Vittore, è stato bambino di strada a Rio de Janeiro e poi di testimone alle Nazioni Unite
Ha raccontato la sua storia di bambino di strada a Rio de Janeiro e poi di testimone alle Nazioni Unite. Oggi è maestro di scuola primaria a San Vittore. Ogni anno accompagna alcuni giovani a visitare le favelas brasiliane
Una testimonianza vibrante all’ultima conviviale del club cesenate
Una testimonianza vibrante che ha coinvolto anche emotivamente i soci del Rotary Club Cesena – presieduto per l’annata in corso da Ombretta Sternini – ha portato nell’ultima conviviale gli echi di un mondo lontano solo geograficamente, il Brasile.
Valdo Bonfim, 53 anni, originario di Belo Horizonte, in Italia da oltre 30 anni, oggi maestro elementare a San Vittore, una doppia laurea acquisita all’università per stranieri di Perugia dopo drammatiche esperienza di bambino di strada a Rio de Janeiro, intervistato dalla giornalista Elide Giordani ha illustrato il suo progetto annuale di accompagnamento di alcuni ragazzi nelle favelas brasiliane.
Tre ragazzi di San Vittore in viaggio formativo nelle favelas
Un progetto, portato avanti con la ong “Sem fronteiras”, che a giugno dell’anno passato è valso un viaggio formativo per tre ragazzi di San Vittore. Prima di loro tanti altri giovani, provenienti da diverse parti del mondo, hanno fatto la medesima esperienza per acquisire consapevolezza dei rapporti d’interrelazione tra popoli diversi, stimolare una maggiore sensibilità nei confronti dell’altro e sviluppare un’attenzione e una presa di coscienza sulla realtà attuale.
Ma il viaggio socioculturale nelle favelas è stato solo uno degli argomenti toccati dal maestro Valdo (sposato con un’insegnante cesenate e padre di tre ragazzi dagli 8 ai 18 anni). La sua, infatti, è un’esperienza di vita singolare che lo ha portato fino alle Nazioni Unite come testimone di pace. Bonfim ha parlato anche del suo lavoro di insegnante e della necessità che a scuola i ragazzi si appassionino alle storie di umanità che fungono da esempio educativo.
Il Brasile, Paese di diseguaglianze
Ma anche del Brasile di oggi su cui esprime la più profonda delle preoccupazioni. Un Paese che non ha trovato la via dei diritti umani e dell’uguaglianza poiché c’è chi sprofonda sempre più nella povertà mentre le ricchezze continuano ad essere accumulate a vantaggio di poche persone. Anche la grande foresta amazzonica, ha detto Bonfim, è oggi preda di gruppi di potere appoggiati da milizie armate che ne detengono lo sfruttamento.
L’Italia, Paese di pregiudizi
Per tornare all’Italia e alla sua vita nel nostro Paese, ha sfiorato, pur con qualche ironia, il tema dei pregiudizi che alcuni esprimo nei confronti delle persone di colore. Come l’occasione in cui, difendendo una collega, che insieme a lui accompagnava alcuni bambini della scuola ma aveva dimenticato il biglietto per il bus, l’autista lo ha apostrofato con arroganza dicendogli che non poteva essere un maestro e dunque che scendesse dal bus e se ne andasse a lavorare da Amadori poiché di certo quello era il suo mestiere.