Cesenatico. Da Badafest 10 mila euro, un gesto “di cura e restituzione”

I promotori del festival hanno donato la cifra raccolta a vari enti del territorio, per supportare la cura della malattia mentale

Presentato al Museo della Marineria di Cesenatico il risultato della raccolta dell’edizione del festival organizzato ogni anno a settembre nel parco di Levante, per ricordare la morte di Federico Manca. Destinati 10 mila euro a vari enti del territorio.

La malattia mentale non è un tabu

Non ci si deve vergognare di un disagio psicologico o di una depressione. Sono malattie come le altre e si curano.  Un messaggio importante di cui si è parlato stamane, lunedì 9 febbraio, al Museo della Marineria di Cesenatico all’incontro con gli organizzatori del Badafest che hanno voluto comunicare la somma raccolta nell’edizione di settembre 2025: 10 mila euro, donati dai circa 3000 partecipanti all’evento che si svolge in settembre, nato nel 2022 per tenere vivo il ricordo di Federico Manca.

I destinatari delle somme raccolte

Dell’importante somma raccolta, i promotori destineranno quattromila euro all’Asp del Rubicone, altrettanti alla cooperativa “Amici di Gigi”, 1000 al Dipartimento Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’Ausl della Romagna, nello specifico al Centro diurno per la psicopatologia dell’adolescenza “La Meridiana”. Ulteriori 500 euro saranno donati all’associazione Bambini al primo posto e 500 alla struttura “La casa nel parco” gestita dall’associazione “Anziani insieme” nel parco di Levante che ospita la manifestazione. I fondi raccolti andranno a sostegno della salute mentale.

Un disagio che cresce ogni anno del 20 per cento

Ogni anno crescono del 20 per cento gli accessi alla neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bufalini di Cesena, ha spiegato Annalisa Vigherani, dirigente del Centro salute mentale Forlì- Cesena che destinerà le cifre al Centro diurno La meridiana, nato come centro per le  tossicodipendenze e via via trasformato fino ad essere stato inaugurato lo scorso ottobre come servizio per i giovani, nella fascia 14-21. “Ricevere queste donazioni è importante – ha detto Vigherani – perché questi contribuiti ci permettono di lavorare con i ragazzi, con laboratori e attività che diversamente non si potrebbero fare”. Ma soprattutto è importante, ha sottolineato la dirigente Ausl “la creazione di una rete fra pubblico e privato, fondamentale per togliere i giovani dal ritiro e dall’isolamento. Siete una grande antenna per il territorio”.

Sportello psicologico anche per i genitori

Della rete fa parte anche l’Asp del Rubicone, che sin dall’inizio è stata destinataria delle somme raccolte da Badafest, e con quelle ha potenziato lo sportello psicologico della scuola media “Arfelli”, ora aperto due volte alla settimana. Grazie ai contribuiti, ha spiegato Milena Mami, referente del Centro per le famiglie dell’Asp del Rubicone “i nostri operatori svolgono anche un lavoro nelle classi sul rinforzo delle skills personali, in rapporto alle relazioni sociali, scolastiche e al tema del ritiro sociale”.

“C’è sempre più bisogno – ha detto il professor Andrea Vecchi della scuola Arfelli -. Ora parlare di disagio psicologico non é più un tabu. Le famiglie sono più consapevoli e non si vergognano e i ragazzi non hanno timore a fare richiesta dello psicologo”. Se si soffre di depressione non si passa per strani, non si viene bollati.

Grazie ai contributi di Badafest, sono state introdotte inoltre due serate aperte ai genitori della scuola per dibattere con specialisti sui tempi legati all’adolescenza e alla relazione educativa e lo sportello decentrato al Centro famiglie è aperto anche ai genitori perché, ha sottolineato Milena Mami “aiutando i genitori nella relazione educativa aiutiamo indirettamente anche i ragazzi”.

Un laboratorio musicale dagli “Amici di Gigi”

Il grazie arriva anche dalla Cooperativa Amici di Gigi che accoglie persone “affette da queste malattie del nostro tempo, inviate dai servizi sociali, in forma residenziale o al centro diurno. Rileviamo – hanno detto gli operatori della cooperativa, presenti all’incontro – un preoccupante aumento di patologie psichiatriche degli adulti in ragazzi di bassissima età”. Grazie all’incontro con Badafest è nato presso la loro struttura un laboratorio musicale per i ragazzi accolti dalla cooperativa, che li stimola a scrivere ed arrangiare brani originali. “I risultati sono stati clamorosi e per questo andremo avanti in questo lavoro”.

“I volontari? Chi ha detto che non ci sono più?”

 “BadaFest è nato come un gesto collettivo, un festival costruito dal basso per unire musica, arte, skate e cura– hanno detto gli organizzatori -. Quest’anno, per la prima volta, si è allargato a due giorni, trasformando Cesenatico in un cantiere di energia: concerti, mostre, laboratori, skate contest, mercatini, incontri. I fondi raccolti andranno donati perché Badafest non è solo festa, ma anche cura e restituzione. Grazie a tutti gli sponsor e al Comune di Cesenatico che ci ha accompagnato dalla prima edizione e continua a supportare il festival. Un grazie speciale ai volontari, centinaia di mani invisibili che hanno montato e smontato, cucinato e pulito, passato cavi e tirato su recinzioni. Nessun palco regge senza le viti che non si vedono. Riusciamo a dare vita al Badafest – hanno concluso – grazie soprattutto a loro. Non è vero che i volontari non ci sono più”.

E non è vero che i giovani non si danno da fare, ha ribadito la vicesindaca Lorena Fantozzi. Grazie a loro, che si muovono nei campi e negli ambiti che gli sono congeniali, si realizza questo evento «ormai inserito nel tessuto sociale di Cesenatico, la dimostrazione che da un evento doloroso possono nascere delle occasioni luminosi. Siamo felici come amministrazione di sostenerlo e credo che chiunque sia riuscito ad andarci abbia respirato un clima bellissimo di arte, di festa e di grande gioia. Il risvolto poi solidale e di ricaduta sul territorio a favore dei giovani gli da ulteriore valore e significato”.

Erano presenti all’incontro anche il sindaco Matteo Gozzoli e i genitori di Federico Manca.